Provincia di Benevento
























































































Provincia di Benevento
provincia



Provincia di Benevento – Stemma Provincia di Benevento – Bandiera

Provincia di Benevento – Veduta

Rocca dei Rettori, sede della Provincia.
Localizzazione
Stato
Italia Italia
Regione
Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Amministrazione
Capoluogo Benevento
Presidente Antonio Di Maria (Forza Italia) dal 31-10-2018
Data di istituzione 25 ottobre 1860
Territorio

Coordinate
del capoluogo

41°08′N 14°47′E / 41.133333°N 14.783333°E41.133333; 14.783333 (Provincia di Benevento)Coordinate: 41°08′N 14°47′E / 41.133333°N 14.783333°E41.133333; 14.783333 (Provincia di Benevento)
Superficie 2 080,44 km²
Abitanti 278 477[1](31-3-2018)
Densità 133,85 ab./km²
Comuni 78 comuni
Province confinanti
Avellino, Campobasso, Caserta, Foggia, Napoli
Altre informazioni
Cod. postale 82100 (Benevento); 82010; 82015; 82018; 82020; 82021; 82024; 82030; 82038.
Prefisso
0823, 0824
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-BN
Codice ISTAT
062
Targa BN
Cartografia
Provincia di Benevento – Localizzazione
Sito istituzionale



Localizzazione della Provincia nella Regione Campania


La provincia di Benevento è una provincia italiana della Campania, di 278 477 abitanti, istituita il 25 ottobre 1860.




Il Centro Servizi Amministrativi




Indice






  • 1 Geografia fisica


    • 1.1 Geologia


    • 1.2 Clima


    • 1.3 Monti


    • 1.4 Valichi


    • 1.5 Pianure


    • 1.6 Altopiani


    • 1.7 Idrografia


    • 1.8 Flora




  • 2 Dati economici


  • 3 Infrastrutture e trasporti


    • 3.1 Linee ferroviarie


    • 3.2 Linee stradali


      • 3.2.1 Strade


      • 3.2.2 Strade statali e provinciali


      • 3.2.3 Distanze stradali tra Benevento e i maggiori comuni della provincia




    • 3.3 Aeroporti




  • 4 Storia


    • 4.1 Stemma




  • 5 Amministrazione


  • 6 Cucina


  • 7 Geografia antropica


    • 7.1 Comunità montane


    • 7.2 Comuni


      • 7.2.1 Comuni più popolosi


      • 7.2.2 Comuni meno popolosi


      • 7.2.3 Comuni con il titolo di città






  • 8 Società


    • 8.1 Evoluzione demografica


    • 8.2 Etnie e minoranze straniere




  • 9 Zone Agrarie della provincia di Benevento


  • 10 Galleria d'immagini


  • 11 Note


  • 12 Bibliografia


  • 13 Voci correlate


  • 14 Altri progetti


  • 15 Collegamenti esterni





Geografia fisica |


Confina a nord con il Molise (provincia di Campobasso), a est con la Puglia (provincia di Foggia), a sud con la provincia di Avellino e la città metropolitana di Napoli, a ovest con la provincia di Caserta.


La sua massima dimensione latitudinale tra il colle Giglio, sul confine nord (41°29') e il monte Avella, sul confine sud (40°59') è di 30', pari a 55,590 km; mentre la massima ampiezza longitudinale, fra la frazione Biancano di Limatola (sul fiume Volturno) a ovest (1°54') e il tratturello Camporeale-Foggia sul confine orientale (2°42') è di 48', pari a 67 km circa (al parallelo 41°14' che taglia per metà la provincia).


Posta nel cuore dell'Appennino meridionale, a cavallo fra i monti del Sannio e i rilievi campani, la provincia ha la forma di una grande conca, compresa quasi tutta nel medio-basso bacino del Calore - Volturno, tranne l'estremo lembo proteso verso nord-est, il quale rientra nell'alto bacino del Fortore.


L'altitudine varia dai 44 metri della punta di Limatola ai 1822 metri del monte Mutria; la provincia è cinta dai contrafforti del Matese e del Molise a nord; dai monti della Daunia a est; dai monti del Partenio e dell'Irpinia a sud; e dai monti Tifatini a ovest.



Geologia |


.mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}L'odierna valle del Calore beneventano in origine era un bacino chiuso occupato da un lago, di cui il Calore, il Tammaro, il Miscano, l'Ufita e il Sabato erano i principali tributari. Per una violenta depressione del suolo, tra l'estremità settentrionale del Taburno e la meridionale del Matese, le acque di quel lago si sarebbero aperte il varco verso il Volturno e avrebbero formato l'odierna valle del basso Calore con la piana di Solopaca. Che la conca beneventana in origine sia stato un lago è provato dal fatto che l'odierna piana di Benevento e quasi tutte le colline che la circondano sono di formazione terziaria (compresa tra 70-63 e 1-2 milioni di anni fa), composte cioè di stratificazioni ghiaiose, o ammassamenti di ciottoli misti a calcare e arenaria.[sfugge il nesso fra epoca e modo di formazione]


Durante il terziario accaddero intensi e vasti movimenti tettonici, soprattutto legati alla cosiddetta orogenesi alpina, che non si limitò alle sole Alpi, ma alla quale si devono le principali linee direttrici del rilievo attuale dei continenti. Di formazione secondaria o mesozoica (tra 230-225 e 70-63 milioni di anni fa) è, invece, costituita la cinta montana della provincia.


I terreni sono costituiti in massima parte da elementi argilloso - calcareo - silicei, con qualche raro masso erratico di granito (Valfortore); non sono rare invece le concrezioni conchiliacee e le incrostazioni ittiche (Pietraroja, Castelfranco in Miscano), i giacimenti di marmi colorati (Vitulano, Cautano, Paduli), e di selci trasparenti e calcedonio comune.


Non mancano zone in cui sono evidenti i segni di una primordiale attività vulcanica, come nelle regioni Vitulanese, Telesina e Galdina. Nella valle di Vitulano, in quasi tutto il suolo di Tocco Caudio, vi sono giacimenti di tufo con pomici, foglie di mica e cristalli di pirosseno, attestanti chiaramente l'esistenza del cratere di un vulcano spento, dal quale dovettero essere lanciate tutte le sostanze vulcaniche che si rinvengono in molte parti della valle Beneventana. La stessa base del paese di Tocco Caudio non sarebbe che un cono rovesciato di tufo vulcanico.


