Galleria dell'Accademia
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| Galleria dell'Accademia | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Firenze |
| Indirizzo | Via Ricasoli, 58-60 |
| Caratteristiche | |
| Tipo | Arte |
| Apertura | 1784 |
| Direttore | Cecilie Hollberg |
| Visitatori | 1 461 185[1](2016) |
Sito web | |
Coordinate: 43°46′36.88″N 11°15′30.53″E / 43.77691°N 11.25848°E43.77691; 11.25848
La Galleria dell'Accademia è un museo di Firenze, situato in via Ricasoli. Il museo, quarto in Italia per numero di visitatori dopo gli Uffizi, espone il maggior numero di sculture di Michelangelo al mondo (ben sette), fra cui il celeberrimo David.
All'interno della Galleria sono ospitate anche altre sezioni, fra cui la raccolta più vasta ed importante al mondo di opere pittoriche a fondo oro[2], ed il Museo degli strumenti musicali, dove sono esposti molti manufatti appartenenti alla collezione storica del Conservatorio Luigi Cherubini.
Nel 2016 il circuito museale della Galleria dell'Accademia e Museo degli Strumenti Musicali ha fatto registrare 1 461 185 visitatori[1].
Indice
1 Storia
1.1 La fondazione
1.2 La Galleria Antica e Moderna
1.3 Il Museo michelangiolesco
1.4 Spoliazione e riarricchimento
1.5 La Galleria oggi
2 Sale
2.1 Sala del Colosso
2.2 Galleria dei Prigioni
2.3 Tribuna del David
2.4 Gipsoteca Bartolini (Salone dell'Ottocento)
2.5 Sala del Duecento e del primo Trecento
2.6 Sala dei giotteschi
2.7 Sala degli Orcagna e dei loro seguaci
2.8 Sala di Giovanni da Milano
2.9 Sala del tardo Trecento
2.10 Sala di Lorenzo Monaco
2.11 Sala del Gotico internazionale
2.12 Collezione delle icone russe
3 Esposizioni
4 Deposito
5 Note
6 Bibliografia
7 Voci correlate
8 Altri progetti
9 Collegamenti esterni
Storia |
David di Michelangelo.
La fondazione |
Nel 1784, nei locali dell'ospedale di San Matteo e del convento di San Niccolò di Cafaggio, il granduca Pietro Leopoldo di Lorena rifondò l'Accademia di Belle Arti, riunendo varie istituzioni tra le quali l'antica Accademia delle Arti del Disegno, fondata nel 1563 da Cosimo I de' Medici. Al nuovo ente deputato all'insegnamento dell'arte venne affiancata una galleria in cui gli studenti avrebbero potuto trovare opere d'arte (originali e riprodotte) su cui basare la conoscenza, lo studio e l'imitazione per la propria formazione artistica. In quella che era la galleria maschile dell'ex-ospedale, oggi parte dell'Accademia lungo via Cesare Battisti, vennero collocati i gessi, i disegni e i modelli vari, mentre in quella che era stata la corsia delle donne (attuale Gipsoteca Bartolini/Salone dell'Ottocento) vennero sistemati i dipinti[3].
Il nucleo originario della galleria comprendeva quindi due grandiosi modelli in gesso originali del Giambologna (il Ratto delle Sabine, ancora in loco, e l'Allegoria di Firenze che domina Pisa, oggi in Palazzo Vecchio), una serie di calchi in gesso moderni di opere classiche e una quadreria che nasceva dalle raccolte dell'Accademia del Disegno, con molte opere di ex-affiliati, tra cui i grandi maestri fiorentini del Manierismo[4].
La quadreria si arricchì presto e straordinariamente dei dipinti provenienti da conventi, monasteri e altre istituzioni religiose soppressi da Pietro Leopoldo nel 1786 e da Napoleone nel 1810, ottenendo capolavori come le Maestà di Cimabue e di Giotto, la Sant'Anna Metterza di Masaccio e Masolino, l'Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, il Battesimo di Cristo di Verrocchio e Leonardo, la Cena in Emmaus di Pontormo, ecc. Pervennero così anche numerosi dipinti del Beato Angelico, oggi nel Museo di San Marco, mentre tra le opere ancora nel museo ci sono le formelle dell'Armadio delle Reliquie di Santa Croce di Taddeo Gaddi, l'Annunciazione di Lorenzo Monaco e il Cristo in pietà di Giovanni da Milano. Vi erano inoltre dipinti di provenienza non strettamente granducale, come la Primavera di Botticelli[4]. L'Accademia fu anche oggetto di pesanti spoliazioni napoleoniche che si protrassero in tutto il Granducato di Toscana dal 1798 al 1815 durante l'occupazione francese. Tra le opere spedite in Francia e mai piu tornate si ricordano
Pala Barbadori di Filippino Lippi oggi al Musée du Louvre
Presentazione al tempio, di Gentile da Fabriano, al Musée du Louvre
La Vergine con Gesù Bambino e quattro angeli, dipinto da Sandro Botticelli
San Giovanni Battista e due monaci di Andrea del Castagno
Vergine col Bambino in braccio, diversi santi e angeli, dipinto dall'Empoli[5]
Successivamente, la Galleria intraprese nuove acquisizioni. L'importanza delle nuove acquisizioni è registrata in un inventario del 1817. Quello stesso anno Pietro Leopoldo decise che vi venissero anche esposte le opere premiate nei concorsi accademici triennali di pittura e scultura; dal 1921 la sezione moderna venne ampliata con le opere vincitrici dei concorsi annuali di Emulazione e i saggi di Pensionato a Roma. Le collezioni spaziavano così nella documentazione della scuola toscana dal XIV al XIX secolo, con capolavori di assoluto prestigio[4]. La disposizione museografica era però ben lontana dagli standard attuali, con i dipinti che coprivano le pareti in un insieme di grande confusione, che solo nel 1841, grazie al presidente dell'Accademia Antonio Ramirez de Montalvo, vennero riordinate in maniera cronologica. Nell'attuale Galleria dei Prigioni vennero collocati tutte le tavole del Due e Trecento di autore ignoto o in cattivo stato di conservazione, che per il gran numero raggiungevano anche il soffitto[6].
La Galleria Antica e Moderna |
Con Firenze capitale d'Italia (1865-1871), avvenne uno sconvolgimento in tutti i musei cittadini, che investì anche l'Accademia, in cui venne ampliato il settore moderno con centoquarantasei opere già della Galleria Moderna del palazzo della Crocetta, che vennero sistemate in sei piccole stanze al piano primo, già sede della scuola di declamazione[6].
Da allora la Galleria venne conosciuta come Galleria Antica e Moderna e formò il primo museo d'arte contemporanea del nuovo Stato nazionale. Grande interesse rivestivano allora soprattutto le opere moderne, per cui molti studenti facevano pervenire richieste di copia in modo da aggiornarsi alle ultime tendenze[6].
