Bambuseae
.mw-parser-output .nota-disambigua{clear:both;margin-bottom:.5em;border:1px solid #CCC;padding-left:4px}.mw-parser-output .nota-disambigua i{vertical-align:middle}
Bambuseae | |
|---|---|
Classificazione Cronquist | |
Dominio | Eukaryota |
Regno | Plantae |
Divisione | Magnoliophyta |
Classe | Liliopsida |
Ordine | Cyperales |
Famiglia | Poaceae |
Sottofamiglia | Bambusoideae |
Tribù | Bambuseae |
Classificazione APG | |
Ordine | Poales |
Famiglia | Poaceae |
Serie tipo | |
Bambusa Schreb. | |
Generi | |
vedi testo | |
La Bambuseae è una tribù di piante perenni appartenenti alla famiglia delle Poaceae (Graminaceae) e alla sottofamiglia Bambusoideae.
Indice
1 Descrizione
2 Tassonomia
3 Distribuzione
4 Coltivazione
5 Usi
6 Aspetti culturali
6.1 Mitologie dell'Asia ed Oceania
7 Note
8 Bibliografia
9 Voci correlate
10 Altri progetti
11 Collegamenti esterni
Descrizione |
Sono piante sempreverdi, molto vigorose.
Possono essere alte da pochi centimetri fino a raggiungere notevoli dimensioni (anche 40 m di altezza e 30 cm di diametro).
Le radici sono rizomatose e la loro tipologia di sviluppo è molto variabile; infatti ritroviamo specie dove le radici si sviluppano considerevolmente in orizzontale o in verticale e si allontanano molto dal loro punto di origine ed altre invece che hanno uno sviluppo molto contenuto, con habitus cespitoso.
Il fusto è cilindrico, con internodi cavi e nodi molto evidenti, dai quali si sviluppano le foglie sottili e lanceolate.
Tassonomia |
La tribù Bambuseae comprende i seguenti generi:[1]
Actinocladum McClure ex Soderstr.
Alvimia C. E. Calderón ex Soderstr. & Londoño
Apoclada McClure
Arthrostylidium Rupr.
Athroostachys Benth.
Atractantha McClure
Aulonemia Goudot
Bambusa Schreb.
Bonia Balansa
Cathariostachys S. Dransf.
Cephalostachyum Munro
Chusquea Kunth
Colanthelia McClure & E. W. Sm.
Cyrtochloa S. Dransf.
Davidsea Soderstr. & R. P. Ellis
Decaryochloa A. Camus
Dendrocalamus Nees
Dinochloa Büse
Elytrostachys McClure
Eremocaulon Soderstr. & Londoño
Filgueirasia Guala
Gigantochloa Kurz ex Munro
Glaziophyton Franch.
Greslania Balansa
Guadua Kunth
Hickelia A. Camus
Hitchcockella A. Camus
Holttumochloa K. M. Wong
Kinabaluchloa K. M. Wong
Maclurochloa K. M. Wong
Melocalamus Benth.
Melocanna Trin.
Merostachys Spreng.
Mullerochloa K. M. Wong
Myriocladus Swallen
Nastus Juss.
Neohouzeaua A.Camus
Neololeba Widjaja
Neomicrocalamus Keng f.
Neurolepis Meisn.
Ochlandra Thwaites
Olmeca Soderstr.
Oreobambos K. Schum.
Otatea (McClure & E. W. Sm.) C. E. Calderón & Soderstr.
Oxytenanthera Munro
Perrierbambus A. Camus
Phuphanochloa Sungkaew & Teerawat.
Pseudobambusa T. Q. Nguyen
Pseudostachyum Munro
Pseudoxytenanthera Soderstr. & R. P. Ellis
Racemobambos Holttum
Rhipidocladum McClure
Sarocalamus Stapleton
Schizostachyum Nees
Sirochloa S.Dransf.
Soejatmia K. M. Wong
Sphaerobambos S. Dransf.
Temburongia S. Dransf. & K. M. Wong
Temochloa S. Dransf.
Thyrsostachys Gamble
Valiha S. Dransf.