Nelle regioni Telesina e Cerretese poi, oltre alle sorgenti d'acqua termali e minerali, vi sono grandi giacimenti di tufo grigio, formati evidentemente da ceneri vulcaniche, e di lignite (Pietraroja) che, secondo molti geologi, è indizio dell'origine vulcanica di quei terreni. Nel settore nord-est, tra il Tammaro e il Fortore, non vi è nessuna traccia di terreno vulcanico oltre al tufo di monte Caffarello (687 m), in quel di San Marco dei Cavoti.


Per trovare un'altra zona vulcanica bisogna andare al di là del Fortore, nella regione Galdina. Nel sito detto Fontane Padule ad est di San Bartolomeo in Galdo, e tra il bosco Montauro e Alberona, si trovano ad una certa profondità pomici, scorie, pezzi d'ossido nero di manganese e di ferro fuso in forma spirale, oltre a strati di torba papiracea, un'immensa quantità di piriti e strati di ferro, carbonati e litoidi.


Sorgenti d'acqua termo-minerali vengono fuori da tutti i punti del suolo della provincia.[tutte le sorgenti sarebbero termo-minerali?]



Clima |


Il clima della provincia di Benevento presenta inverni freddi, con gelate e brinate che si presentano spesso al mattino dopo nottate con cielo sereno. Nelle conche appenniniche, dove peraltro si trova il capoluogo, si ha il fenomeno dell'inversione termica, che favorisce la marcata discesa di temperatura dopo il tramonto per irraggiamento notturno, per cui spesso la temperatura scende anche al di sotto degli 0 °C in mancanza di vento e di nubi. Le precipitazioni sono scarse, con accumuli annuali che mediamente non superano i 600–700 mm. Fa eccezione la zona pedemontana al confine col Molise, dove, grazie all'effetto Stau indotto dal Matese, le precipitazioni aumentano sensibilmente con accumuli annuali che arrivano sino a 2000 mm. D'inverno la neve cade in abbondanza sul massiccio del Matese e in generale sopra i 400–500 m; la neve si spinge a quote inferiori solo in occasione di poderose irruzioni di aria gelida dai Balcani. Un evento nevoso molto importante nella provincia di Benevento ci fu nel febbraio 2012, quando il beneventano, come praticamente tutta l'Italia, fu colpito da gelo e neve fino al piano, con accumuli nevosi fino a 35 cm nel capoluogo.



Monti |


Nella conca di Benevento, da quando un lago preistorico prese figura e corso di fiume formando l'odierna valle del medio e basso Calore, vi confluiscono da opposte direzioni, proprio nei pressi della città, i suoi due maggiori tributari, il Tammaro da nord, il Miscano e l'Ufita da est e il Sabato da sud, i quali, scavando con il Calore medesimo, le tre maggiori vallate della provincia, la dividono in quattro settori:



  • settore sud-est, tra il Sabato ed il medio Calore;

  • settore nord, tra il medio Calore e il Tammaro;

  • settore nord-ovest tra il Tammaro e il basso Calore;

  • settore sud-ovest, tra il basso Calore ed il Sabato.


Nel settore sud-est vi sono le ultime diramazioni dei monti dell'Irpinia, che separano la valle del Sabato da quella del Calore, con le alture di San Giorgio del Sannio (380 m), quelle di Sant'Angelo a Cupolo, con il monte Pagliari (475 m), quelle di San Nazzaro e Calvi, con il monte San Marco (505 m) e le alture di Cucciano che separano la valle del Calore da quella dell'Ufita, con il monte Calvano (554 m), Rocchetta (632 m) e Cucciano (700 m).


Nel settore nord-est vi è l'incurvatura della dorsale appenninica, dove i monti del Sannio si congiungono con i monti Dauni, formando la catena la catena arcuata dei monti d'Alberona, Roseto, Castelfranco, Montefalcone, Foiano di Val Fortore e Baselice nella quale sono le sorgenti del Fortore.


In questa catena emergono i monti: Taglianaso (908 m), Teglia (742 m), Tufara (913 m) e S. Angelo (641 m) al confine nord-est, sulla destra del Fortore; mentre sulla sinistra, costituenti lo spartiacque tra la valle del Fortore e quella del Tammaro si trovano i monti: Serravessilli (892 m), Calvello (946 m), Rovino (920 m), S. Onofrio (950 m), S. Luca (981 m) e S. Marco (1007 m).


Tra le diramazioni dei monti del Sannio si distinguono anche le montagne di Cercemaggiore (960 m), quelle di Santa Croce del Sannio con il monte S. Martino (853 m), il Murgia Giuntatore (992 m), il m. Saraceno (1086 m), i monti di Colle Sannita (871 m) e di Castelvetere in Val Fortore (706 m), le alture di Castelfranco in Miscano con il monte S. Felice (851 m), di San Marco dei Cavoti con il monte Caffarello (687 m), e le alture di Foiano di Val Fortore con i monti Barbato (946 m) e Fontesanlorenzo (981 m), e giù fino al colle di Paduli (380 m) e al monte Crapiano (371 m) che forma le appendici estreme dei monti del Sannio sulla destra del Calore.


Nel settore NW si elevano le propaggini del Matese, dove sono i monti più alti della provincia, che determinano lo spartiacque tra le valli del Tammaro, del Volturno e del basso Calore. Il crine di displuvio è costituito da una ramificazione che cominciando dal monte Acero (733 m), a sud-ovest, gira per i monti Monaco di Gioia (1331 m), Erbano (1390 m), Crosco (1300 m), Pescolombardo (1566 m), Monte Mutria (1822 m), Moschiaturo (1470 m), Pagliarella (1020 m) e termina all'altro gruppo dei Giallonardo (1030 m).


Vi si distinguono inoltre i monti Serra Macchia Strinata (1252 m), Morrone della Serra (1351 m), Colle Statera, (1252 m), Cima Selvozza (1194 m), Rotondo (926 m), Mangialardo (1030 m), Calvello (1018 m), Valluccio (1010 m), Coppo (1009 m) e giù sino ai monti di S. Vitale (250 m), Scopa (251 m) e S. Angelo (190 m), che forma le estreme appendici meridionali del Matese.


Nel settore SW, tra i torrenti Serretelle e Corvo ad est, la valle del basso Calore a nord, il bacino del Volturno ad ovest, e la valle dell'Isclero a sud, sorge il gran massiccio del Taburno, il quale a sud-est per mezzo di un ramo formato dal monte Mauro (671 m), dal valico di Sferracavallo (300 m), dal colle Tufara (500 m) e dal monte Cornice (907 m) si congiunge al monte Avella (1591 m), nella catena del Partenio separando la valle Caudina da quella di Benevento.


Talché il crine displuviato è formato da questo ramo e dai monti Taburno (1393 m), Tuoro Alto (1300 m), Rosa (1310), Camposauro (1394 m), Pizzo Cupone (1234 m) e Pentime (1170 m), nella direzione di sud-est a nord-ovest.