Il Museo michelangiolesco |
Il 1872 segna la svolta definitiva nella storia del museo, quando venne deciso di trasferirvi il David di Michelangelo, sottraendolo ai pericoli della collocazione originaria all'aperto in piazza della Signoria. Per la grande statua venne incaricato l'architetto Emilio De Fabris di costruire una nuova Tribuna scenograficamente posta al termine della Galleria dei Quadri antichi, con l'illuminazione propria garantita in alto da un lucernario. Nell'agosto del 1873 la statua venne imbracata in un complesso carro ligneo e scorse su rotaie per le vie del centro fino all'Accademia, dove restò però chiuso nella sua cassa per ben nove anni, in attesa del termine dei lavori alla Tribuna[6].
Nel 1875, con le celebrazioni del IV centenario della nascita di Michelangelo si decise di creare una mostra con le riproduzioni in gesso dei suoi capolavori scultorei, che venne naturale ambientare all'Accademia, con il fulcro del David. A tale scopo venne modificato il progetto della Tribuna che venne dotata di due bracci laterali, che collegassero le due gallerie, fino ad allora separate, dell'Angelico (cioè quella già chiamata dei Quadri antichi) e del Perugino (già detta dei Quadri grandi). Per l'occasione il David venne spacchettato provvisoriamente, entro la tribuna allestita con tendaggi che coprissero la zona al di sopra della trabeazione ancora in fase di edificazione[6].
Il 22 luglio 1882 il Museo michelangiolesco venne finalmente inaugurato. Attorno al David vennero collocati i calchi dei sepolcri medicei (vestibolo), del Mosè (braccio corto), altre opere di medio formato nel braccio destro e sotto l'arco, attorno all'unico originale e fulcro accentratore dell'intero percorso espositivo, si trovavano i calchi della Pietà vaticana, della Pietà Rondanini, del Cristo della Minerva e dei Prigioni[7].
Lo stesso anno la gestione della galleria passò dall'Istituto delle Belle Arti alle Regie Gallerie e Musei, facendo ben capire come la nuova tendenza fosse quella di conservazione e di documentazione storica delle opere antiche rispetto alla promozione dell'arte contemporanea. In quegli anni infatti il metodo di insegnamento tramite l'esercizio della copia divenne obsoleto e non più in linea con le istanze dell'arte contemporanea, e fu quasi naturale l'emancipazione della galleria dalla scuola artistica. In quell'occasione venne aperto il nuovo ingresso su via Ricasoli[7].
Nel frattempo la disposizione delle opere nella Tribuna rimase invariata fino ai primi del nuovo secolo, mentre la collezione dei quadri antichi fu radicalmente riposizionata, all'insegna di un nuovo sentire che iniziava a vedere le opere d'arte non solo come oggetti esclusivamente da conservare, ma anche come opere innanzitutto di cui poter usufruire per la contemplazione estetica. Ciò comportò, durante la direzione di Cosimo Ridolfi (1890-1903), un ciclo di restauri e sfoltimenti nella Galleria dei Quadri grandi, nella quale vennero predisposte nuove pareti lignee in modo da separare in tre comparti l'arte del Tre-Quattrocento da quella del Seicento. Inoltre vennero create tre nuove sale (oggi sale del Duecento e primo Trecento, degli Orcagna e seguaci, e dei Giotteschi) a fianco del braccio sinistro della tribuna, dove trovarono una migliore luce le opere di Botticelli (due sale) e di Perugino e scuola (una sala). Ciò coincise con la rivalutazione della scuola fiorentina del Quattrocento che proprio in quegli anni aveva luogo grazie alla comunità anglosassone residente in città. Botticelli in particolare, dopo gli studi di Pacher e di Horne, divenne ai primi anni del Novecento oggetto di un vero e proprio culto, generatore di grande entusiasmo nel pubblico. I dipinti del maestro, nella loro nuova, dignitosa collocazione, divennero un polo di attrazione capace di offuscare persino il David e il Museo michelangiolesco[7].
Poco dopo Ridolfi mise mano anche alla Galleria dei Quadri antichi, dove stavano ancora ammassati i polittici tre/quattrocenteschi. Essi vennero completamente rimossi decorando le pareti con una serie di arazzi con Storie di Adamo ed Eva, davanti ai quali vennero allineati alcuni calchi di opere minori del Buonarroti. Le opere rimosse vennero destinate nelle tre sale adiacenti al Salone (oggi Sale fiorentine), decorate e illuminate opportunamente, con la prima dedicata interamente al Beato Angelico[8].
Spoliazione e riarricchimento |
La Galleria degli Arazzi negli anni cinquanta-sessanta
La nuova disposizione durò solo pochi anni, poiché già nel 1914, con una nuova convenzione tra Stato e Comune, vennero riunificate tutte le raccolte di arte contemporanea e destinate, dal 1920, a un'unica istituzione a Palazzo Pitti, la Galleria d'arte moderna; le opere non selezionate per il nuovo museo vennero disperse in vari depositi di enti, uffici statali e comunali. Nel 1919 poi, con il riordino di tutte le collezioni in città, un nucleo di opere capitali di scuola fiorentina venne destinato agli Uffizi, e infine nel 1922 le opere di Beato Angelico vennero destinate al nascente Museo di San Marco[8].
Con il trasferimento delle opere contemporanee la galleria non poté più chiamarsi "Antica e Moderna", ma divenne da allora la Galleria dell'Accademia e, ancora per pochi anni, Museo michelangiolesco[8].
Già nel primo decennio del Novecento si era nel frattempo aperta una polemica sulle copie delle sculture, innescata dalla collocazione della replica del David in piazza della Signoria, che fece presto comprendere come la presenza dei calchi, dettata da valenze didattiche e aspirazioni positiviste, fosse ormai del tutto superata e ingiustificata. Corrado Ricci allora, da direttore delle Gallerie fiorentine, decise di far prevalere il concetto di autenticità nei criteri espositivi, allontanando la maggior parte dei gessi, esposti fin dal centenario, e riunendo piuttosto un nucleo di opere originali del Buonarroti. Fu l'occasione per trasferire i Prigioni, dei quali era già stato sollevato il problema del degrado nella Grotta del Buontalenti a Boboli, e il San Matteo che da anni «sonnecchiava sotto l'atrio dell'Accademia». Essi giunsero in galleria nel 1909, aggiungendosi al Torso di fiume che l'Accademia di Belle Arti aveva già ceduto nel 1906. Dal Bargello era arrivato inoltre nel 1905 il Genio della Vittoria. Queste opere sostituirono i gessi nella galleria degli arazzi, con l'eccezione dei calchi dei due Prigioni del Louvre ritenuti utili per completare idealmente la serie. Restavano anche i calchi delle opere maggiori attorno alla Tribuna, ma presto anche questi sembrarono inopportuni, venendo però allontanati solo nel 1938, trovando collocazione da allora nella Gipsoteca dell'Istituto d'Arte presso Porta Romana. I gessi dei Prigioni lasciarono la loro sede solo nel 1946, finendo prima a Casa Buonarroti e infine nel Museo Casa Natale di Michelangelo Buonarroti di Caprese Michelangelo, dove si trovavano già alcuni dei gessi del centenario, tuttora in loco[8].
