Esami del sangue




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Avvertenza

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Gli esami del sangue sono una tecnica di diagnostica medica che attraverso il prelievo venoso di sangue valutano i parametri ematici del paziente evidenziando il suo stato di salute generale: il sangue umano viene prelevato dal paziente e trasferito ad apparecchiature e analizzatori per valutarne la composizione e i fattori che indicano problemi o patologie. Spesso gli esami vengono condotti in un laboratorio di analisi, ma negli ultimi anni, grazie alla miniaturizzazione della tecnologia è possibile spostare l'attrezzatura verso il paziente, con gli analizzatori portatili o point of care. La valutazione delle misure effettuate, per derivarne un quadro clinico, viene fatto da un medico specializzato, che ha bisogno di valutare il complesso di più parametri e conoscere elementi essenziali sul paziente, quali l'età, il sesso, l'etnia e l'attuale stato di salute. Il solo confronto con le misure di riferimento (cosiddetti valori di riferimento) è spesso dannoso e disinformativo. Spesso tali esami, assieme agli esami delle urine, sono necessari per procedere ad eventuali interventi chirurgici in ambito ospedaliero, altre volte costituiscono esami iniziali da cui procedere per ulteriori screening diagnostici per giungere alla patologia.




Indice






  • 1 Prelievo e conservazione


  • 2 Possibili parametri valutabili (valori di riferimento)


    • 2.1 Proprietà fisico-chimiche del sangue ed emogas analisi


    • 2.2 Esame emocromocitometrico


    • 2.3 Prove di emocoagulazione


    • 2.4 Elettroliti sierici


    • 2.5 Funzionalità renale


    • 2.6 Funzionalità epatica


    • 2.7 Metabolismo


    • 2.8 Elettroforesi delle sieroproteine


    • 2.9 Immunoglobuline


    • 2.10 Vitamine


    • 2.11 Attività enzimatiche


    • 2.12 Ormoni


    • 2.13 Markers tumorali


    • 2.14 Markers immunologici


    • 2.15 Quadro reumatico




  • 3 Note


  • 4 Bibliografia


  • 5 Collegamenti esterni





Prelievo e conservazione |


Solitamente il prelievo viene effettuato al mattino per ottenere una migliore standardizzazione e ridurre la variabilità biologica.
Si utilizza sangue venoso prelevato dalle vene dell'avambraccio o, più raramente e per esami specifici, il sangue capillare dei polpastrelli (digitopuntura).


Diversi fattori possono influenzare o alterare i risultati dei test come ad esempio l'attività fisica, diversi farmaci, l'ora della raccolta, la postura, uso improprio del laccio emostatico durante il prelievo (il quale non dovrebbe essere neanche utilizzato per determinati esami in quanto altera il valore)[1][2][3], etc.
Il prelievo secondo la CLSI (Clinical and Laboratory Standards Institut) deve essere eseguito preferibilmente con un determinato ordine delle provette e nel raccordo tra ago e provetta non deve essere presente aria[4].


Per evitare contaminazioni o la rottura dei delicati globuli rossi (emolisi) sono necessarie diverse precauzioni nel prelievo e nel trattamento del campione ematico, alcuni esempi:



  • l'ago utilizzato deve essere di dimensioni non troppo ridotte

  • tutti gli strumenti e contenitori devono essere puliti, sterili, asciutti e non devono contenere tracce di detergenti

  • il laccio emostatico non va mantenuto per più di 2 minuti


Il sangue prelevato può essere conservato sotto forma di:



  • Sangue intero, con l'aggiunta di anticoagulanti


  • Plasma, ottenuto da sangue intero con anticoagulanti per separazione delle cellule mediante centrifugazione

  • Siero, ottenuto lasciando coagulare il fibrinogeno e rimuovendo poi il coagulo.



