Palazzo FAO























































Palazzo FAO

2012-06-23 Roma Palazzo FAO e Circo Massimo.jpg
Il palazzo della FAO visto dal Circo Massimo
Localizzazione
Stato
Italia Italia
Regione
Lazio Lazio
Località Roma
Indirizzo Viale delle Terme di Caracalla
Coordinate
41°52′57.84″N 12°29′18.83″E / 41.882732°N 12.488563°E41.882732; 12.488563Coordinate: 41°52′57.84″N 12°29′18.83″E / 41.882732°N 12.488563°E41.882732; 12.488563
Informazioni generali
Condizioni In uso
Costruzione 1938-52
Inaugurazione 1952
Uso Quartier generale della FAO
Realizzazione
Architetto Vittorio Cafiero
Mario Ridolfi
Proprietario Governo italiano

Il palazzo FAO è un edificio per uffici di Roma, sito all'inizio di viale Aventino in angolo con il viale delle Terme di Caracalla, che ospita la sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO).




Indice






  • 1 Progettazione ed ubicazione


  • 2 Storia


  • 3 Regime giuridico


  • 4 Note


  • 5 Bibliografia


  • 6 Altri progetti





Progettazione ed ubicazione |


Progettato da Vittorio Cafiero e Mario Ridolfi e iniziato nel 1938 nell'area adiacente alle Terme di Caracalla, al colle Aventino ed al Circo Massimo, fu ultimato nel secondo dopoguerra.



Storia |


Il progetto e la costruzione del palazzo vennero avviati per volere di Benito Mussolini lungo la via dell'Impero, nella parte destinata a collegarsi, lungo il tracciato della via Ostiense, all'EUR.


Il regime fascista lo aveva destinato a ospitare la sede del Ministero per l'Africa Italiana: già Ministero delle Colonie, esso fu definitivamente soppresso nel 1953.


Il palazzo venne ultimato nel 1952 e destinato a sede della FAO, Food and Agriculture Organization.



Regime giuridico |


Il palazzo gode della extraterritorialità da quando lo Stato italiano[1] lo ha affittato alla FAO, organismo dell'ONU.


Il trattato tra la FAO e la Repubblica Italiana prevede l'affitto del palazzo per la cifra simbolica di un dollaro statunitense, da pagarsi con annualità anticipate. Nel trattato è però indicato che l'occupazione del palazzo non prevede l'usucapione: quindi la proprietà dell'immobile resta in perpetuo all'Italia.



Note |




  1. ^ Nel Palazzo del mondo che ha fame Archiviato il 19 maggio 2014 in Internet Archive., La Stampa, 2 giugno 2008.



Bibliografia |


  • Piero Ostilio Rossi, Ilaria Gatti, Roma. Guida all’architettura moderna 1909-1991, 2ª ed., Bari, Laterza, 1991 [1984], ISBN 88-420-2509-7.


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