Nel 1921, su suggerimento di Ugo Ojetti, il Genio della Vittoria venne riportato nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, mentre nel 1939 la galleria si arricchì della Pietà di Palestrina, acquistata dallo Stato italiano da una cappella Barberini a Palestrina, oggi in genere ritenuta opera della scuola di Michelangelo. Nel 1965 infine anche il Torso di fiume cambiò sede, venendo richiesto da Charles de Tolnay per Casa Buonarroti in modo da completare la serie di modelli michelangioleschi[8].
Agli anni trenta risale l'aggiunta delle sale del Colosso e dell'Anticolosso (attuale biglietteria), destinate a ospitare le pale di grandi dimensioni del Cinquecento fiorentino. Dopo la seconda guerra mondiale, col riordinamento degli Uffizi, vennero ad avanzare alcune tavole di grande formato del Perugino (Assunzione della Vergine e Deposizione con Filippino Lippi), che furono accolte all'Accademia. Agli anni cinquanta, sotto la direzione di Luisa Becherucci, risale la riorganizzazione delle sale del Colosso e dell'Anticolosso, destinate a riassumere le vicende artistiche a Firenze tra Quattro e Cinquecento, che venne ridefinita solo nei primi anni ottanta, quando fu smantellata la seconda sala per fare spazio alla nuova biglietteria e alla libreria, con le opere di Pontormo, Bronzino e Alessandro Allori che vennero da allora collocate alle spalle delle opere di Michelangelo al posto degli arazzi, intensificando il confronto diretto tra queste opere e l'influenza michelangiolesca[9].
La Galleria oggi |
Le direzioni degli ultimi anni, da Luciano Bellosi a Giorgio Bonsanti e a Franca Falletti, hanno cercato di ridare un filo conduttore all'intera collezione del museo, arrivata a essere con le numerose sottrazioni e addizioni, piuttosto disomogenea e frammentata[9].
Questi progetti si sono andati concretizzando con l'allestimento della sala dell'Ottocento (1983-1985, a cura di Sandra Pinto) e le sale della pittura del tardo Trecento al primo piano (1998), a cura di Angelo Tartuferi: tali sale sono state riallestite in maniera più accattivante nel 2010 e vi si è aggiunta, nel 2012, una saletta didattica. Questi interventi hanno saldato il discorso cronologico dell'esposizione coprendo un percorso continuo nell'arte fiorentina dal XIII al XIX secolo, come doveva essere nelle intenzioni originarie di Pietro Leopoldo. A ciò sono stati aggiunti l'esposizione delle icone russe settecentesche provenienti dalle collezioni dei Lorena, ospitate nel vano scale, e quella degli strumenti musicali antichi di proprietà dell'attiguo Conservatorio Luigi Cherubini, dal 1996. Un progetto futuro non esclude anche un accesso coordinato anche con l'altra grande istituzione culturale dell'isolato, l'Opificio delle Pietre Dure e il suo museo[9].
Nonostante ciò il problema che persiste nella galleria, e che vedrà magari soluzione in studi e progetti futuri, è quello della mancanza di un filo cronologico che leghi le diverse opere del museo, che appaiono oggi frammentate in sale non contigue. Inoltre la domanda del pubblico resta sempre inevitabilmente legata alla presenza del David, che da solo polarizza gran parte delle attenzioni dei numerosissimi visitatori; ciò rende chiaro anche come siano lontane dalla fattibilità le proposte di spostamento del capolavoro di Michelangelo in altre sedi come la Stazione Leopolda per decongestionare, secondo l'idea dei proponenti, il flusso turistico del centro storico[10][11].
Dopo quasi quarant'anni di direzione a Franca Falletti è subentrato nel 2013 Angelo Tartuferi, il più grande esperto mondiale di arte michelangiolesca, e in particolare della statuaria del grande scultore fiorentino.
Sale |
Sala del Colosso |
La sala del Colosso deve il suo nome al gigantesco gesso di uno dei Dioscuri di Montecavallo che un tempo si trovava qui e che oggi è alla Gipsoteca dell'Istituto d'Arte di Porta Romana. Oggi al centro si trova il bozzetto originale in gesso del Ratto delle Sabine di Giambologna, mentre alle pareti si trovano numerosi esempi di pittura fiorentina del Quattro e Cinquecento fiorentino, con opere di grandi maestri (Paolo Uccello, Botticelli, Perugino, Filippino Lippi, Ghirlandaio) e altre che documentano l'attività delle botteghe cittadine.
Opere presenti:
Giambologna, Ratto delle Sabine, modello in gesso, 1582
Alesso Baldovinetti, Trinità e santi, 1472 circa
Andrea Del Sarto, Cristo in pietà, 1526 circa
Andrea di Giusto Manzini:
Madonna col Bambino e Cristo in pietà, 1435 circa
Madonna della Cintola e santi, 1437
Bartolomeo di Giovanni, Annunciazione, santi e profeti, 1490 circa
Benozzo Gozzoli, Santi Bartolomeo, Giovanni Battista e Giacomo Maggiore, 1461–62 circa
Biagio d'Antonio, Angelo annunciante; Eterno Padre; Vergine annunciata, 1475 circa
Cosimo Rosselli (bottega), Madonna col Bambino incoronata da due angeli (detta Madonna della Stella)
Cosimo Rosselli:
Noè e David; Mosè e Abramo, 1460 circa
Santi Barbara, Giovanni Battista e Matteo, 1470 circa
Domenico di Michelino:
Santi Michele Arcangelo, Lorenzo e Leonardo, 1469
Tre Arcangeli e Tobiolo, 1465 circa
Trinità, 1460-70 circa
Domenico Ghirlandaio, Santo Stefano tra i santi Jacopo e Pietro, 1493
Filippino Lippi e Perugino, Deposizione dalla croce, 1503-1507
Filippino Lippi:
- San Giovanni Battista
Maria Maddalena, 1500 circa
Fra Bartolomeo:
- Isaia
Giobbe, 1514-1516
Francesco Botticini
Sant'Agostino e Santa Monica, 1471
Sant'Andrea Apostolo in adorazione della croce, 1475–1499 circa
Francesco Granacci:
Assunzione della Vergine e santi, 1520