Possibili parametri valutabili (valori di riferimento) |



Proprietà fisico-chimiche del sangue ed emogas analisi |


Esprimono importanti caratteristiche del sangue. Il valore del pH è uno dei parametri più stabili; una sua variazione si osserva negli stati di acidosi ed alcalosi (metabolica o respiratoria). L'osmolalità (analoga alla osmolarità è un indice che valuta la forza osmotica del sangue; stati di eccessiva disidratazione (coma iperosmolare) sono eventi patologici frequenti nei diabetici.
Inoltre, il gap osmolare, calcolato sottraendo dal dato sull'osmolarità offerto dal laboratorio il dato trovato mediante la formula 2 x [Na+] + [Glucosio]/18 + [Azotemia]/2.8, è un importante parametro da tenere in considerazione nelle acidosi metaboliche con gap anionico aumentato. Normalmente questo gap non dovrebbe superare il valore di 10 - 15 unità; la presenza nel torrente ematico di sostanze a basso peso molecolare come composti tossici acidi aumenta il gap osmolare. In definitiva, un pH ematico diminuito, con gap anionico aumentato e gap osmolare aumentato dovrebbe far sospettare un'acidosi metabolica causata da ingestione di sostanze tossiche acide.
La viscosità rappresenta l'insieme delle forze chimiche che contribuiscono allo svilupparsi dell'attrito interno nei fluidi. Una sua diminuzione comporta lo stabilirsi di circoli ipercinetici (anemie); l'aumento della viscosità si ha negli stati infettivi e nella disidratazione.


La pressione parziale dell'ossigeno e della anidride carbonica sono parametri spesso utilizzati per valutare lo stato della ventilazione nei soggetti ospedalizzati. Si conduce mediante prelievo del sangue arterioso.
































Parametro

Sigla e descrizione

Valori di riferimento

Diminuzione

Aumento

pH
pH, valore del pH ematico.
7,35-7,45

acidosi

alcalosi

Osmolalità
Misura le (milli)osmoli per chilo del sangue.
275-295 mOsm/kg (giovane adulto) / 280-301 mOsm/kg (sopra 60 anni)

iposmolalità

iperosmolalità

Viscosità
Misura il grado di attrito interno del fluido ematico
1,1-1,22 cP (centiPoise)

































Parametro

Sigla e descrizione

Valori di riferimento

Diminuzione

Aumento

Anidride carbonica
Concentrazione dell'anidride carbonica nel plasma.
18-23 mEq/L



Pressione parziale dell'anidride carbonica
PCO2; misura della pressione parziale dell'anidride carbonica nel plasma.
35-45 mmHg

ipocapnia

ipercapnia

Pressione parziale dell'ossigeno
PO2; misura della pressione parziale dell'ossigeno nel plasma
83-108 mmHg
ipossiemia
iperossiemia


Esame emocromocitometrico |
























































































Parametro

Sigla e descrizione

Valori di riferimento

Diminuzione

Aumento

Globuli bianchi
WBC (White Blood Cells): il numero di GB per µL o mm³ di sangue.
4.000-11.000

leucopenia

leucocitosi

Globuli rossi
RBC (Red Blood Cells): il numero di GR per µL o mm³ di sangue.
4.000.000-5.500.000 (donna) / 4.500.000-5.900.000 (uomo)

anemia

poliglobulia o eritrocitosi

Emoglobina
Hb (Hemoglobin): la quantità in grammi di Hb presente in un L o in un dL di sangue.
12-16 g/dL (donna) / 13-17 g/dL (uomo)
anemia


Ematocrito
Ht (Hematocrit): la percentuale del volume del sangue che è occupato dalle cellule.
36-47% (donna) / 39-50% (uomo)



Volume corpuscolare medio
MCV (Mean Corpuscular Volume): il volume medio dei globuli rossi.
80-100 fL[5]

microcitosi

macrocitosi

Contenuto cellulare medio di emoglobina
MCH (Mean Corpuscolar Hemoglobin): la quantità media di emoglobina in ogni globulo rosso.
27-31 pg[5]

anemia ipocromica


Concentrazione cellulare media di emoglobina
MCHC (Mean corpuscolar Hemoglobin Concentration): la concentrazione media di emoglobina in un globulo rosso.
32-36 g/dL[5]



Ampiezza della distribuzione eritrocitaria
RDW (Red cells Dispersion Width): l'ampiezza della distribuzione del volume dei GR attorno al suo valore medio.
11,5-14,5%