Vietnamosasa T.Q.Nguyen
Distribuzione |
La maggior parte delle specie di bambù sono originarie dell'Asia (dove raggiungono il limite settentrionale del loro areale a 50° N di latitudine) e dell'America (dove raggiungono i 47° S in Cile). Le si possono trovare ad altitudini variabili, sino ai 3000 m sull'Himalaya. Alcune specie sono spontanee in Africa (in particolare nell'Africa sub-sahariana e in Madagascar) e in Oceania. Non esistono specie spontanee in Europa.
Distribuzione mondiale del bambù
Coltivazione |
Foglie di bambù a fusto nero (probabilmente specie Phyllostachys nigra)
Molti bambù sono popolari come piante da giardino. Nella coltivazione, necessitano di cure per contenere il loro comportamento invasivo. Si propagano principalmente attraverso le radici e/o rizomi, i quali possono propagarsi sotto terra e lanciare nuovi culmi che spuntano in superficie. Vi sono due modi per la propagazione dei bambù: monopodiali e simpodiali. Le specie di bambù monopodiali hanno una propagazione sotterranea lenta; nelle specie di bambù sinopodiali, invece, si riscontra un'alta variabilità; ciò è riferibile ad entrambe le specie in riferimento alle condizioni di suolo e di clima.
Alcune possono emettere ricacci per la lunghezza di svariati metri all'anno, mentre altre possono restare nella medesima area per lunghi periodi. Se trascurate, negli anni possono diventare invasive e causare problemi colonizzando aree adiacenti a villaggi, paesi o coltivazioni.
Una volta stabilitosi come cespo, è difficile rimuovere completamente il bambù senza estirpare l'intera rete di rizomi sotterranei. Se il bambù deve essere rimosso, un'alternativa allo scavo può essere il taglio raso delle canne e il taglio successivo e ripetuto dei nuovi getti appena escono dal terreno, fino a che il sistema radicale non esaurisca la sua riserva di energia e muoia. Se si permette alle foglie di compiere la fotosintesi, il bambù sopravviverà e continuerà a propagarsi.
Bambù giganti dell'Ecuador
Esistono due principali metodi per prevenire la propagazione dei nuovi getti di bambù nelle aree adiacenti l'impianto. Il primo sistema è la bordatura o rimozione di ogni rizoma che sfugga ai confini dell'area destinata alla sua coltivazione. Gli attrezzi normalmente utilizzati sono uncini, vanghe e zappe.
I rizomi si trovano generalmente in prossimità della superficie (sotto uno strato sottile di terreno), così che se la potatura dei rizomi viene eseguita due volte l'anno, interesserà la maggior parte, se non tutti, i nuovi ricacci. Alcune varietà possono avere percorsi più profondi (oltre la tipica profondità della vanga). Queste sono più difficili da controllare, e necessiteranno di tagli più profondi.
Una manutenzione frequente rivelerà le principali direttrici di crescita e la disposizione del sistema radicale. Una volta tagliati, i rizomi devono essere rimossi. L'emergenza di un getto di bambù all'esterno dell'area dopo la bordatura, indica la precisa posizione di un rizoma non localizzato in precedenza. Le radici fibrose che si irradiano dal rizoma non generano ulteriori getti, quindi possono essere lasciate nel terreno.
Il secondo metodo implica il contenimento con una barriera fisica. Il cemento e il polietilene ad alta densità in speciali rotoli sono i materiali più comuni. Questi vengono piazzati in un fossato profondo 60–90 cm (2-3 piedi) attorno all'impianto, con un angolo aperto verso l'alto in modo da direzionare la crescita dei rizomi verso la superficie del terreno. I rizomi più forti e gli attrezzi possono forare le barriere in plastica piuttosto facilmente, quindi occorre lavorare con particolare attenzione. Il bambù cresciuto all'interno di tali barriere è molto più difficile da espiantare rispetto agli impianti cresciuti in libertà.
Le barriere e la bordatura non sono necessari per bambù cresciuti a macchia. Le macchie di bambù possono essere eradicate se si espandono eccessivamente.
Usi |
Germogli di bambù per uso alimentare
Bici da corsa con telaio in bambù e giunzioni in fibra di carbonio
Il bambù si è meritato l'epiteto di "acciaio vegetale", grazie alla straordinaria resistenza meccanica sia alla compressione che alla trazione.
Il bambù ha un legno cavo ma anche leggero e resistente, perciò viene impiegato da secoli per gli usi più diversi.