Madonna col Bambino e santi, 1508 circa
Madonna della Cintola, 1500-1520 circa
Martirio di una santa; Martirio di una santa; Una santa davanti al giudice; Martirio di santa Caterina; Disputa di santa Caterina d'Alessandria; Martirio di sant'Apollonia, 1530
Franciabigio, Madonna col Bambino, san Giuseppe e san Giovannino, 1508-1510
Gherardo di Giovanni:
Adorazione del Bambino con San Giovannino, 1475-1480
Madonna in trono con Bambino e santi, 1470-1495 circa
Giovan Francesco da Rimini, San Vincenzo Ferrer, 1455 circa
Giovanni Antonio Sogliani, Disputa sull'Immacolata Concezione, 1521 circa- Ignoto fiorentino:
Annunciazione, 1490 circa
Cristo in pietà tra la Vergine e San Giovanni, 1475-1500
Eterno Padre, 1500-1524 circa
Martirio di san Lorenzo, 1480 circa
Trinità e santi, 1470 –1480 circa
Jacopo del Sellaio:
Cristo deposto nel sepolcro, 1480 circa
Deposizione e santi, post 1480
Lo Scheggia, Cassone Adimari, 1440-1450 circa
Lorenzo di Credi, Adorazione del Bambino, 1480-1490 circa
Maestro degli angeli di carta (bottega di Domenico di Michelino), Madonna col Bambino e santi, 1460-1470 circa
Maestro della Natività di Castello, Natività, 1455-1460
Maestro della Natività Johnson e Filippino Lippi, Annunciazione, 1460 circa, poi 1472
Maestro dell'epifania di Fiesole, Incoronazione della Vergine, 1475-1480
Mariotto Albertinelli:
Trinità, 1510 circa
Annunciazione, 1510
Neri di Bicci:
Annunciazione, 1464
San Francesco, San Filippo, Santa Caterina d'Alessandria, San Girolamo, 1444-1453 circa
Paolo Uccello, Tebaide, 1450-1460 circa
Perugino (attr.), Visitazione con sant'Anna, 1472-1473 circa
Perugino, Pala di Vallombrosa, 1500
Pseudo Pier Francesco Fiorentino, Adorazione del Bambino, post 1459
Raffaellino del Garbo, Resurrezione di Cristo, 1500-1505 circa
Ridolfo del Ghirlandaio:
Madonna col Bambino e santi, 1503
Tre angeli oranti; Tre angeli oranti, 1508
Sandro Botticelli (attr.), Madonna del Mare, 1477 circa
Sandro Botticelli e bottega, Madonna col Bambino e santi, 1480-1500
Sandro Botticelli, Madonna col Bambino, due angeli e Giovanni Battista, 1468-1470 circa
Galleria dei Prigioni |
La galleria dei Prigioni deve il suo nome alle quattro sculture raffiguranti nudi maschili, dette Prigioni, realizzate da Michelangelo per la tomba di Giulio II, ma usate dal Granduca Cosimo I de' Medici, come ornamentazioni angolari della grotta del Buontalenti nel Giardino di Boboli e pervenute in galleria nel 1909. Vi si trovano inoltre Pietà di Palestrina, acquisita nel 1939, e il San Matteo, mentre alle pareti sono esposte opere cinquecentesche.
Un tempo ha ospitato i "Quadri antichi", accostati l'uno all'altro fino al soffitto, poi i calchi michelangioleschi, con alle pareti una serie di arazzi, mentre oggi le opere originali di Michelangelo o della sua scuola sono pausate in maniera studiata, per introdurre il visitatore, in un crescendo emotivo, ai piedi del David[12].
Opere presenti:
Andrea del Sarto, Cristo in pietà, 1525 circa
Daniele da Volterra, Busto di Michelangelo, 1560 circa
Francesco Granacci, Madonna col bambino e santi, 1510 circa
Mariotto Albertinelli, Annunciazione, 1510
Michelangelo Buonarroti (attribuzione incerta), Pietà di Palestrina, 1560 circa
Michelangelo Buonarroti:
San Matteo, 1505-1506
Prigione detto Atlante, 1530 circa
Prigione detto lo schiavo barbuto, 1530 circa
Prigione detto lo schiavo che si ridesta, 1530 circa
Prigione detto lo schiavo giovane, 1530 circa
Michele di Ridolfo del Ghirlandaio:
Zenobia, 1560-1570 circa
Testa femminile ideale, 1560-1570 circa
Pontormo su cartone di Michelangelo, Venere e Amore, 1533 circa
Ridolfo del Ghirlandaio:
San Zanobi resuscita un fanciullo, 1516 circa
Traslazione del corpo di san Zanobi, 1516 circa
Tribuna del David |
La sala ospita dal 1873 il David di Michelangelo, realizzato fra il 1501-04 e proveniente da piazza della Signoria. La sala prosegue nei due bracci laterali, dove si trovano opere di scuola manierista.
Opere presenti:
Michelangelo Buonarroti, David, 1501-1504
Alessandro Allori:
Annunciazione, 1579
Annunciazione, 1603
Battesimo di Cristo, 1591
Incoronazione della Vergine, 1593
Madonna col Bambino e santi, 1575
Bronzino, Deposizione, 1561
Carlo Portelli, Disputa sull'Immacolata Concezione, 1566
Cosimo Gamberucci, San Pietro guarisce lo storpio, 1599
Francesco Salviati, Madonna col Bambino, san Giovannino e un angelo, 1540-1550 circa
Giuliano Bugiardini, Madonna col Bambino e san Giovannino, 1520
Il Poppi, Figura allegorica, 1572-1573 circa
Maso da San Friano:
Allegoria della forza, 1550-1599 circa
Trinità e santi, 1560-1570
Pier Francesco di Jacopo Foschi, Madonna col Bambino e san Giovannino, 1525-1535 circa
Santi di Tito:
Cristo deposto dalla Croce con la Vergine e santi, 1576–1600
Entrata di Cristo in Gerusalemme, 1569-1579
Stefano Pieri:
Deposizione, 1587
Il Sacrificio di Abramo, 1585
- Pittore vasariano, Santa Barbara, 1570 circa
Gipsoteca Bartolini (Salone dell'Ottocento) |
Conosciamo l'aspetto antico del salone, ricavato dalla corsia delle donne dell'antico Ospedale di San Matteo, da un affresco a monocromo realizzato dal Pontormo e ivi conservato.
Oggi l'allestimento ospita una raccolta di dipinti e sculture di artisti del XIX secolo in rapporto con l'Accademia di Belle Arti, tra cui i gessi di Lorenzo Bartolini, con le opere disposte com'erano state messe dall'artista nel suo studio di borgo San Frediano a Firenze e quelli di Luigi Pampaloni.
I dipinti sono alcune delle opere esposte in occasione dei concorsi di pittura, svolti fra il 1794 e il 1868, dell'Accademia dei Belle Arti.