Il massiccio del Taburno è formato come da un grande acrocoro, che nella parte superiore comprende la valle Vitulanese lunga circa 15 km², da Montesarchio a Paupisi, cinge a guisa di una grande terrazza il fianco orientale del massiccio in tutta la sua lunghezza e altezza media di circa 500 m, che passa per Campoli, Cautano, Foglianise, Vitulano, Torrecuso e Paupisi.


Il crinale del Taburno.si sviluppa nella stessa direzione della valle Vitulanese da sud a nord ed è diviso trasversalmente in due sezioni per mezzo della piana di Prata (790 m) che apre un varco fra i due versanti orientale e occidentale, e mette in comunicazione la valle Vitulanese, con quella del Volturno. La sezione meridionale, oltre ai monti già menzionati, comprende: il Pizzo Cardito (1150 m), Cepponeto (1270 m), Colle dei Paperi (1331 m), Toppo Ortichelle (1260 m), Toppo Campiglia (1205 m), m. Coppola (1011 m) e la sezione settentrionale del m. Gaudello (1209 m), il Piano d'Andrea (1304 m), il Tesoro (1180 m) e altri.


A sud di Benevento si prolungano le appendici settentrionali del Partenio che segna lo spartiacque fra la valle del Corvo e quella del Sabato, con il m. Trascio (461 m) e le colline di San Leucio del Sannio (380 m), M. Calvo (347 m) e la Gran Potenza o Monte san Felice (200 m).



Valichi |


In una zona montuosa come il Sannio non pochi sono i valichi per le comunicazioni interne ed esterne, che una volta, quando esso non era così provvisto di vie ferrate e rotabili, furono per secoli molto frequentati. Sul confine occidentale, con la provincia di Caserta, ve ne sono due: la sella di Arpaia (300 m) tra il Monte Tairano (768 m) e il Monte Veccio (860 m), per la quale si giunge nella valle Caudina; e la gola di Moiano (264 m) per la quale si entra nella medesima valle per chi venga da Sant'Agata de' Goti. Dalla valle Caudina si scende nella conca beneventana attraverso la sella di Sferracavallo (300m), a sud-est di Montesarchio.


Un antico valico per il quale il Sannio caudino comunicava con Apulia e Daunia e gli Irpini con i Pentri, era l'altro estremo della provincia, nella gola dell'antica Cluvia, presso Buonalbergo, là dove è ora il ponte delle Chianche: qui la via Traiana entrava in connessione con il tratturo Pescasseroli-Candela, un'antica via della transumanza, e proprio qui i Romani posero una guarnigione e una colonia, quale punto strategico inespugnabile, per proteggere le comunicazioni fra la valle del Miscano e quella del Tammaro.


Un altro valico si trova sul confine nord, presso Sassinoro dove era l'antica stazione di Sirpio o Super Tamarum della via Numicia (Itinerario antonino) che conduceva a Boiano: a quella via forse corrisponde in parte l'odierna sannitica.


Ancora, il valico del monte Erbano, sul confine NW della provincia di Benevento, con il Molise, rispondente ad uno dei tre valichi poliziani per i quali all'interno della regione sannitica si usciva nella pianura campana: il primo quello che viene dal Sannio, il secondo dall'Eribano, e il terzo dall'Irpinia ("Prima est qua venitur a Samnio, altera ex Eribano, postera e regione hirpinorum." Polib.).



Pianure |


Le più notevoli pianure della provincia sono:



  • La Piana di Solopaca, alla confluenza del Calore con il Volturno, all'altezza media di soli 40 m con una superficie di circa 36 km², e la pianura precedente, tra il Ponte Maria Cristina e la stazione di Casalduni, quasi alla medesima altezza, con un'estensione di circa 8 km², entrambe attraversate dal basso Calore.

  • La Piana di Benevento, all'altezza media di circa 80 m, con un'estensione di oltre 10 km² attraversata dal medio Calore.

  • Il Piano di Apice, a 115 m d'altezza media, a NW del paese, sulla sinistra del Calore, di forma quasi triangolare, con una superficie di 225.000 m².

  • La Piana di Calice, a SW di San Giorgio La Molara, all'altezza di circa 270 m, sulla sinistra del Tammaro, con una superficie di circa 625.000 m².

  • La Piana di Decorata, tra Castelpagano e Castelvetere in Val Fortore all'altezza di 330 m circa.

  • La Valle Caudina, che è la maggiore delle pianure beneventane, ed è la più florida e opulenta, ad un'altezza di circa 200 m e una superficie di oltre 60 km², di forma quasi circolare, chiusa dai monti Avella a sud, Taburno a nord, dal ramo che congiunge il Taburno al Partenio ad est, e dall'altro ramo (monti Tairano e Veccio) che congiunge i medesimi monti ad ovest. Vi si accede per mezzo del passo d'Arpaia e dalla gola di Moiano da ovest, e per mezzo del passo di Sferracavallo ad est, attraversata dall'antica via consolare Caserta - Arpaia - Benevento, e coronata dalle
    [senza fonte] terre di Montesarchio, Bonea, Bucciano, Luzzano, Moiano ed Airola alle falde del Taburno, ed Arpaia, Paolisi, Rotondi, Cervinara e San Martino Valle Caudina alle falde settentrionali del Partenio.



Altopiani |


La maggior parte degli altopiani sono antiche pianure fluviali che hanno poi subìto un sollevamento tettonico, ma esistono anche altopiani d'erosione che corrispondono ad antica superficie d'erosione e altopiani strutturali formati da antiche superfici strutturali.


Nella provincia di Benevento abbiamo:




  • Altopiano di Montalto a nord del monte omonimo (880 m), tra Cerreto Sannita, Pietraroia, Morcone, con un circuito di oltre 3500 m;


  • Il pianoro di Campitello (1075 m) tra i monti di Vitulano con un circuito di oltre 2300 m;


  • La Piana di Prata, separa il versante del Taburno con i monti Gaudello e Monte S.Angelo da quello del Camposauro con Pizzo Cardito e Serra del Ceraso, a 790 m e con un circuito di circa 10 km;


  • Il Piano di S. Onofrio, sul monte omonimo (950 m) tra San Giorgio La Molara, Montefalcone di Val Fortore e Ginestra degli Schiavoni.



Idrografia |


I fiumi principali sono: innanzitutto il Calore Irpino, che nasce in provincia di Avellino per riversarsi nel Volturno, il quale interessa parzialmente i confini occidentali; abbiamo poi due affluenti del Calore provenienti sempre dalla provincia di Avellino: il Sabato, che confluisce nel Calore nei pressi di Benevento, e l'Ufita (il Miscano, nato in provincia di Foggia, si riversa nell'Ufita); un altro affluente, il Tammaro, proviene dalla provincia di Campobasso.


