San Procopio (Italia)

































































































San Procopio
comune



San Procopio – Stemma San Procopio – Bandiera

San Procopio – Veduta
Il Municipio
Localizzazione
Stato
Italia Italia
Regione
Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Città metropolitana
Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Giovanni Domenico Giunta (lista civica Al paese per il paese) dal 10-6-2018
Territorio
Coordinate
38°17′N 15°54′E / 38.283333°N 15.9°E38.283333; 15.9 (San Procopio)Coordinate: 38°17′N 15°54′E / 38.283333°N 15.9°E38.283333; 15.9 (San Procopio)
Altitudine 352 m s.l.m.
Superficie 11,36 km²
Abitanti 536[1](31-7-2018)
Densità 47,18 ab./km²
Comuni confinanti
Cosoleto, Melicuccà, Oppido Mamertina, Sant'Eufemia d'Aspromonte, Seminara, Sinopoli
Altre informazioni
Cod. postale 89020
Prefisso 0966
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT
080076
Cod. catastale I132
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti sanprocopiesi
Patrono san Procopio
Giorno festivo 8 luglio
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

San Procopio

San Procopio



San Procopio – Mappa
Posizione del comune di San Procopio all'interno della città metropolitana di Reggio Calabria
Sito istituzionale

San Procopio (San Pricopi nel dialetto locale) è un comune italiano di 536 abitanti[1] della città metropolitana di Reggio Calabria. Sorge sulle pendici tirreniche dell'Aspromonte, incastonato tra due fiumare, Sèvina e Màngani; si affaccia sulla Piana di Gioia Tauro, a pochi chilometri dal mare e altrettanto pochi dalla montagna.




Indice






  • 1 Tra storia e leggenda


    • 1.1 Origini


    • 1.2 Avvenimenti storici




  • 2 Il territorio comunale


  • 3 Luoghi di culto


    • 3.1 Chiesa Parrocchiale


    • 3.2 Chiesa di Maria Santissima degli Afflitti


    • 3.3 Chiesa della Madonna del Rosario


    • 3.4 Colonna di San Biageju




  • 4 Tradizioni e folclore


  • 5 Società


    • 5.1 Economia


    • 5.2 Evoluzione demografica




  • 6 Amministrazione


  • 7 Note


  • 8 Altri progetti





Tra storia e leggenda |



Origini |


Non si hanno informazioni certe sulle origini di San Procopio e sono da considerare prive di fondamento quelle che vogliono attribuire al paese un'origine greca (Aghios Prokopiòs), giacché le prime notizie degne di fede sull'esistenza di questo borgo si hanno dopo l'Anno Mille. Francesco Biamonte (San Procopio, 2 settembre 1957), nel suo romanzo "La felpa rossa"[2] narra di un villaggio con presunte origini saracene. Questa tesi potrebbe essere suffragata dalla presenza, nel complesso scultoreo sito nella chiesa parrocchiale del paese raffigurante San Procopio, di un soldato saraceno posto sotto gli zoccoli del cavallo montato dal Santo.



Avvenimenti storici |


Nel febbraio 1783 è distrutto per la prima volta dal terremoto.


Nel 1811 è divenuto comune autonomo, affrancandosi da Sinopoli, di cui era stato fino ad allora casale.


Nel 1908 ha seguito il destino di Reggio Calabria e Messina, completamente distrutte dal terremoto avvenuto all'alba del 28 dicembre.


Nel 1930 un incendio avvenuto nel municipio ha distrutto l'intera documentazione anagrafica, ricostruita in seguito grazie ai registri parrocchiali.


Il 31 gennaio 2016 entra a far parte della "Città Metropolitana" istituita al posto della vecchia Provincia di Reggio Calabria.



Il territorio comunale |


Il paese è storicamente diviso in rioni, detti "rrughe", di cui le principali sono Affritti, Chjazza, Chjuppu, Lisciu, Pizzipaisi,Villa. Anche le contrade che circondano l'abitato hanno la loro toponomastica: Alloggiamentu, Bumbardara, Canceji, Chjian'i mura, Cilìa, Fegu, Foresteja, Mortiji, Pett'i casetti, Princi, Rosalà, Ruffinu, Sicari, eccetera.



Luoghi di culto |



Chiesa Parrocchiale |


costruita dopo il terremoto dello Stretto del 1908 nel nuovo rione sorto dopo il sisma, ospita il complesso scultoreo raffigurante il Santo Patrono che si festeggia l'8 luglio.



Chiesa di Maria Santissima degli Afflitti |


la chiesa dedicata alla Madonna degli Afflitti che sorge nel rione omonimo è stata ristrutturata nel 1966 col contributo di tutta la popolazione del paese.



Chiesa della Madonna del Rosario |


questa chiesa ospita una statua marmorea dello scultore toscano Giovan Battista Mazzolo (XVI sec.) detta "Madonna de Jesu".



Colonna di San Biageju |


è una costruzione architettonica moderna, posta al centro della villa comunale. Essa sostituisce la vecchia colonna che sorgeva a poche decine di metri di distanza. Sulla sommità di questa colonna, con una solenne processione che si svolge il 2 febbraio, viene posta una piccola statua di San Biagio e intorno ad essa i passanti fanno 3 giri per chiedere la protezione dalle malattie della gola.