Opere presenti:
Antonio Puccinelli:
Gli Ebrei in Babilonia, 1851
La strage degli Innocenti, 1852
Baldassarre Calamai, Dante, Virgilio e Farinata degli Uberti, 1825
Benedetto Servolini:
Morte di Filippo Strozzi, 1835
Orlando si impadronisce del cavallo, 1834
Cesare Mussini:
Francesco I presso Leonardo morente, 1828
La morte di Atala, 1830
La Musica Sacra, 1830
Demostene Macciò, Fra Benedetto da Foiano in carcere
Eugenio Prati, Il Barocci presentato a Michelangelo, 1868
Francesco Nenci, Edipo sciolto dai lacci da un pastore, 1817
Francesco Pozzi, Baccante con Fauno e Pantera, 1851
Francesco Pozzi, Ciparisso, 1818
Francesco Sabatelli, Copia dell'Assunta di Tiziano, 1827
Giuseppe Colignon, La decollazione del Battista, 1860 circa
Giuseppe Fattori, Il Battista rimprovera Erode, 1856
Irene Duclos Parenti, Copia della Madonna del Sacco di Andrea del Sarto, 1775
Leopoldo Neofreschi, Alessandro Magno si accinge a bere alla coppa avvelenata, 1794
Lorenzo Bartolini (atelier), Ninfa, XIX secolo
Lorenzo Bartolini:
Alberto Adamo Neipperg, 1829-1830
Alberto Adamo Neipperg, 1825-1830
Amore, Post 1841
Anatol Demidoff, ante 1850
Angelo, post 1815
Baccante, 1823 circa
Bassorilievi per il monumento a Luigi Guglielmo Cambray Digny, 1844
Bassorilievo per il monumento a Maria Temple Bowdoin, 1822 circa
Beatrice Donati, 1846
Carlo Lodovico di Borbone, 1823
Carlotta Bonaparte, ante 1850
Carolina Ungher, ante 1850
Casimir Delavigne, 1830-1840
Caterina di Westfalia, 1815-1830
Conte Gourief, ante 1850
Emilia Della Gherardesca?, ante 1850
Emma e Giulia Campbell, 1819-1820 circa
Eveline Hanska de Balzac, ante 1850
Francesco Benedetti, 1815-1820
Francesco I d'Asburgo, ante 1850
Franz Liszt, 1838-1839
George Gordon Byron, 1822
Giovanni Battista Niccolini, ante 1850
Giunone, 1823-1830 circa
Giuseppe Bonaparte principe di Canino e Musignano, 1829
Guelfo Trotti Estense Mosti, ante 1850
Il Voto dell'Innocenza, 1848
Jean Auguste Dominique Ingres, post 1815
Jonathan Hatfield, ante 1850
Klemens Wengel Lothar Metternich-Winneburg, 1821 circa
La Carità educatrice, 1817-1824
La Carità educatrice, bozzetto, 1820-1830
La gara fraterna, ante 1847
La Ninfa del Serpe, ante 1840
La Ninfa dello Scorpione, ante 1840
La Tavola degli Amori, ante 1845
La Venere di Tiziano, 1821 circa
Lady Burglesh, ante 1850
Lady Gowen?, ante 1850
Lady Harriet Pellew, ante 1850
Lady Mary Tighe, 1820 circa
L'Ammostatore, 1816-1820 circa
L'Orante per il monumento a Pietro Recchi, 1838
Luciano Bonaparte, 1815-1830 circa
Luigi Vestri, 1830-1840
Luisa Carlotta di Borbone, 1825 circa
Luisa Sauli Pallavicini, ante 1850
Madame Germaine de Stael, 1815-1820
Marchesa di Bristol, ante 1850
Marchese di Londonderry, ante 1850
Marco Paolini, ante 1850
Maria Carolina di Sassonia, granduchessa di Toscana, ante 1832
Maria Luisa di Borbone, 1823
Marie D'Agoult, 1838-1839
Matilde Demidoff, ante 1850
Matilde Demidoff, ante 1850
Medaglione con profilo maschile, post 1815
Medaglione con profilo maschile, post 1815
Medaglione con profilo maschile, post 1815
Medaglione per il monumento a Girolamo Segato, 1838-1844
Monumento a Elisa Baciocchi, 1808-1813
Monumento a Leon Battista Alberti, Post 1838
Monumento a Niccolò Demidov, 1830-1870
Monumento a Sofia Zamoiska, 1837-1844
Monumento a Vittorio Fossombroni, 1846
Monumento a Ortensia Beauharnais, 1838-1845
Monumento al conte Alberto Adamo di Neipperg, 1829-1841
Monumento funebre al conte Giovan Francesco Mastiani Brunacci, 1846 circa
Mr Morrison, ante 1850
Mrs Morrison, ante 1850
Narciso, 1825-1850
Niccolò Machiavelli, 1845-1846
Nicola Demidoff, ante 1850
Ortensia Beauharnais, 1815-1830 circa
Ortensia Beauharnais, 1815-1830 circa
Paolina Borghese?, ante 1850
Rilievi per il monumento a Enrichetta Stratford Canning, 1818 circa
Rilievo con cinque figure, post 1815
Rilievo con figura alata, post 1815
Rilievo con figura maschile, post 1815
Rilievo con figura maschile, post 1815
Rilievo con figura maschile, post 1815
Rilievo con figure, post 1815
Rilievo con figure, post 1815
Rilievo frammentario: la Giustizia che protegge l'Innocenza, post 1815
Rilievo per il monumento a Carolina Hungher, post 1815
Ritratto di Anne Lullin de Châteauvieux sposata Eynard, 1820-1822
Ritratto di bambina, 1820-1825 circa
Ritratto di Frances Anne Vane-Tempest, marchesa di Londonderry, con il figlio George, 1823
Salvatore Vigano, 1815-1820
Sofia Scerbatova Apraxina, ante 1850
Teti che accarezza Giove, post 1815
Thomas Moore, ante 1850
Venere, 1817 circa
Luigi Mussini, L'elemosina secondo la carità angelica e secondo la mondana ostentazione, 1844
Luigi Pampaloni:
Amore con Cigno, post 1834
Amore, 1833
Arnolfo di Cambio, 1827-1830
Bambina giacente, 1826 circa
Bassorilievo per il monumento funebre di Annamaria Frescobaldi, 1842-1844
Cloe, 1834
Fanciulla orante (Orfana sulla rupe), 1838-1842
Fanciullo che scherza con un cane, 1827
Fanciullo orante (Orfano sulla rupe), 1826-1827
Filippo Brunelleschi, 1827-1830
La Fanciulla delle Tortore, 1831
Maddalena penitente, 1870 circa- Medaglione di Luigi Magalotti
Monumento a Giulia Clary Bonaparte: la Beneficenza, 1846 circa
Monumento a Lazzaro Papi, 1835 circa
Monumento a Maria Radzwill Kranzinski con il figlio Zìgmunt, 1839-1841
Monumento a Virginia de Blasis, 1839 circa
Monumento a Wanda Wancowicz Tyskiewicz, 1842-1845
Rilievi per il monumento a Luciano Bonaparte principe di Canino, 1840-1847
Luigi Pampaloni, Rilievo per il monumento Tellinson, 1840 circa
Odoardo Borrani, Alla Galleria dell'Accademia, 1860-1870
Pontormo, Tre storie della Beata Umiltà da Faenza, 1514 circa
Raffaello Sorbi, Morte di Corso Donati, 1861
Silvestro Lega, David calma i furori di Saul con l'arpa, 1852
Ulisse Cambi:
Aconzio, 1835
Dafni e Cloe, 1834
Sala del Duecento e del primo Trecento |
Da questa sala inizia un percorso sulla pittura gotica fiorentina che attinge al cospicuo deposito di tavole a fondo oro della galleria. La sala centrale, del Duecento e del primo Trecento, espone dipinti precedenti a Giotto o suoi contemporanei, con un raro frammento attribuito a Giotto stesso proveniente dalla Badia fiorentina.