Esso, come narra Marco Polo nel suo Milione, veniva impiegato nel Duecento in Cina per ottenere delle robuste corde per tirare in secca le navi. Queste stesse funi sono state anche utilizzate per la costruzione di ponti sospesi, il più longevo dei quali ha collegato per oltre 1700 anni (fino al 2008) le sponde del fiume Min. Sempre nel paese estremo orientale i tronchi di bambù sono stati usati per costruire tubature di irrigazione per i campi di riso, le più estese delle quali coprivano un'area di 5300 km² nella provincia Sichuan. Altre tubazioni dello stesso materiale sarebbero state utilizzate per la distribuzione del gas naturale dai giacimenti fino ai villaggi. Sempre nella provincia del Sichuan si è usato il legno di bambù per costruire abitazioni le quali hanno una notevole resistenza alle sollecitazioni dei terremoti, come dimostrato nel 1991, quando 20 case non riportarono significativi danni.
Applicazioni diverse si possono anche incontrare nella creazione di armi, trappole (molto utilizzate dai vietcong durante la guerra del Vietnam), vele (ottenute da stuoie di bambù), carta (tramite la riduzione in piccoli pezzi delle canne, la loro cottura e la successiva pressatura della poltiglia ottenuta per realizzare fogli compatti), tessuti, telai per biciclette, farmaci e filtri per aria e acqua.
In ambito ingegneristico, il bambù può essere usato come materiale da costruzione. Infatti, grazie alle sue buone proprietà meccaniche[2], il bambù è un materiale che può essere adottato al posto dei classici materiali strutturali quali acciaio, calcestruzzo armato e legno. Attualmente la pianta può essere impiegata in quattro modi differenti nell'ambito dell'ingegneria del bambù[3]. Il modo più naturale e più antico è quello di usare la pianta nella sua forma naturale, ovvero sfruttando la forma del culmo per realizzare pilastri e travi. Una seconda modalità di impiego consiste nel ricavare dal culmo lamelle di varie dimensioni e incollarle fra loro con colle idonee ottenendo un prodotto ingegnerizzato chiamato appunto bambù lamellare[4]. Il culmo di bambù può, inoltre, essere usato come armatura all’interno delle membrature di calcestruzzo[5] fornendo così una efficace alternativa rispetto all’acciaio. Infine, le fibre di bambù sono una valida risorsa per la realizzazione di materiali compositi fatti con matrici sintetiche derivanti dal petrolio o naturali[6] (bioplastiche). Ancora oggi si possono trovare in Cina anche ponteggi costruiti in bambù, per agevolare lavori nelle costruzioni.
In ambito alimentare, i germogli della pianta sono stati utilizzati come alimento e dalle foglie si sono ottenute delle particolari bevande alcoliche. Le canne sono oggi utilizzate in Cina per la fermentazione del vino. In Thailandia viene mangiata l'intera pianta.
La specie Pseudosasa amabilis, originaria della regione del Guandond nella Cina meridionale, è utilizzata in tutto il mondo per la costruzione delle canne per la pesca a mosca.
La specie Phyllostachys bambusoides (o bambù gigante da costruzione) è utilizzata in mille modi diversi, fra cui la costruzione di strumenti musicali, come flauti shakuachi o didgeridoo, o per la costruzione di archi giapponesi nella disciplina del Kyūdō - Wikipedia
In ambito artistico, l'afghano Massoud Hassani ha utilizzato il bambù per realizzare l'opera Mine Kafon esposta al Moma di New York. L'ispirazione dell'opera venne all'artista ripensando ai piccoli oggetti che costruiva a Kabul da bambino con il Bambù. Capitava irrimediabilmente che il vento trasportasse questi piccoli giocattoli sui campi minati. Tornato molto tempo dopo nel suo luogo di origine, gli venne in mente di costruire versioni 20 volte più grandi di quei giochi, in modo tale che pesando di più ma conservando la leggerezza potessero sminare in maniera economica le zone minate che ancora oggi sono presenti nel paese. L'opera è una reinterpretazione artistica di questa soluzione.