Abbiamo poi:



  • il Fortore, nato in provincia di Foggia, che attraversa la zona nordorientale, per poi riversarsi nel lago di Occhito;

  • l'Isclero, che nasce sul monte Mauro nel massiccio del Taburno, attraversa la Valle Caudina e si riversa nel Volturno;

  • il Titerno, che interessa il settore nordoccidentale e confluisce anch'esso nel Volturno.


I laghi sono pochi e di scarsa importanza:



  • Il lago principale è quello che si estende a nord dell'abitato di Campolattaro, di origine artificiale: si è sviluppato a seguito della costruzione della diga sul fiume Tammaro. La flora e la fauna sono protette grazie all'istituzione di una riserva gestita dal WWF.

  • il Lago di Telese, che è il più frequentato e conosciuto;

  • il Laghetto di Decorata, nel Comune di Colle Sannita;

  • un laghetto artificiale sito nel comune di Foiano di Val Fortore, in contrada San Giovanni alla sorgente del vallone Mazzocca, che assegnò il nome alla famosa badia, con una capacità di 60.000 m3 e 1,2 litri al secondo. Fino all'inizio del XX secolo notevoli erano la purezza delle sue acque cristalline, e l'amenità del luogo;

  • il Laghetto delle Mignatte, tra il territorio di Montefalcone di Val Fortore e San Giorgio La Molara, così detto perché vi si trovavano delle sanguisughe, le quali furono poi eliminate per coltivarvi l'anguilla, oggi scomparsa. Ha un diametro non superiore a 20 metri, e una capacità di circa 4600 metri cubi d'acqua;

  • nel territorio di Morcone a sud di Montorfano, vi è un'estesa pianura concava, in cui d'inverno si raccoglievano le acque delle alture circostanti, formando il Lago di Montorfano; sempre nello stesso comune vi è un altro lago in località San Benedetto destinato alla pesca sportiva;

  • il Lago Sepino sito a nord-est del monte Calvello, al confine tra Pontelandolfo e Morcone, raggiungibile tramite una comoda strada. La sua superficie è di circa 1 km², ed è asciutto durante il periodo estivo;

  • In località Mulino Vecchio, alla confluenza dei torrenti Alente e Alenticella sempre nel comune di Pontelandolfo, è stato realizzato dalla Comunità Montana un laghetto, per consentire gli spegnimenti degli incendi del bosco. Il luogo offre ampi spazi di parcheggio ed è privelegiato per la pesca sportiva e le gare di pesca della trota;

  • nel comune di San Lupo vi è un laghetto sito alla contrada Lago in una piccola conca tettonica sul Monte Petroso;

  • nel comune di Durazzano, nei pressi del monte Mellino, vi è un laghetto che defluisce, attraverso la vallata di Durazzano, nel fiume Isclero;

  • nel comune di Guardia Sanframondi, in località Pineta, si può ammirare un piccolo laghetto collinare;

  • infine in località Tora, nel comune di Montesarchio, si trova un laghetto collinare che occupa una superficie di circa 6000 m².



Flora |


Le differenze climatiche e geologiche imprimono una certa differenza anche allo sviluppo della vegetazione nella provincia.


In quasi tutte le valli e le pendici vegetano spontaneamente la malva, il rovo, l'ortica, il gettaione, il rosolaccio, lo stoppione, il sambuco erbaceo, la mercorella e simili, indizio della fericità del suolo.



Dati economici |




La Camera di Commercio


Pil (prodotto interno lordo) pro capite: 15.882 €


Pil totale: 4.577,9 mil €


Tasso di disoccupazione: 10,8%


Totale occupati: 93.025 di cui:


Agricoltura: 11,53%
Industria: 21,50%
Servizi: 66,97%



Infrastrutture e trasporti |



Linee ferroviarie |



  • linea Napoli - Foggia

  • linea Benevento - Cancello

  • linea Benevento - Avellino

  • linea Benevento - Campobasso


La provincia di Benevento è attraversata da diverse linee ferroviarie, sia di carattere nazionale che di carattere regionale.
La principale rete ferroviaria è la tratta sannita della linea Napoli - Foggia che permette il collegamento da Roma a Bari passando per i maggiori centri della Puglia. È gestita da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) che la classifica come linea principale[2].


La linea è stata soggetta negli ultimi anni ad alcuni lavori che hanno portato al raddoppio di binario tra Vitulano e Apice. È in fase di studio il progetto di tramutarla in una linea con le caratteristiche di alta capacità, raddoppiando il resto del tracciato, rettificandolo in certi punti e costruendo una galleria di base che valicherà l'Appennino (all'altezza della sella di Ariano) a una quota più bassa dell'attuale.


La linea Benevento–Campobasso è una linea ferroviaria secondaria sia della Campania che del Molise e unisce Benevento con Campobasso, dovendo rappresentare all'inizio un'alternativa alla ferrovia Napoli–Foggia per congiungere il Tirreno all'Adriatico: tale iniziativa non verrà mai attuata, facendo restare la ferrovia in uno stato di isolamento sin dai suoi albori.


Tra le linee di carattere regionale, sono da segnalare, la linea Benevento - Avellino che collega le due città della Campania proseguendo poi per Salerno e creando di fatto la ferrovia Salerno–Avellino–Benevento. E la linea Benevento - Cancello detta anche Ferrovia della Valle Caudina, che collega il capoluogo sannita con Napoli, oggi parte della società MetroCampania NordEst.



Linee stradali |


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Magnifying glass icon mgx2.svg
Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia di Benevento.