Opere presenti:
Grifo di Tancredi, Madonna col Bambino e santi, 1300 circa
Guido da Siena, Madonna in trono col Bambino, 1270-1275 circa
Maestro del Crocifisso Corsi, Cristo crocifisso fra i dolenti e il committente genuflesso, 1315 circa
Maestro della Maddalena, Maddalena penitente e otto storie della sua vita, 1280-1285
Maestro della Maddalena, San Giovanni evangelista e storie della sua vita; San Jacopo e storie della sua vita, 1280-1290
Maestro della Santa Cecilia, Maestà, 1320-1325
Pacino di Buonaguida:
Crocifissione e santi, 1315-1320
Albero della Vita, 1305-1310 circa
Madonna col Bambino, 1320-1339 circa
San Nicola; San Giovanni Evangelista; San Procolo, 1305-1310
- Pittore fiorentino:
Croce dipinta, 1290 circa
Madonna col Bambino, 1250-1260 circa
- Pittore lucchese, Madonna col Bambino e due angeli, 1240-1250 circa
Sala dei giotteschi |
La sala è allestita con opere di artisti fiorentini del XIV secolo seguaci di Giotto.
Opere presenti:
Bernardo Daddi e Puccio di Simone, Crocifissione con i dolenti e la Maddalena ai piedi della Croce; Santa Maria Maddalena, san Michele Arcangelo, san Giuliano, santa Marta
Bernardo Daddi:
Crocifisso con i dolenti e storie della Passione, 1338-1343
Crocifissione, 1343
Crocifissione; San Cristoforo, 1340-1348 circa
Incoronazione della Vergine con angeli e 42 santi, 1340-1348
Madonna col Bambino e santi; Crocifissione; Incontro dei tre vivi con i tre morti, 1340 circa
Madonna in trono con Bambino e santi, 1333
San Bartolomeo; San Lorenzo, 1340 circa
Giotto e bottega, Testa di pastore, 1315, 1325
Jacopo del Casentino:
San Bartolomeo e angeli, 1340 circa- Sant'Egidio; San Giovanni Battista; San Giovanni Evangelista
Maestro delle effigi domenicane, Incoronazione della Vergine e santi; Madonna col Bambino e santi, 1340-1345
Niccolò di Pietro Gerini, Cristo benedicente e due profeti; Cristo in pietà tra la Vergine e san Giovanni Evangelista e santi, 1390-1410 circa
Puccio di Simone, Polittico della Madonna dell'Umiltà e santi, 1350-1360
Taddeo Gaddi:
Formelle dell'armadio della sacrestia di Santa Croce, 1330-1340
Madonna col Bambino e angelo annunziante; San Giovanni Battista e san Pietro e Vergine annunciata, 1345-1350
Madonna col Bambino, 1355 circa
Madonna in trono tra due angeli e quattro santi, 1330-1335 circa
Sala degli Orcagna e dei loro seguaci |
La sala deve il suo nome all'esposizione di opere realizzate dai tre fratelli pittori, attivi a Firenze nel XIV secolo, l'Orcagna, ovvero “arcangelo” (Andrea di Cione), Nardo di Cione e Jacopo.
Opere presenti:
Andrea Orcagna:
Pentecoste, 1365 circa
Madonna in trono con Bambino e santi, 1355 circa
Jacopo di Cione:
Cristo crocifisso fra la Vergine e San Giovanni con quattro angeli, 1380-1398 circa
Incoronazione della Vergine, 1372-1373
Madonna dell'Umiltà, 1380 circa
Maestro della Cappella Rinuccini (Matteo di Pacino):
Elemosina di sant'Antonio Abate, post 1370
Santi Michele Arcangelo, Bartolomeo, Giuliano e una donatrice, post 1348
Visione di san Bernardo e santi, 1365 circa
Maestro della predella dell'Ashmolean Museum, San Lorenzo; Santo Vescovo, 1360-1365 circa
Maestro dell'altare di San Niccolò, Madonna dell'Umiltà e quattro angeli, 1350-1380
Maestro dell'infanzia di Cristo (Jacopo di Cione?):
Episodi dell'Infanzia di Cristo, 1365-1375 circa
Madonna col Bambino; Annunciazione; Crocifissione e santi, 1380-1399 circa
Nardo di Cione, Trittico del Thronum Gratiae, 1365
Niccolò di Tommaso, Incoronazione della Vergine con angeli e santi, 1370
Sala di Giovanni da Milano |
Opere presenti:
Andrea Buonaiuti, Sant'Agnese; Santa Domitilla, 1365 ca
Cenni di Francesco, Madonna col Bambino fra otto santi e quattro angeli, 1380-1390
Don Silvestro dei Gherarducci, Madonna dell'Umiltà e Angeli, 1370-1377 circa
Giottino (attr.), Madonna col Bambino in trono con santi e angeli, 1360 circa
Giovanni da Milano, Cristo in pietà, 1365
Giovanni del Biondo, San Giovanni Evangelista in trono, 1380-1385- Ignoto fiorentino, Incoronazione della Vergine e santi, 1390-1399
Maestro della Misericordia dell'Accademia (Giovanni Gaddi?):
Madonna col Bambino fra i santi Pietro e Paolo, 1360 circa
Madonna col Bambino in trono e otto santi, 1380 circa
Madonna della Misericordia, 1380 circa
Stigmate di san Francesco, Natività, Conversione di san Paolo, 1370-1375
Maestro della predella dell'Ashmolean Museum, Madonna col Bambino, 1370-1390 circa
Maestro dell'Annunciazione dei Linaioli e Mariotto di Nardo, Annunciazione; Natività, Epifania, Presentazione al tempio, profeti, 1350-1360; 1390-1400
Sala del tardo Trecento |
La sala è allestita con opere realizzate fra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV, di Giovanni del Biondo, Mariotto di Nardo, Rossello di Jacopo Franchi, Spinello Aretino. Nella sala il paliotto ricamato con fili d'oro, d'argento, e di seta policroma da Jacopo Cambi nel 1336.
