Porcari (famiglia)




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«… e così andando la cosa, i Porcari tutto fossero e nobili

ed antichi cittadini Romani, non si vergognarono di trafficare

in arte assai umile, e che ad alcuno sembrerebbe alquanto vile,

sapendo eglino dall'esperienza, che viver si può laudabilmente

esercendo anche qualche arte, quando la mutabilità delle cose

temporali, detta la fortuna, ti voglia rotare infino al fondo,

non permettendoli di viver con splendidezza.


(Pasquale Adinolfi[1]



I Porcari furono una antica e nobile famiglia romana nota sin dal secolo XI.




Indice






  • 1 Cenni storici


  • 2 Blasone


  • 3 Note


  • 4 Bibliografia





Cenni storici |




Veduta del castello di Soriano


Ritenuta dagli storici classici di antica nobiltà e originaria dalla gens Porcia da cui i suoi componenti si vantavano, pur senza fondamento, di discendere[2]; le prime notizie della famiglia risalgono al secolo XI con un Johannes Porcarius, e sin da quel periodo le fonti riferiscono dell’esistenza di almeno due rami della famiglia riconducibili probabilmente al medesimo capostipite, l’uno i Porcari residenti nel rione Pigna dove dettero il loro nome al quartiere dove ebbero le loro abitazioni presso l’attuale Piazza della Pigna, e i Porcari di Ripa Romea presso la riva destra del Tevere non lungi dal ponte Santa Maria.

A quest’ultimo ramo, per la coincidenza dei nomi, Pandulfus olim domini Porcarii vissuto nel 1258[3], si è ipotizzato potessero appartenere i signori di Soriano, Pandolfo di Attaviano e i figli del defunto Porcario: Stefano, Pandolfo, Pietro e Guastapane, che sul finire del secolo XIII vennero pretestuosamente dichiarati eretici da papa Niccolò III che tolse loro il castello di Soriano per concederlo ai propri famigliari Orsini. Nel 1301 papa Bonifacio VIII per risarcire la famiglia dell’ingiustizia subita concesse loro il castello di Chia nella persona di Guastapane del defunto Porcarius militis[4].

I Porcari che vissero il periodo di massima espansione durante il secolo XV, possedettero numerosi beni immobili nella città, anche nel rione Borgo e come molte altre famiglie della media nobiltà romana, ricoprirono le massime magistrature capitoline ricoprendo ripetutamente la carica di conservatore di Roma fin dal 1378[5] ed esercitando altresì i più lucrosi uffici curiali quali quelli di giudice e notaio, oltre che esercitare l’attività di cambiavalute e della bovatteria su casali propri nella Campagna romana posti soprattutto sulla via Nomentana, (Poterano, Monte Gentile, Castiglione e Casal de' Pazzi) o come affittuari di enti ecclesiastici o di famiglie baronali, o come appaltatori dei diritti fiscali e privative della camera capitolina quali il commercio del sale.

Nel 1468 Antonio ed Evangelista, acquistarono parte della tenuta di Tor Marancia o della Peschiera.

Alla famiglia appartenne Stefano autore della congiura contro papa Niccolò V.

Tra gli ecclesiastici Girolamo Porcari fu vescovo di Andria. La famiglia ebbe le proprie sepolture nella cappella di famiglia presso la chiesa di Santa Maria sopra Minerva sulla cui piazza prospettavano alcune delle case della famiglia[6], presso la chiesa di San Giovanni della Pigna e a Santa Maria ad Martyres[7].
La famiglia che tra XV e XVI secolo raccolse una nota collezione antiquaria[8] era estinta all’epoca della bolla Urbem Romam[9].



Blasone |


Arme: Di rosso a tre bande d’argento attraversate da tre sbarre dello stesso. Capo d’argento caricato di un maiale di nero passante, sostenuto da una fascia d’oro, caricata d‘una burella ondata di rosso[10]



Note |




  1. ^ La Portica di S. Pietro ossia Borgo nell'età di mezzo, p.83.


  2. ^ Aa.Vv. Architettura del classicismo tra Quattrocento e Cinquecento. Roma Gangemi 2007, p.70.; Rodolfo Lanciani, Storia degli scavi di Roma e notizie intorno le collezioni romane di antichità, 1902, Vol. I, Lib. I, (Alessandro VI. 1498.) p.117.


  3. ^ A. Modigliani, I Porcari… p.13


  4. ^ A. Modigliani, I Porcari… cit.; Fedele Savio, Niccolò III Orsini (1277-1280), La donazione di Soriano, pp.666-684. In La Civiltà cattolica,; Anno XXXXV (194) , Serie XV, Volume 11, Quad.1062


  5. ^ Claudio De Dominicis, Membri del Senato della Roma Pontificia, Senatori, Conservatori, Caporioni e loro Priori e Lista d’oro delle famiglie dirigenti (secc. X-XIX), Roma 2009, p.33.


  6. ^ Cappella nota come di San Girolamo poi di San Pio V; v. Alessandro Ippoliti, Benedetto Vetere, Il collegio romano: Storia della costruzione, p.14


  7. ^ Mariano Armellini, Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, 1891, v. alla voce.


  8. ^ R. Lanciani, Storia degli scavi... cit., pp.115-118.


  9. ^ Amayden, Storia delle famiglie romane... cit. vol. II, p.151


  10. ^ Amayden, Storia... cit.



Bibliografia |



  • Anna Modigliani, I Porcari. Storie di una famiglia romana tra Medioevo e Rinascimento, Ed. Roma nel Rinascimento 1994.


  • Teodoro Ameyden, La storia delle famiglie romane; con note ed aggiunte del comm. Carlo Augusto Bertini, Roma: Collegio araldico, 1910; Bologna: Forni, 1967; Roma: Edizioni romane Colosseum, 1987



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