Strade |


La provincia è servita da un raccordo:



  • Italian traffic signs - raccordo autostradale 9.svg Raccordo autostradale 9 → Da Benevento verso San Giorgio del Sannio e il casello di Castel del Lago, con innesto con Autostrada A16 Italia.svg autostrada A16


Strade statali e provinciali |




  • Strada Statale 7 Italia.svg Strada statale 7 Via Appia → Da Caserta per Arpaia, Montesarchio, Apollosa, Benevento, San Giorgio del Sannio verso Avellino, Basilicata e Puglia, innesto con Autostrada A1 Italia.svg autostrada A1 e Autostrada A30 Italia.svg autostrada A30


  • Strada Statale 87 Italia.svg Ex Strada statale 87 Sannitica → verso Fragneto Monforte, Pontelandolfo, Morcone, Campobasso e Termoli, innesto con Autostrada A14 Italia.svg autostrada A14


  • Strada Statale 88 Italia.svg Ex Strada statale 88 dei Due Principati, ora SP 102 → Ceppaloni, Benevento, Fragneto Monforte, Campolattaro, Morcone


  • Strada Statale 90bis Italia.svg Strada statale 90 bis delle Puglie → verso Paduli e Foggia, innesto con Autostrada A14 Italia.svg autostrada A14


  • Strada Statale 212 Italia.svg strada statale 212 della Val Fortore → verso Pietrelcina, San Marco dei Cavoti e San Bartolomeo in Galdo innesto con Strada Statale 369 Italia.svg SS 17


  • Strada Statale 372 Italia.svg Strada statale 372 Telesina → verso Telese Terme, Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant'Agata de' Goti e Caianello, innesto con Autostrada A1 Italia.svg autostrada A1


  • Strada Statale 374 Italia.svg Strada statale 374 di Summonte e di Montevergine → da Roccabascerana, per Pannarano a San Martino Valle Caudina, non utile alla viabilità provinciale, ma passante nel territorio del comune, isola amministrativa beneventana nella provincia di Avellino


Prima del 1860 vi erano due vie rotabili di grandi comunicazioni: la Sannitica, che da Napoli, attraverso Caserta, Solopaca, Guardia Sanframondi, San Lupo, Pontelandolfo e Morcone andava a Campobasso; e l'antica via Consolare che da Caserta, attraverso la valle Caudina e Benevento, andava a innestarsi alla via regia delle Puglie presso Calore (Venticano).


In tutto, una novantina di km di vie maestre. Delle due solo la via Consolare passava per Benevento; essa, essendo allora l'unica grande arteria del transito meridionale tra i versanti tirrenico ed adriatico, bastava a fare di Benevento un centro commerciale e strategico di primissimo ordine, e la città dovette a ciò la sua fortuna nell'antichità romana e nell'alto medioevo. Ma da quando Benevento, nell'XI secolo, cadde sotto il dominio del Papa, e Carlo I d'Angiò, per liberare la viabilità del Regno di Napoli, nel 1269 tracciò la nuova via, che da Napoli, per Monteforte Irpino, Avellino ed Ariano andava in Puglia, la via Consolare divenne anemica, e il cuore di essa, Benevento, fu minacciata sempre da paralisi commerciale.


Bisogna tuttavia aggiungere una strada particolare, il Regio Tratturo: ampia via naturale, tracciata, sin ab antiquo, dal periodico passaggio delle gregge e degli armenti. Il regio tratturo beneventano entrava nella provincia per il passo di Serravessilli, attraversava la Murgia delle Fate a sud di San Giorgio La Molara, guadando i torrenti Drago e Tamaricchio alle loro confluenze con il Tammaro, passava sotto Reino e lasciando a destra Circello, a sinistra Santa Croce del Sannio a nord di Sassinoro entrava nel Molise. Centinaia di migliaia di capi d'armenti passavano e ripasavano annualmente per quella via recando il più valido contributo alla agricoltura.


Dal 1860 Benevento è tornata, un centro importante di viabilità nel mezzogiorno d'Italia. Sin dal 1871 il Prefetto della nuova provincia poté annunziare al Consiglio provinciale, che questa, "testé priva quasi affatto di strade, oramai se n'era tanto arricchita, che tra le province d'Italia non occupava più uno degli ultimi posti", e indicava come già compiute, o presto a compiersi, la provinciale di Val Fortore che arrivava fino a San Bartolomeo in Galdo, quella dei Ciardelli che andava direttamente ad Avellino, quella di Alvignanello che andava a Caserta, e le comunali che coprivano tutti i comuni della provincia.
Le moderne vie di comunicazione consentono dunque di raggiungere e attraversare comodamente il territorio provinciale. Poiché la città si è estesa in modo considerevole sono state infine create agli inizi degli anni Settanta del XX secolo una moltitudine di strade, tra cui le due tangenziali che circondano ad anello il capoluogo.


Per ciò che riguarda i collegamenti con il resto della regione e del Paese invece si avverte ancora la mancanza di una via comoda e diretta per raggiungere il Napoletano: attualmente la via più diretta è la Strada statale 7 Via Appia, percorrendo la quale però è necessario uscire su strade secondarie nei pressi di Arienzo e immettersi poi nella rete viaria della città metropolitana di Napoli. Manca altresì un collegamento diretto e veloce con Avellino, dato che tale non può più definirsi né il percorso attraverso la declassata Strada statale 88 dei Due Principati né il percorso via A16.
Di contro la SS 372 Telesina Benevento-Caianello, che attraversa tutti i comuni della valle Telesina e molti della provincia di Caserta, si innesta sulla A1 e permette così di arrivare a Roma in meno di tre ore. La strada statale 87 Sannitica raggiunge Campobasso, e Termoli, permettendo di proseguire verso i paesi abruzzesi, tra cui San Salvo, Vasto e Pescara luoghi di vacanza di molti beneventani. Un raccordo autostradale che passa per San Giorgio del Sannio collega la Tangenziale est di Benevento con l'autostrada A16 Napoli-Canosa. La strada statale 212 della Val Fortore taglia longitudinalmente il Sannio, prendendo il nome dalla valle formata dall'omonimo fiume.
La strada statale 212 var Variante di Pietrelcina (SS 212 var) è una strada statale italiana di recente costruzione che prende il nome dal comune di cui evita l'attraversamento del centro urbano.


La strada fa oggi parte del primo tronco della Fortorina, arteria che collega Benevento con la valle del Fortore, in sostituzione degli obsoleti tracciati della strada statale 212 della Val Fortore e della strada statale 369 Appulo Fortorina. Concepita per arrivare fino a San Bartolomeo in Galdo, la Fortorina termina allo svincolo di San Marco dei Cavoti, per confluire proprio nella ex SS 369. Il primo tratto in funzione è stato inaugurato il 28 marzo 2012 da Benevento fino allo svincolo di Pesco Sannita, per una lunghezza di 4,200 km., mentre il restante è stato inaugurato a novembre 2014 per circa altri 15 km. comprendendo gli svincoli di Pesco Sannita (2), Fragneto Monforte e Fragneto l'Abate, Reino e San Marco dei Cavoti.



Distanze stradali tra Benevento e i maggiori comuni della provincia |











































































































Comune Distanza (km)
Airola 31
Apice 12
Buonalbergo 25
Ceppaloni 15
Cerreto Sannita 35
Colle Sannita 34
Cusano Mutri 48
Dugenta 42
Guardia Sanframondi 30
Limatola 48
Moiano 35
Montesarchio 23
Morcone 33
Paduli 13
Pietrelcina 15
Pontelandolfo 28
San Bartolomeo in Galdo 54
San Giorgio del Sannio 9
San Leucio del Sannio 11
Sant'Agata de' Goti 42
Sant'Angelo a Cupolo 10
Solopaca 29
Telese Terme 31
Torrecuso 20
Vitulano 20


Aeroporti |


Nel territorio è situata l'Aeroporto di Benevento-Olivola che attualmente svolge il ruolo di aviosuperficie.