Opere presenti:
Agnolo di Domenico del Mazziere, Quattro Evangelisti, inizio XV secolo
Bicci di Lorenzo:
San Paolo; San Benedetto; San Giovanni Gualberto; San Pietro, 1430-1435
Sant'Andrea e san Michele; San Girolamo e san Lorenzo, 1420-1430
Santi apostoli, 1420-1425
Cenni di Francesco, Natività, 1395-1400
Giovanni Dal Ponte:
Polittico dell'incoronazione della Vergine e santi, primi decenni del Quattrocento
San Giacomo; Sant'Elena, 1420-1430
San Giuliano; San Giovanni Battista, 1430 circa
Giovanni del Biondo:
Polittico con l'Annunciazione e santi, 1380–1385 circa
Presentazione al Tempio tra san Giovanni Battista e san Benedetto, 1364
Jacopo Cambi, Incoronazione della Vergine fra otto angeli e quattordici santi, 1336
Lippo d'Andrea, Madonna in trono con Bambino e santi, 1430-1440
Lorenzo di Bicci:
San Giuliano e san Zanobi, 1380-1400 circa
San Martino in trono; Elemosina di san Martino, 1385-1389 circa
Lorenzo di Niccolò, Incoronazione della Vergine e quattro angeli musicanti; San Zanobi; San Bartolomeo, 1400-1410 circa
Maestro di Borgo alla Collina, Crocifissione tra la Vergine, san Francesco e un donatore, prima metà del Quattrocento- Maestro "Francesco", Madonna col Bambino tra due angeli e due santi, 1391
Mariotto di Nardo:
Annunciazione, 1400-1410 circa
Crocifissione e quattro storie di san Nicola, 1415 circa
Madonna col Bambino e santi, 1380-1400 circa
Madonna col Bambino e santi, 1418- Madonna col Bambino e santi; Angelo Annunciante; Crocifissione; Vergine Annunciata; Storie della Vergine
Niccolò di Pietro Gerini:
Cristo in Pietà con i simboli della Passione; Il Redentore e santi; Le esequie di un confratello, 1404–1408 circa
Crocifissione con San Francesco adorante e santi, 1390-1400 circa
La Santissima Trinità con san Francesco e santa Maria Maddalena, 1385 circa
Madonna col Bambino e santi, 1404
Madonna col Bambino e santi, 1410 circa
Madonna col Bambino in trono e due santi, 1400 circa
- Pittore fiorentino, Madonna dell'Umiltà fra due angeli, 1390-1399 circa
Rossello di Jacopo Franchi:
Incoronazione della Vergine con angeli e santi, 1422 (?)
San Giovanni Battista; San Francesco, 1400-1410 circa
Spinello Aretino, Niccolò di Pietro Gerini e Lorenzo di Niccolò, Incoronazione della Vergine, angeli e santi, 1401
Spinello Aretino:
Santo Stefano, 1400-1405
Trittico della Madonna in trono e santi, 1391
Sala di Lorenzo Monaco |
La sala presente un'importante raccolta di opere realizzate da Lorenzo Monaco. In essa è entro una nicchia una raccolta di icone russe appartenute alla famiglia granducale dei Lorena.
Opere presenti:
Agnolo Gaddi:
Madonna del Latte e santi, 1380 circa
Madonna dell'Umiltà con sei angeli, 1395 circa
Andrea Ritzos (o Rico), Madonna col Bambino e angeli con gli strumenti della Passione, 1450-1490
Bartolomeo di Fruosino, Croce sagomata e dipinta, 1411 circa
Lorenzo Monaco e Maestro della predella Sherman, Madonna del latte con santi e angeli; Annunciazione, Crocifissione con dolenti, santi, 1390 circa, 1425–1430
Lorenzo Monaco:
Orazione nell'orto, 1395-1400
Polittico della Madonna in trono e santi, 1410
Trittico dell'Annunciazione, 1410 circa
Cristo in Pietà con i simboli della Passione, 1404
Croce dipinta, 1400–1410 circa
Crocifissione; Vergine dolente; San Giovanni Evangelista, 1405-1410
Madonna col Bambino e santi, 1408 d.
Madonna col Bambino in trono fra i santi Giovanni Battista, Lucia, Antonio Abate, Pietro, Giuliano e Caterina, 1395-1400 circa
Redentore benedicente, 1410-1415
San Moisè; san Giovanni Battista; san Pietro; san Paolo, 1395 circa
Santa Caterina d'Alessandria, san Caio Papa, 1390-1400
Maestro della predella Sherman, Crocifissione, 1415-1430
Mariotto di Cristofano, Episodi della vita di Cristo e della Vergine, post 1450
Sala del Gotico internazionale |
La sala è allestita con opere del gotico internazionale.
Opere presenti:
Bicci di Lorenzo:
Matrimonio mistico di santa Caterina, 1423-1425
San Lorenzo, 1420-1430 circa
Gherardo Starnina, Madonna col Bambino, santi e angeli, 1400, 1410 circa
Giovanni Toscani, Crocifissione; Stigmate di san Francesco e un miracolo di san Nicola di Bari, 1423-1424 circa
Giovanni Toscani:
Incredulità di san Tommaso, 1419-1420
Madonna col Bambino, due angeli musicanti e due santi, 1423-1424
Maestro del 1416, Madonna col Bambino e santi, 1416
Maestro della Madonna Straus:
Annunciazione, 1400-1410 circa
Cristo in pietà con i simboli della Passione, 1405 circa
Madonna col Bambino fra i santi Matteo e Michele Arcangelo, 1385 circa
Santa Caterina d'Alessandria; San Francesco, 1400-1410
Maestro di Borgo alla Collina:
Madonna col Bambino e santi, 1420 circa
Madonna in trono con Bambino e santi, 1425 circa
Maestro di Sant'Ivo:
Madonna col Bambino e quattro santi, 1390-1410 circa
Madonna col Bambino e santi, 1400-1415 circa
- Pittore fiorentino:
San Nicola e san Pietro; (verso: il Profeta Isaia (?) e testa d'angelo)
San Pietro Martire e sant'Eustachio (verso: il Profeta Geremia e testa d'angelo)
Santa Reparata (o Dorotea) e san Giacomo (verso: angelo con turibolo)- San Girolamo e una santa
Rossello di Jacopo Franchi, Madonna col Bambino e santi, prima metà del Quattrocento
Collezione delle icone russe |
Opere presenti:
Maestro della Santa Verdiana (Tommaso del Mazza?), Madonna dell'Umiltà tra quattro angeli e santi, seconda metà del Trecento- Scuola adriatica del XVI secolo, Adorazione dei Magi, 1550-1599
- Scuola bizantina del secolo XV-XVI, Anima di san Giovanni Battista davanti a Dio, 1490-1510
- Scuola cretese-veneziana del secolo XVI, Madonna col Bambino, santi e profeti, 1500-1549
- Scuola cretese-veneziana, attribuito a Nikolaos Ritzos, Santi Pietro e Paolo, 1450-1499
- Scuola dalmata del XVII secolo, Pietà, 1600-1700
- Scuola russa (Vetka) della prima metà del XIX secolo, Protezione della Madre di Dio, 1800-1850
- Scuola russa (Mosca) del XVII secolo, Santa Caterina di Alessandria, 1693-1694
- Scuola russa del secolo XVIII:
Acheropita sostenuta dagli angeli, 1700-1750
Arcangelo Michele sul cavallo di fuoco che abbatte l'Anticristo, 1700-1750