Reticolociti
Percentuale (%) di reticolociti circolanti nel sangue. I reticolociti sono i precursori degli eritrociti maturi.
0.5-2,0%


reticolocitosi

Piastrine
PLTS (Platelets): il numero di piastrine presenti nel campione esaminato.
150.000-400.000/µL o mm³

piastrinopenia o trombocitopenia

piastrinosi o trombocitosi

Volume piastrinico medio
MPV (Mean platelet Volume): il volume medio delle piastrine.
9,9-15,7fL




Prove di emocoagulazione |





























Parametro

Sigla e descrizione

Valori di riferimento

Antitrombina III
Concentrazione dell'antitrombina III nel plasma.
21-30 mg/100 mL

Fibrinogeno
Concentrazione del fibrinogeno nel plasma.
200-400 mg/100 mL

Tempo di protrombina
PT: tempo necessario alla formazione del coagulo dopo aggiunta di tromboplastina e calcio.
11-15 sec

Tempo di Tromboplastina
PTT: tempo necessario affinché il plasma citrato addizionato di calcio e fosfolipidi coaguli.
60-85 sec


Elettroliti sierici |


Gli elettroliti contenuti nel plasma possono essere misurati nel plasma o nel siero con un elettrodo a membrana (ISE).












































Parametro

Sigla e descrizione

Valori di riferimento

Basi totali
Concentrazione nel numero totale delle basi che concorrono alla genesi del pH ematico.
145-160 mEq/L

Calcio
Concentrazione totale del calcio, sia libero che legato alle sieroproteine.
8,4-10,2 mg/100mL

Cloruro
Concentrazione dello ione cloro nel plasma.
98-106 mEq/L

Fosfato inorganico
Concentrazione dello ione fosfato nel plasma.
2,3-4,1 mg/100 mL (giovani adulti) / 4,5-5,5 mg/100 mL (bambino)

Magnesio
Concentrazione dello ione magnesio nel plasma.
1,3-2,1 mEq/L

Potassio
Concentrazione dello ione potassio nel plasma.
3,5-4,5 mEq/L

Sodio
Concentrazione dello ione sodio nel plasma.
136-146 mEq/L


Funzionalità renale |
























Parametro

Sigla e descrizione

Valori di riferimento

Azotemia
Concentrazione dell'azoto non proteico nel plasma.
10-50 mg/100mL

Creatinina
Concentrazione della creatinina nel plasma.
0,8-1,2 mg/100mL

Clearance della creatinina
Volume di sangue depurato dalla creatinina in un minuto.
80-120 mL/minuto


Funzionalità epatica |












































Parametro

Sigla e descrizione

Valori di riferimento

Proteinemia
Concentrazione delle proteine nel plasma.
6,5-7,5 g/dL

Albuminemia
Concentrazione dell'albumina nel plasma.
3,5-4,5 g/dL

Bilirubina totale
Concentrazione della bilirubina glicosilata e non nel plasma.
massimo 1,2 mg/dL

GOT
Attività della aspartato transaminasi (AST)nel plasma.
10-50 U/L (unità per litro)

GPT
Attività della alanina transaminasi (ALT)nel plasma.
10-40 U/L (unità per litro)

γ-GT
Attività della [[

Gamma GT|gammaglutammiltransferasi]] nel plasma.


7-33 U/L (unità per litro)

ALP
Attività della fosfatasi alcalina nel plasma.
80-260 U/L (unità per litro)


Metabolismo |




















































































Parametro

Sigla e descrizione

Valori di riferimento

Azotemia
Concentrazione dell'azoto non proteico nel plasma.
10-50 mg/100mL

Acido lattico
Concentrazione dell'acido lattico nel plasma. Aumentano dopo attività fisica, attività anaerobica e coma da biguanidi.
4,5-19,8 mg/100mL (sangue venoso) / 4,5-14,4 mg/100mL (sangue arterioso)

Acido piruvico
Concentrazione della acido piruvico nel plasma.
0,3-0,9 mg/100mL

Acido urico
Concentrazione dell'acido urico nel plasma. Elevate concentrazioni si riscontrano dopo trattamento con chemioterapici e nella gotta cronica.
4,5-8,2 mg/100mL (maschi) / 3,0-6,5 mg/100mL (femmine)