Storia |




Il ducato di Benevento




Gonfalone provinciale






Magnifying glass icon mgx2.svg
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Benevento.

La provincia di Benevento fu costituita con decreto di Garibaldi del 25 ottobre 1860, ma il potere temporale dei Papi, nella città era finito già prima che Garibaldi giungesse a Napoli.


Il 3 settembre si era avuta infatti un'incruenta e singolare "rivoluzione" conclusasi con la liberazione di Benevento. I volontari del Vitulanese guidati da Giuseppe De Marco, e i garibaldini beneventani guidati da Salvatore Rampone dovettero difendersi più dalle scomuniche che dalle artiglierie pontificie, che rimasero mute, senza accennare neanche una simbolica resistenza bellica, come invece avvenne nell'ultimo atto della caduta del potere temporale, dieci anni dopo a Porta Pia. I disordini popolari si mutarono presto in festa cittadina e i gendarmi del Papa si unirono ai beneventani nella gioiosa esultanza. Il Delegato Pontificio, (Eduardo Agnelli) dopo una formale protesta, accettò l'invito del Rampone in nome di Garibaldi, a lasciare la città. Si concludevano così otto secoli di dominio pontificio, e Benevento si emancipava dal potere temporale per porsi a capo di una circoscrizione provinciale.





Il dibattito parlamentare sulla provincia

A Torino, nella seduta della Camera dei deputati del 2 aprile 1861, si annunciava una tempesta contro la nuova provincia di Benevento: Giuseppe Massari, deputato di Bari, recava all'assemblea giudizi gravi sull'amministrazione delle province napoletane; nell'occasione poi, criticò la nuova provincia di Benevento, costituita con danni gravi nei confronti delle altre province di Avellino, Salerno, Foggia, Campobasso, Caserta.


La provincia apparve destinata al soffocamento. Il 3 aprile venne presentata la proposta di legge del deputato casertano Beniamino Caso, e da altri deputati delle province di Terra di Lavoro (Caserta) di Principato Ultra (Avellino) e del Molise, che chiesero la sospensione del decreto del Luogotenente del Re. I dibattiti furono lunghi e animati: alla fine però, con grande maggioranza di voti, il 15 maggio 1861 la Camera dei deputati rigettava la proposta di sospensione del deputato Caso, e approvava la circoscrizione della provincia di Benevento, anche se alla fine molti comuni (compresi nel decreto luogotenenziale) non vi furono inclusi come progettato.



Il tanto atteso decreto per la circoscrizione territoriale della Provincia di Benevento a firma del Luogotenente del Re fu emesso il 17 febbraio 1861. Vi si dava alla provincia di Benevento un'estensione di miglia quadrate 860 e una popolazione di 326.108 ab., unendo le terre dell'ex delegazione apostolica di Benevento con alcuni territori appartenuti alle province borboniche di Principato Ultra, Capitanata, Molise e Terra di Lavoro. I Comuni erano 107, con 33 villaggi annessi. Si divideva in quattro distretti:



  • Distretto di Benevento (129218 ab.)

  • Distretto di Piedimonte (72714 ab.)

  • Distretto di Colle o Morcone (68624 ab.)


  • Distretto di Ariano (55552 ab.)


Prima dell'attuale assetto definitivo, all'inizio del Novecento, la provincia di Benevento fu costituita da 3 Circondari:




  • Circondario di Benevento o I Circondario, che si componeva di 35 comuni, aggruppati in 7 Mandamenti: (Benevento, Montesarchio, Paduli, Vitulano, Airola, San Giorgio la Montagna (odierna San Giorgio del Sannio), Pescolamazza (odierna Pesco Sannita).


  • Circondario di Cerreto Sannita o II Circondario, che si componeva di 24 Comuni, aggruppati in 7 Mandamenti: (Cerreto Sannita, Guardia Sanframondi, Cusano Mutri, Sant'Agata de' Goti, Pontelandolfo, Solopaca, Morcone).


  • Circondario di San Bartolomeo in Galdo, o III Circondario, che si componeva di 16 Comuni, aggruppati in 6 Mandamenti: (San Bartolomeo in Galdo, Colle Sannita, Santa Croce di Morcone (odierna Santa Croce del Sannio), San Giorgio La Molara, Baselice, Castelfranco in Miscano).


La provincia si ampliò momentaneamente nel 1927 integrando parte della soppressa provincia di Caserta; alla ricostituzione di quest'ultima (1945), la provincia di Benevento tornò nei confini precedenti[3].



Stemma |




Una versione differente dello stemma, non riconosciuto dalla Provincia.


I Sanniti a perpetuare la memoria dei loro padri, in tutte le insegne e le armi che usavano, portavano effigiata la testa del toro.[4]


In molti luoghi e città dell'antico Sannio come a Boiano ed Isernia, in marmi, con molto artificio e in diverse guise, si vede scolpito il toro.



Amministrazione |






Magnifying glass icon mgx2.svg
Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Provincia di Benevento e Prefetti della Provincia di Benevento.


Cucina |


L'alto Tammaro è una zona olivicola, ove si produce l'olio "Sannio Beneventano", mentre tipico della valle del Miscano è il caciocavallo di Castelfranco, un prodotto che si fregia del marchio PAT.


I vini D.O.C. prodotti sono l'Aglianico del Taburno, il Solopaca e il Sant'Agata dei Goti, famoso nella tipologia Falanghina.



Geografia antropica |



Comunità montane |


Il territorio beneventano comprende tre comunità montane:




























Denominazione
Sede amministrativa
Comuni
Mappa

Comunità montana del Fortore

San Bartolomeo in Galdo-Stemma.png

San Bartolomeo in Galdo



Apice

Baselice


Buonalbergo


Castelfranco in Miscano


Castelvetere in Val Fortore


Foiano di Val Fortore


Ginestra degli Schiavoni


Molinara


Montefalcone di Val Fortore


San Bartolomeo in Galdo


San Giorgio La Molara


San Marco dei Cavoti



Map - IT - Benevento - Comunità Montana del Fortore.svg

Comunità montana del Taburno

Frasso Telesino-Stemma.png

Frasso Telesino



Arpaia

Bonea


Bucciano


Cautano


Forchia


Frasso Telesino


Moiano


Paolisi


Sant'Agata de' Goti


Solopaca


Tocco Caudio


Vitulano



Map - IT - Benevento - Comunità Montana del Taburno.svg

Comunità montana Titerno e Alto Tammaro

Cerreto Sannita-Stemma.png

Cerreto Sannita



Campolattaro

Castelpagano


Cerreto Sannita


Circello


Colle Sannita


Cusano Mutri


Faicchio


Guardia Sanframondi


Morcone


Pietraroja


Pontelandolfo


Reino


San Lorenzello


San Lupo


San Salvatore Telesino


Santa Croce del Sannio


Sassinoro



Map - IT - Benevento - Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro.svg



Comuni |






Magnifying glass icon mgx2.svg
Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Benevento.