Natività della Vergine e scene della vita di Gioacchino e Anna, 1700-1750
Natività della Vergine, 1700-1750
Pietà, 1700-1750
Redentore in gloria e santi, 1700-1750
Resurrezione con altre "Feste" russe, 1700-1750
Resurrezione, 1700-1750
San Demetrio di Tessalonica, 1700-1750
San Giorgio e la principessa, 1700-1750
San Giovanni Battista e due scene della sua vita, 1700-1750
San Giovanni milite e quattro scene della sua vita, 1700-1750
Trasfigurazione, 1700-1750
- Scuola russa del secondo quarto del secolo XVIII:
Abramo visitato dagli angeli o Santa Trinità, 1725-1750
Albero di Jesse, 1725-1750
Annunciazione, 1725-1750
Crocifissione e i frutti della Passione di Cristo, 1725-1750
Dormitio Virginis, 1725-1750
La visione del sagrestano Juris, con scene delle feste, 1725-1750
Madre di Dio Gioia di tutti gli afflitti, 1725-1750
Menologio annuale in due tavole: 1) Mesi da settembre a febbraio, 1725-1750
Menologio annuale in due tavole: 2) Mesi da marzo a agosto, 1725-1750
Morte della Vergine, 1725-1750
Natività di Cristo e altre scene della sua infanzia, 1725-1750
Resurrezione di Cristo con scene della Passione, 1725-1750
San Giovanni Teologo in silenzio, 1725-1750
San Spiridione vescovo, 1725-1750
Vergine di Kazan, 1700-1750
- Scuola russa del XVIII secolo:
Adorazione dei pastori, 1700-1750
Annunciazione, 1700-1750
Annunciazione, 1700-1750
Ascensione, 1700-1750
Ascensione, 1700-1750
Cavalcata dei Magi; Adorazione dei Magi; Fuga in Egitto, 1700-1750
Cristo in gloria tra sette gerarchie di angeli, 1700-1750
Dormitio Virginis, 1700-1750
Gioacchino e Anna, 1700-1750
Madonna del latte, 1700-1750
Madonna della Misericordia, 1700-1750
Madonna della Misericordia, 1700-1750
Madonna della Misericordia, 1700-1750
Madonna della Misericordia, 1700-1750
Madonna e Bambino incoronati e opere di misericordia (Madre di Dio Gioia di tutti gli afflitti), 1733
Madonna in gloria tra arcangeli, profeti e santi, 1700-1750
Natività della Vergine, 1700-1750
Natività della Vergine, 1700-1750- , Natività della Vergine, 1700-1750
Pantocrator, 1700-1750
Pentecoste, 1700-1750
Redentore in trono, 1700-1750
Resurrezione di Lazzaro, 1700-1750
Resurrezione, 1700-1750
Salvatore Acheropita, 1730 circa
San Demetrio, 1700-1750
San Giovanni guerriero e sei scene della sua vita, 1700-1750
San Michele, 1700-1750
Sette Martiri di Efeso, 1700-1750
Trasfigurazione, 1700-1750
Trasfigurazione, 1700-1750
Vergine assunta e incoronata, 1700-1750
Vergine di Vladimir, 1700-1750
- Scuola russa della fine del secolo XVI-inizio XVII, Decollazione di san Giovanni Battista, 1590-1610
- Scuola russa della prima metà del secolo XVIII:
Adorazione dei Magi, 1700-1750
Annunciazione, 1700-1750
Ascensione, 1700-1750
Elia nel deserto e scene della sua vita, 1700-1750
I sette Martiri di Efeso, 1700-1750
I sette Martiri di Efeso, 1700-1750
Resurrezione con episodi e figure del Nuovo Testamento, 1700-1750
San Nicola da Myra e sei scene della sua vita, 1700-1750
San Nicola, 1700-1750
Tavolette di una Deesis, 1700-1750
Vergine in gloria, il Padre Eterno e santi, 1700-1750
- Scuola russa della seconda metà del secolo XVII, Resurrezione, Discesa agli inferi e sedici scene della vita di Cristo, 1650-1700
- Scuola russa dell'ultimo quarto del XVI secolo, In te si rallegra ogni creatura, 1575-1600
Vasilij Grjaznov, Madonna di Tichvin, 1728
Esposizioni |
- “Fiori dipinti, fiori in giardino” è un percorso espositivo del 2012 mirato a valorizzare i dipinti di Alessandro Allori (Annunciazione, Incoronazione della Vergine, Madonna e Santi), e Giuliano Bugiardini (Madonna della Palma), dando particolare attenzione al cortile del museo. Qui sono infatti coltivate le stesse specie di fiori raffigurate nelle opere di questi due artisti cinquecenteschi. Intrecciando l'abituale percorso della mostra con quello del cortile, si approfondisce così il significato simbolico del fiore nei quadri sopra citati.
Deposito |
Maestro della Misericordia (Giovanni Gaddi?) - Madonna col Bambino, angeli e santi, 1380 circa
Bernardo Daddi - Madonna col Bambino, 1340 circa
Note |
^ ab Dati visitatori dei siti museali italiani statali nel 2016 (PDF), su beniculturali.it. URL consultato il 17 gennaio 2017..
^ Galleria dell'Accademia, la guida ufficiale. Sillabe Edizioni
^ Galleria dell'Accademia, cit., pag. 10.
^ abc Galleria dell'Accademia, cit., pag. 11.
^ municipalia.sns.it, http://municipalia.sns.it/assets/files/contributi/09%20gennaio%20pasquinelli.pdf Titolo mancante per urlurl(aiuto).
^ abcde Galleria dell'Accademia, cit., pag. 12.
^ abc Galleria dell'Accademia, cit., pag. 14.
^ abcde Galleria dell'Accademia, cit., pag. 16.
^ abc Galleria dell'Accademia, cit., pag. 17.
^ Proposte di trasloco per il David
^ Il David e i flussi turistici
^ Galleria dell'Accademia, cit., pag. 46.
Bibliografia |
- Giorgio Bonsanti, La galleria dell'Accademia, Firenze. Guida e catalogo completo, Firenze, 1990.
- AA.VV., Galleria dell'Accademia. Guida ufficiale. Tutte le opere, Firenze, Giunti, 2006, ISBN 88-09-04880-6.
- F. Ciaravino (a cura di), Fiori dipinti, fiori in giardino/ Painted flowers, garden flowers, Livorno, sillabe, 2009.
Voci correlate |
- Accademia di belle arti di Firenze
- Museo degli strumenti musicali (Firenze)
- Conservatorio Luigi Cherubini
- Musei di Firenze
- Galleria dell'Accademia di Napoli
- Gallerie dell'Accademia di Venezia
Altri progetti |
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- Wikimedia Commons
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Collegamenti esterni |
Sito ufficiale, su galleriaaccademiafirenze.beniculturali.it.
(EN) Galleria dell'Accademia, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
Galleria dell'Accademia, su CulturaItalia, Istituto centrale per il catalogo unico.
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| Controllo di autorità | VIAF (EN) 145995779 · ISNI (EN) 0000 0001 2342 2431 · LCCN (EN) n83204697 · GND (DE) 5040825-2 · BNF (FR) cb12210345s (data) · ULAN (EN) 500304836 · NLA (EN) 35420315 |
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