Ceruloplasmina
Concentrazione della ceruloplasmina nel sangue, proteina responsabile del trasporto dello ione rame.
23-43 mg/100ml

Coenzima Q10
Concentrazione del coenzima Q10 nel plasma; una sua diminuzione è documentata nei cardiopatici e in talune malattie neurologiche.
0,4-1,9 µg/mL

Corpi chetonici
Concentrazione dei corpi chetonici nel plasma. Aumentano in caso di chetoacidosi, grave conseguenza in caso di iperglicemia.
0,3-2,0 mg/100mL

Creatinina
Concentrazione della creatinina nel plasma, metabolita della creatina, eliminato dai reni. Un aumento della creatininemia è indice di insufficienza renale.
0,8-1,5 mg/100mL

Crioglobulina
Concentrazione della crioglobulina nel plasma. Questa proteina (presente ad esempio nell'epatite C) precipita a temperature molto basse (di qui il nome).
Assente

Fenilalanina
Concentrazione della fenilalanina nel plasma, utile parametro per il follow-up dei pazienti con fenilchetonuria.
0,8-1,8 mg/100mL

Ferro
Concentrazione del ferro nel plasma, diminuita nell'anemia ferro carenziale.
75-175 µg/100mL

Glucosio
Concentrazione del glucosio nel plasma, parametro richiestissimo e utile per il controllo dei pazienti diabetici.
20-60 mg/100mL (nei neonati prematuri) / 40-80 mg/100mL (neonati) / 60-100 mg/100mL (bambini) / 70-100 mg/100mL (adulti)

Colesterolo
Concentrazione del colesterolo nel plasma.
massimo 200 mg/100mL (totale) / 30-70 mg/100mL (HDL) / massimo 100 mg/100mL (LDL)

Trigliceridi
Concentrazione dei trigliceridi nel plasma.
massimo 170 mg/100mL

Piombo
Concentrazione del piombo nel plasma, da valutare per scongiurare patologie legate ad attività professionale od avvelenamenti (saturnismo).
massimo 40 µg/100mL (adulti) / massimo 30 µg/100mL (bambini)



Diversi tracciati elettroforetici con patologie connesse. Descrizione nel testo.



Elettroforesi delle sieroproteine |


































Parametro

Valori di riferimento

Significato

Albumina
55-70%
L'albumina è la proteina quantitativamente più presente nel plasma. Diminuisce negli stati di iponchia.

Alfa1 globulina, (α1)
2,5-6 %

Antitripsina e glicoproteina acida sono le proteine che costituiscono principalmente la banda Alfa1 . Si ha un aumento della sua percentuale nei processi infiammatori acuti.

Alfa2 globulina, (α2)
6,5-14%
Aptoglobulina, alfa2-antiplasmina e alfa;2-macroglobulina sono le proteine che costituiscono principalmente la banda Alfa2. Si ha un aumento della percentuale nei processi infiammatori acuti, nei processi infiammatori cronici e nella sindrome nefrosica.

Beta, (β)
5-15%
La transferrina, le lipoproteine a bassa densità (LDL) e la frazione c3 del complemento, costituiscono principalmente la banda beta. Si ha un aumento nella sindrome nefrosica (unitamente all'aumento di α2).

Gamma, (γ)
11-21%
In questa banda si concentrano le immunoglobuline (IgA, IgD, IgE, IgG e IgM). Un aumento si può avere in cirrosi epatica (curva a cupola) e nel mieloma multiplo (curva a campanile).


Immunoglobuline |


































Parametro

Valori nei maschi

Valori nelle femmine

IgA
90-410 mg/100mL
50-373 mg/100mL

IgD
0-15 mg/100mL (valore medio: 3)
0-15 mg/100mL (valore medio: 3)

IgE
0-250 UI/mL
0-175 UI/mL

IgG
565-1765 mg/100mL (valore medio: 1047)
565-1765 mg/100mL (valore medio: 1047)

IgM
60-250 mg/100mL
70-280 mg/100mL


Vitamine |
























Parametro

Valori di riferimento

Significato

Vitamina A
30-65 µg/100mL (adulti) / 30-80 µg/100mL (bambini)
La concentrazione plasmatica della vitamina A viene valutata per stabilire eventuale carenza, caratterizzata da ritardi della crescita e turbe visive.