Appartengono alla provincia di Benevento i seguenti 78 comuni:




  1. Airola

  2. Amorosi

  3. Apice

  4. Apollosa

  5. Arpaia

  6. Arpaise

  7. Baselice

  8. Benevento

  9. Bonea

  10. Bucciano

  11. Buonalbergo

  12. Calvi

  13. Campolattaro

  14. Campoli del Monte Taburno

  15. Casalduni

  16. Castelfranco in Miscano

  17. Castelpagano

  18. Castelpoto

  19. Castelvenere

  20. Castelvetere in Val Fortore

  21. Cautano

  22. Ceppaloni

  23. Cerreto Sannita

  24. Circello

  25. Colle Sannita

  26. Cusano Mutri

  27. Dugenta

  28. Durazzano

  29. Faicchio

  30. Foglianise

  31. Foiano di Val Fortore

  32. Forchia

  33. Fragneto Monforte

  34. Fragneto l'Abate

  35. Frasso Telesino

  36. Ginestra degli Schiavoni

  37. Guardia Sanframondi

  38. Limatola

  39. Melizzano

  40. Moiano

  41. Molinara

  42. Montefalcone di Val Fortore

  43. Montesarchio

  44. Morcone

  45. Paduli

  46. Pago Veiano

  47. Pannarano

  48. Paolisi

  49. Paupisi

  50. Pesco Sannita

  51. Pietraroja

  52. Pietrelcina

  53. Ponte

  54. Pontelandolfo

  55. Puglianello

  56. Reino

  57. San Bartolomeo in Galdo

  58. San Giorgio La Molara

  59. San Giorgio del Sannio

  60. San Leucio del Sannio

  61. San Lorenzello

  62. San Lorenzo Maggiore

  63. San Lupo

  64. San Marco dei Cavoti

  65. San Martino Sannita

  66. San Nazzaro

  67. San Nicola Manfredi

  68. San Salvatore Telesino

  69. Sant'Agata de' Goti

  70. Sant'Angelo a Cupolo

  71. Sant'Arcangelo Trimonte

  72. Santa Croce del Sannio

  73. Sassinoro

  74. Solopaca

  75. Telese Terme

  76. Tocco Caudio

  77. Torrecuso

  78. Vitulano




Comuni più popolosi |


Nella tabella i comuni della provincia di Benevento con più di 4.000 abitanti:[5]























































































































































































Pos.
Stemma
Comune
Popolazione
Superficie (km²)
Densità (ab/km²)
Altitudine (m s.l.m.)
Mappa



Benevento-Stemma.png

Benevento
60.377
130,84
461,46
120

Map of comune of Benevento (province of Benevento, region Campania, Italy).svg



Montesarchio-Stemma.png

Montesarchio
13.651
26,51
514,94
300

Map of comune of Montesarchio (province of Benevento, region Campania, Italy).svg



Sant'Agata de' Goti-Stemma.png

Sant'Agata de' Goti
11.453
63,38
180,7
159

Map of comune of Sant'Agata de' Goti (province of Benevento, region Campania, Italy).svg



San Giorgio del Sannio-Stemma.png

San Giorgio del Sannio
10.022
22,34
488
380

Map of comune of San Giorgio del Sannio (province of Benevento, region Campania, Italy).svg



Airola-Stemma.png

Airola
8.154
14,9
547,25
270

Map of comune of Airola (province of Benevento, region Campania, Italy).svg



Telese Terme-Stemma.svg

Telese Terme
7.333
10
733,3
55

Map of comune of Telese Terme (province of Benevento, region Campania, Italy).svg



Apice-Stemma.png

Apice
6.245
49,04
127,35
220

Map of comune of Apice (province of Benevento, region Campania, Italy).svg



Guardia Sanframondi-Stemma.png

Guardia Sanframondi
5.341
21,1
250,38
428

Map of comune of Guardia Sanframondi (province of Benevento, region Campania, Italy).svg



San Bartolomeo in Galdo-Stemma.png

San Bartolomeo in Galdo
5.204
82,67
62,95
597

Map of comune of San Bartolomeo in Galdo (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

10°

Morcone-Stemma.svg

Morcone
5.188
101,33
50,82
600

Map of comune of Morcone (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

11°

Sant'Angelo a Cupolo-Stemma.png

Sant'Angelo a Cupolo
4.334
11,01
393,64
459

Map of comune of Sant'Angelo a Cupolo (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

12°

Cusano Mutri-Stemma.png

Cusano Mutri
4.132
58,86
70,20
475

Map of comune of Cusano Mutri (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

13°

Limatola-Stemma.png

Limatola
4.123
18,38
224,32
48

Map of comune of Limatola (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

14°

Moiano-Stemma.png

Moiano
4.118
20,02
205,69
271

Map of comune of Moiano (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

15°

Solopaca-Stemma.png

Solopaca
4.050
31,13
130,10
180

Map of comune of Solopaca (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

16°

Paduli-Stemma.png

Paduli
4.000
45,3
88,3
349

Map of comune of Paduli (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

17°

San Salvatore Telesino-Stemma.png

San Salvatore Telesino
4.000
18,31
218,46
95

Map of comune of San Salvatore Telesino (province of Benevento, region Campania, Italy).svg


Comuni meno popolosi |


Nella tabella i comuni della provincia di Benevento con meno di 1.000 abitanti:





























































































Pos.
Stemma
Comune
Popolazione
Superficie (km²)
Densità (ab/km²)
Altitudine (m s.l.m.)
Mappa

78°

Ginestra degli Schiavoni-Stemma.png

Ginestra degli Schiavoni
487
14,79
32,93
540

Map of comune of Ginestra degli Schiavoni (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

77°

Pietraroja-Stemma.png

Pietraroja
554
35,81
15,47
818

Map of comune of Pietraroja (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

76°

Sant'Arcangelo Trimonte-Stemma.png

Sant'Arcangelo Trimonte
609
9,8
62,14
363

Map of comune of Sant'Arcangelo Trimonte (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

75°

Sassinoro-Stemma.png

Sassinoro
647
13,25
48,83
545

Map of comune of Sassinoro (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