Tradizioni e folclore |


Le tradizioni di San Procopio sono soprattutto legate a festeggiamenti religiosi. La più sentita è la festa di Maria Santissima degli Afflitti, celebrata la terza domenica di settembre. Anche su questo evento Francesco Biamonte dà alcune indicazioni sulle origini del culto della "Madonna degli Ulivi", come originariamente era chiamata. Tra i festeggiamenti civili in onore della Madonna vi sono concerti, spettacoli pirotecnici ed il tradizionale ballo dei Giganti.[3] In passato era tradizione mangiare le anguille; attualmente in concomitanza con la festa si svolge la sagra della salsiccia.


Una nota di colore folcloristico è la leggenda dell'olmo che fino alla fine del secolo scorso si ergeva maestoso accanto alla chiesa. Esso era stato piantato in quel luogo in pieno Medioevo per una precisa ragione: la consuetudine voleva che i novelli sposi pagassero al feudatario una tassa sul matrimonio; solitamente i poveri non potevano pagare e il signorotto locale pretendeva in cambio di passare la prima notte di nozze con la sposa; laddove ci fosse un olmo accanto ad una chiesa, però, lo "ius primae noctis" era abolito.



Società |



Economia |


San Procopio, circondato da vastissime distese di uliveti, ha nella coltivazione e trasformazione delle olive la principale fonte economica; a essa si aggiunge la pastorizia, anche se attualmente quest'attività si è ridotta di parecchio. Anche l'olivicoltura ha visto gradualmente ridursi il numero di addetti, sia maschili sia femminili. I maschi lavoravano la terra e soprattutto erano impiegati nei frantoi; da una decina attivi nel solo contesto urbano, i frantoi sono quasi spariti. Le raccoglitrici di olive, tipiche figure che popolavano le campagne da ottobre a maggio, sono state "sostituite" dalle reti stese a terra a ricevere i frutti caduti dagli alberi e al momento opportuno tirate da pochi braccianti.



Evoluzione demografica |


Dopo aver conosciuto un graduale incremento della popolazione dall'Unità d'Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il paese si è progressivamente spopolato a causa delle forti migrazioni. Dal grafico sottostante si nota come dal picco massimo del 1951 la popolazione si è quasi dimezzata in poco più di vent'anni, arrivando a contare meno di un terzo degli abitanti nel 2011.


Abitanti censiti[4]






Amministrazione |


.mw-parser-output .avviso .mbox-text-div>div,.mw-parser-output .avviso .mbox-text-full-div>div{font-size:90%}.mw-parser-output .avviso .mbox-image div{width:52px}.mw-parser-output .avviso .mbox-text-full-div .hide-when-compact{display:block}






Note |




  1. ^ ab Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2018.


  2. ^ La felpa rossa, La Feltrinelli, p. 77.


  3. ^ San Procopio, su libero.it. URL consultato il 14 luglio 2014.


  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.



Altri progetti |



Altri progetti


  • Wikimedia Commons



  • Collabora a Wikimedia CommonsWikimedia Commons contiene immagini o altri file su San Procopio

.mw-parser-output .navbox{border:1px solid #aaa;clear:both;margin:auto;padding:2px;width:100%}.mw-parser-output .navbox th{padding-left:1em;padding-right:1em;text-align:center}.mw-parser-output .navbox>tbody>tr:first-child>th{background:#ccf;font-size:90%;width:100%}.mw-parser-output .navbox_navbar{float:left;margin:0;padding:0 10px 0 0;text-align:left;width:6em}.mw-parser-output .navbox_title{font-size:110%}.mw-parser-output .navbox_abovebelow{background:#ddf;font-size:90%;font-weight:normal}.mw-parser-output .navbox_group{background:#ddf;font-size:90%;padding:0 10px;white-space:nowrap}.mw-parser-output .navbox_list{font-size:90%;width:100%}.mw-parser-output .navbox_odd{background:#fdfdfd}.mw-parser-output .navbox_even{background:#f7f7f7}.mw-parser-output .navbox_center{text-align:center}.mw-parser-output .navbox .navbox_image{padding-left:7px;vertical-align:middle;width:0}.mw-parser-output .navbox+.navbox{margin-top:-1px}.mw-parser-output .navbox .mw-collapsible-toggle{font-weight:normal;text-align:right;width:7em}.mw-parser-output .subnavbox{margin:-3px;width:100%}.mw-parser-output .subnavbox_group{background:#ddf;padding:0 10px}










.mw-parser-output .CdA{border:1px solid #aaa;width:100%;margin:auto;font-size:90%;padding:2px}.mw-parser-output .CdA th{background-color:#ddddff;font-weight:bold;width:20%}



Controllo di autorità
VIAF (EN) 243194539 · GND (DE) 4643938-9





CalabriaPortale Calabria

Provincia di Reggio CalabriaPortale Provincia di Reggio Calabria

Reggio CalabriaPortale Reggio Calabria



Popular posts from this blog

Ottavio Pratesi

Tricia Helfer

15 giugno