Vitamina B12
330-990 pg/mL
La concentrazione della vitamina B12 è un importantissimo parametro da tenere in considerazione nel trattamento delle atrofie della mucosa gastrica, connesse alla scarsa capacità di garantire un corretto assorbimento della vitamina B12. La carenza di vitamina B12 può portare ad anemia perniciosa, aumento dei livelli ematici di omocisteina e danni neurologici.

Vitamina C
0,6-2 mg/100mL
La concentrazione della vitamina C si valuta per diagnosticare eventuali complessi sindromici riconducibili allo scorbuto.


Attività enzimatiche |


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Ormoni |








Elenco dei principali ormoni:




  • Ach Acetilcolina

  • ACTH Ormone adrenocorticotropo

  • ADH Ormone antidiuretico

  • cAMP Adenosin-monofosfato ciclico

  • ANP Peptide natriuretico atriale

  • APUD (Amine Precursor Uptake and Decarboxilation System) Sistema di cellule capaci di concentrare e decarbossilare i precursori delle amine biogene

  • AVP Arginin-vasopressina

  • CAH (Congenital Adrenal Hyperplasia) Iperplasia surrenale congenita

  • CLIP (Corticotropin Like Intermediate Lobe Peptide) Peptide corticotropino-simile del lobo intermedio

  • CRH (Corticotropin Releasing Hormone) Ormone di liberazione della corticotropina

  • CT Calcitonina

  • DHEA Deidroepiandrosterone

  • DHEA-S Deidroepiandrosterone solfato

  • DHT Diidrotestosterone

  • DIT Diiodotirosina

  • DOC Desossicorticosterone

  • E2 Estradiolo

  • E3 Estrone

  • FSH Ormone follicolostimolante

  • FT3 Triiodotironina libera

  • FT4 Tiroxina libera

  • GABA Acido gamma-aminobutirrico

  • GH (Growth Hormone) Ormone somatotropo o ormone della crescita

  • GHRH (Growth Hormone Releasing Hormone) Ormone di liberazione dell'ormone somatotropo

  • GnRH (Gonadotropin Releasing Hormone) Ormone di liberazione delle gonadotropine

  • HCG (Human Chorionic Gonadotropin) Gonadotropina corionica umana

  • HMG (Human Menopausal Gonadotropin) Gonadotropina umana della menopausa

  • 5-HT 5-Idrossitriptamina

  • ST Serotonina

  • ICSH (Interstitial Cells Stimulating Hormone) Ormone stimolante le cellule interstiziali

  • IGF-1, 2 (Insulin-like Growth Factor) Fattore di accrescimento insulino-simile I e II

  • IGF BP-3 (IGF binding protein-3)Proteina 3 legante l'IGF

  • LH Ormone luteinizzante

  • LPH lipotropina

  • MAP Medrossiprogesterone acetato

  • MEN I III e III Neoplasie endocrine multiple I, II e III

  • MIT Monoiodotirosina

  • MSH Ormone melanocitostimolante

  • PGE Prostaglandina E

  • POMC Proopiomelanocortina

  • PRL Prolattina

  • PRF (PRL Releasing Factor)Fattore di liberazione della PRL

  • PTH Paratormone

  • PTHrP Proteina correlata al PTH

  • RIA Dosaggio radioimmunologico

  • SHBG (Sex Hormone Binding Globulin) Globulina veicolante gli ormoni gonadici

  • SM-C Somatomedina C

  • SS Somatostatina

  • T Testosterone

  • T3 Triiodotironina

  • T4 Tetraiodotironina o tiroxina

  • TBG (Thyroxine Binding Globulin) Globulina veicolante la tiroxina

  • TG Tireoglobulina

  • TGSI (Thyroid Growth Stimulating Immunoglobulin) Immunoglobulina stimolante l'accrescimento tiroideo