74°

Arpaise-Stemma.png

Arpaise
789
6,66
118,47
410

Map of comune of Arpaise (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

73°

San Lupo (Italia)-Stemma.png

San Lupo
823
15,3
53,79
500

Map of comune of San Lupo (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

72°

San Nazzaro (Italia)-Stemma.png

San Nazzaro
914
2,04
448,04
495

Map of comune of San Nazzaro (province of Benevento, region Campania, Italy).svg

71°

Castelfranco in Miscano-Stemma.png

Castelfranco in Miscano
928
43,4
21,38
760

Map of comune of Castelfranco in Miscano (province of Benevento, region Campania, Italy).svg


Comuni con il titolo di città |




































































Città Anno Atto

Apice-Stemma.png Apice
1999 DPR 21 giugno 1999

Apollosa-Stemma.png Apollosa
2002 DPR 10 marzo 2002

Benevento-Stemma.png Benevento
1861 antico diritto

Buonalbergo-Stemma.png Buonalbergo
2000 DPR 2 marzo 2000

Foglianise-Stemma.png Foglianise
2012 DPR 29 ottobre 2012

Moiano-Stemma.png Moiano
2007 DPR 10 luglio 2007

Molinara-Stemma.png Molinara
2006 DPR 1º gennaio 2006

Montesarchio-Stemma.png Montesarchio
1978 DPR 31 luglio 1997

Pannarano-Stemma.png Pannarano
2005 DPR 28 giugno 2005

San Bartolomeo in Galdo-Stemma.png San Bartolomeo in Galdo
2016 DPR 1º gennaio 2016

Sant'Agata de' Goti-Stemma.png Sant'Agata de' Goti
1990 DPR 5 aprile 2000

Telese Terme-Stemma.svg Telese Terme
1970 DPR 1º aprile 2000


Società |



Evoluzione demografica |


Abitanti censiti






Etnie e minoranze straniere |


Al 2018 gli stranieri residenti in provincia sono 10.188 (il 3,6 % dei residenti)[6]. Le maggiori rappresentanze provengono da:





  • Romania Romania: 2.861


  • Ucraina Ucraina: 1.206


  • Nigeria Nigeria: 932


  • Marocco Marocco: 771


  • Bangladesh Bangladesh: 318


  • Gambia Gambia: 300


  • Polonia Polonia: 280


  • Mali Mali: 257


  • Albania Albania: 252


  • Senegal Senegal: 226


  • Cina Cina: 204


  • Ghana Ghana: 200


  • India India: 197


  • Pakistan Pakistan: 178


  • Costa d'Avorio Costa d'Avorio: 165


  • Bulgaria Bulgaria: 156


  • Guinea Guinea: 133


  • Russia Russia: 126


  • Tunisia Tunisia: 118


  • Moldavia Moldavia: 100




Zone Agrarie della provincia di Benevento |


Il sistema circoscrizionale statistico nell'ambito della provincia di Benevento dell'Istituto Centrale di Statistica prevede questa suddivisione:



























































Numero Zona
Zona
Numero Comuni
Comuni
Sede amministrativa
Mappa

1

Matese Sud Orientale
13

Amorosi, Castelpagano, Cerreto Sannita, Circello, Colle Sannita, Cusano Mutri, Faicchio, Morcone, Pietraroja, Puglianello, San Lorenzello, Santa Croce del Sannio, Sassinoro

Cerreto Sannita-Stemma.png

Cerreto Sannita




2

Tammaro ed Alto Fortore
11

Baselice, Buonalbergo, Castelfranco in Miscano, Castelvetere in Val Fortore, Foiano di Val Fortore, Ginestra degli Schiavoni, Molinara, Montefalcone di Val Fortore, San Bartolomeo in Galdo, San Giorgio La Molara, San Marco dei Cavoti

San Bartolomeo in Galdo-Stemma.png

San Bartolomeo in Galdo




3

Monti del Taburno
16

Airola, Apollosa, Arpaia, Arpaise, Bonea, Bucciano, Campoli del Monte Taburno, Castelpoto, Ceppaloni, Foglianise, Forchia, Moiano, Montesarchio, Pannarano, Paolisi, Tocco Caudio

Montesarchio-Stemma.png

Montesarchio




4

Calore Irpino Inferiore
14

Campolattaro, Casalduni, Castelvenere, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Guardia Sanframondi, Pago Veiano, Pesco Sannita, Ponte, Pontelandolfo, Reino, San Lorenzo Maggiore, San Lupo, Torrecuso

Guardia Sanframondi-Stemma.png

Guardia Sanframondi




5

Valle Telesina
12

Cautano, Dugenta, Durazzano, Frasso Telesino, Limatola, Melizzano, Paupisi, San Salvatore Telesino, Sant'Agata de' Goti, Solopaca, Telese Terme, Vitulano

Telese Terme-Stemma.svg

Telese Terme




6

Colli Sanniti
12

Apice, Benevento, Calvi, Paduli, Pietrelcina, San Giorgio del Sannio, San Leucio del Sannio, San Martino Sannita, San Nazzaro, San Nicola Manfredi, Sant'Angelo a Cupolo, Sant'Arcangelo Trimonte

Benevento-Stemma.png

Benevento





Galleria d'immagini |




Note |




  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.


  2. ^ RFI - Rete in esercizio (PDF), su site.rfi.it. URL consultato l'8 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).


  3. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 11 giugno 1945, n. 373, articolo 1, in materia di "Ricostruzione della provincia di Caserta."


  4. ^ Istituzione


  5. ^ ISTAT, Popolazione residente al 30 settembre 2014


  6. ^ [1]



Bibliografia |




  • Antonio Mellusi, L'origine della Provincia di Benevento, II ed. 1975, stab. lito-tipografico Editoriale De Martini S.p.A


  • Antonio Iamalio, La Regina del Sannio, ed. P. Federico e G.Ardia, Napoli 1918


  • Giovanni Marinelli, Le prov. d'Italia; prov. di Benevento, Roma, Soc. Ed. D.A., 1900


  • Alfonso Meomartini, I Comuni della prov. di Benevento, ed. De Martino, 1907


  • Vincenzo Mazzacane, Memorie storiche di Cerreto Sannita, ed. Telesina, 1911



Voci correlate |



  • Italia

  • Italia meridionale

  • Mezzogiorno (Italia)

  • Campania

  • Sannio

  • Principato Ultra

  • Benevento



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Collegamenti esterni |



  • Sito istituzionale, su provincia.benevento.it.

  • Ente provinciale per il Turismo, su eptbenevento.it.

  • Come nasce una provincia, su brigantaggio.net.


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