Aspetti culturali |
Modello cinese di una barca in bambù, risalente alla tarda Dinastia Qing
La longevità dell'albero del bambù lo rende per i cinesi un simbolo di lunga vita, mentre in India è un simbolo di amicizia. Il fatto che la fioritura avvenga raramente ha reso l'evento un segno dell'incombente arrivo di carestia alimentare. Si dice che questa credenza sia dovuta al fatto che i topi si nutrano a profusione dei fiori caduti, moltiplicandosi quindi a dismisura e di conseguenza distruggendo gran parte dei raccolti e delle riserve di cibo locali. La più recente fioritura avvenne nel maggio del 2006 (vedi Mautam).
Si dice che il bambù fiorisca in questo modo soltanto ogni 50 anni[7].
Mitologie dell'Asia ed Oceania |
Diverse culture asiatiche, inclusa quella delle Isole Andamane, credono che l'umanità discenda da uno stelo di bambù. Nel mito della creazione filippino, la leggenda narra che il primo uomo e la prima donna vennero liberati per l'apertura di un germoglio di bambù che emerse su un'isola creata dopo la battaglia tra le forze elementari (Cielo e Oceano). Nelle leggende della Malaysia una storia simile include un uomo che sogna una bellissima donna mentre dorme sotto una pianta di bambù; si sveglia e rompe lo stelo di bambù, scoprendo la donna all'interno di esso. In Giappone, molto spesso una piccola foresta di bambù circonda un monastero scintoista come parte della barriera sacra contro il male. In Giappone il bambù viene considerato come il secondo in rango nella categoria del "legno di pino Matsu, poi il bambù, Ume (a volte tradotto come pruno)" e questa sequenza viene eseguita quando si ordina un pranzo a base di sushi oppure quando si prende una camera nei tradizionali alberghi ryokan.
Il bambù delle Hawaii ('ohe) è una materializzazione corporea (kinolau) del dio creatore polinesiano Kane.
Le foglie, i germogli e gli steli soffici di bambù, sono la maggior fonte di alimento per il panda gigante della Cina .mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}e per la scimmia ragno oltre che per il panda minore[senza fonte].
Note |
^ (EN) Bambuseae, in Taxonomy Browser, National Center for Biotechnology Information (NCBI).
^ S. Kaminski, A. Lawrence, D. Trujillo, Structural use of bamboo. Part 1: Introduction to bamboo, in The Structural Engineer, vol. 94, nº 8.
^ M. Fabiani, Bamboo structures: Italian culms as likely resource for green buildings, PhD thesis, Italy.
^ B. Sharma, A. Gatóo, M. Bock, M. Ramage, Engineered bamboo for structural applications, in Construction and Building Materials, vol. 81.
^ K. Ghavami, Bamboo as reinforcement in structural concrete elements, in Cement & Concrete Composites, vol. 27.
^ H.P.S. Abdul Khalil, I.U.H. Bhat, M. Jawaid, A. Zaidon, D. Hermawan, Y.S. Hadi, Bamboo fibre reinforced biocomposites: A review, in Materials and Design, vol. 42.
^ vedi esempi di fioritura a intervalli di 28-60 anni, spiegati nel sito tavola delle specie 'gregarie'
Bibliografia |
- Nadia Bystriakova, Valerie Kapos, Igor Lysenko. Bamboo Biodiversity - Africa, Madagascar and the Americas. UNEP-WCMC, 2004
Il bambù è la principale fonte di cibo per il panda gigante: ammonta a circa il 99% della sua dieta alimentare.
- Daniele Venturoli. La civiltà del bambù, Focus Storia, luglio 2013, 81, 102-105.
Voci correlate |
- Bamban
- Bambusa ventricosa
- Economia a bambù
- Radice di malacca
- Bicicletta in bambù
- Ingegneria del bambù
Altri progetti |
Altri progetti
- Wikizionario
- Wikimedia Commons
- Wikispecies
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «bambù»
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su bambù
Wikispecies contiene informazioni su bambù
Collegamenti esterni |
http://www.amicideibambu.it - Sito dell'Associazione Amici dei Bambù
http://www.bambuitalia.it - Sito dell'Associazione Italiana Bambù
http://www.rodmakers.it - Sito dell'Associazione Italiana costruttori canne da pesca in bamboo
.mw-parser-output .CdA{border:1px solid #aaa;width:100%;margin:auto;font-size:90%;padding:2px}.mw-parser-output .CdA th{background-color:#ddddff;font-weight:bold;width:20%}
| Controllo di autorità | GND (DE) 4194716-2 |
|---|