  • TPO (Thyroid Peroxidase) Perossidasi tiroidea

  • TRH (Thyrotropin Releasing Hormone) Ormone stimolante la liberazione di TSH

  • TSH Ormone tireotropo

  • TSI Immunoglobulina tireostimolante

  • VIP Peptide intestinale vasoattivo

  • 17 KS 17 ketosteroidi

  • 17 OHP 17 idrossiprogesterone

  • 17 OHS 17 idrossicorticosteroidi




Markers tumorali |








Alfa-fetoproteina (AFP): è una glicoproteina con pm 72.000 sintetizzata dagli epatociti embrionali e presente nel siero del feto in quantità elevate che però vanno a diminuire nelle prime settimane di vita. Nella vita adulta possono mantenersi dei valori non superiori a 20 ng/ml (range 10-40 ng/ml).


Valori superiori ai 40 ng/ml in un adulto sono quasi sempre indice di una neoplasia (epatoma, carcinoma embrionale, gastrico, polmonare, pancreatico, del colon, della prostata); valori più elevati sono sempre presenti nei carcinomi epatocellulari primitivi.


Il dosaggio dell'AFP è un test specifico per l'epatoma maligno in quanto una parte del tessuto neoplastico riprende la capacità del fegato embrionale di sintetizzare tale proteina.


È stato osservato che anche alcune patologie epatiche quali cirrosi ed epatite virale possono sviluppare tale sintesi, probabilmente come espressione di un processo rigenerativo parenchimale.
Nelle patologie fetali un aumento dei valori sono espressione di malformazioni del tubo neurale e nella sofferenza fetale grave nei casi di iperbilirubinemia e nella tirosine mia ereditaria.


L'AFP si determina con i test radioimmunologici, elettroforesi, immunoelettroforesi, immunodiffusione radiale e metodiche enzimoimmunologiche.


Oltre che nell'epatoma, un aumento di tale proteina si riscontra nel teratoblastoma e in corso di metastasi epatiche.
(Fonti bibliografiche: il manuale di medicina)


Ca 15.3: È un antigene glicoproteico espresso dalle cellule tumorali umane della mammella. Non ha valore diagnostico in senso stretto.


Un aumento dei valori del Ca 15.3 si trova in caso di formazione neoplastica della ghiandola mammaria e in altre forme tumorali, anche se può essere presente in alcune patologie non tumorali.


La sua concentrazione decresce a seguito della terapia antiblastica o può innalzarsi in caso di recidive, patologie residue e metastasi.
Il dosaggio di tale antigene è utile quindi nel monitoraggio dei trattamenti dei pazienti con neoplasie maligne e per la valutazione della terapia.


Una diminuzione del valore può essere indicativa di una risposta positiva alla terapia e quindi di andamento favorevole della malattia. Un aumento invece indica un incremento nefasto della patologia o di una cattiva risposta alla terapia.
Valori normali attesi: < 30 U/ml
(Fonti bibliografiche: bioMérieux)



Markers immunologici |


Sono markers con aspecificità retrovirale ad RNA.
i principali sono:
ATH alfa criomidina: inibisce l'ipofisi e il fattore trombinico ed ecopiastrinico X,XI e XII.



Quadro reumatico |


Sono fattori ortomuscolari, quali:
COENZIMA P12 [fonte] che agisce positivamente sulla aponeurosi reumatoide;
FATTORE DI WALER-ROSE che interviene in artrite e osteopenie alcaline;
WOLL-WHILLERBRAND che inibisce il sarcomero Z in caso di polineuropatia sclerotica atrofizzante.



Note |




  1. ^ Prelievi venosi il laccio monouso


  2. ^ errori durante il prelievo


  3. ^ prelievo, preparazione, conservazione ed invio campioni che necessitano di particolari manipolazioni Archiviato il 24 marzo 2017 in Internet Archive.


  4. ^ Manuale del Prelevatore


  5. ^ abc MedlinePlus Medical Encyclopedia: RBC indices, su nlm.nih.gov. URL consultato il 28 giugno 2013.



Bibliografia |


  • Simonetta Adamanti, Dati di laboratorio (valori normali), Roma, Casa editrice scientifica internazionale, 1992, ISBN 8886062036.


Collegamenti esterni |


  • http://analisidelsangue.hostinggratis.it


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