Procuratori di San Marco
Daniele IV Dolfin, Procuratore di San Marco
I Procuratori di San Marco erano la più prestigiosa carica vitalizia della Repubblica di Venezia, subito dopo il Doge.
Indice
1 Storia
1.1 La Procuratoria di San Marco nel XXI secolo
2 Note
3 Bibliografia
Storia |
La basilica marciana in un dipinto del Guardi
Nominati sin dal IX secolo per curare la fabbrica e l'amministrazione dei territori della Basilica di San Marco, sparsi per tutto l'Oriente, nella persona di un solo procuratore nominato dal doge, nel 1231 divennero quattro e in seguito il loro numero crebbe sino a nove[1].
La nomina spettava al Maggior Consiglio quale supremo premio di una carriera brillante nell'amministrazione dello Stato.
Dal 1269 i loro compiti furono ampliati alla tutela degli orfani e dei mentecatti e all'esecuzione dei testamenti, così ripartiti:
- i due Procuratori de supra (letteralmente di sopra o superiori), si occupavano dell'amministrazione della basilica marciana;
- i due Procuratori de citra (letteralmente al di qua, inteso rispetto al Canal Grande), si occupavano delle incombenze caritatevoli e testamentarie per i sestieri di San Marco, Castello e Cannaregio;
- i due Procuratori de ultra (letteralmente al di là sempre del canale considerando di trovarsi a San Marco), si occupavano invece di quelle per i sestieri di Dorsoduro, Santa Croce e San Polo.
Quale residenza loro e dei loro uffici furono erette in Piazza San Marco le due ali delle Procuratie, i maestosi edifici che racchiudono la piazza.
La Procuratoria di San Marco nel XXI secolo |
L'istituto procuratorio è sopravvissuto alla caduta della Repubblica nel 1797 ed esiste ancora a Venezia, continuando ad occuparsi dell'amministrazione del Patrimonio di San Marco[2] della basilica stessa per conto del Patriarcato di Venezia con il nome di Procuratoria di San Marco, riconosciuto con Regio Decreto del 9 luglio 1931 alla Fabbriceria della basilica cattedrale di San Marco.
Si compone di sette procuratori, il cui presidente ha il titolo di Primo Procuratore di San Marco: ad essi spetta la nomina del Proto di San Marco, cioè dell'ingegnere o architetto cui è affidata la direzione tecnica della conservazione degli edifici e delle loro singole, in conformità alle esigenze del culto e alle disposizioni dell'autorità ecclesiastica, coadiuvato in questo da un ufficio composto di un ingegnere, due architetti e un geometra. Da esso dipendono:
- lo Studio di mosaico, responsabile della conservazione e del restauro delle decorazioni musivive nell'antica tradizione tipicamente marciana;
- la Fabbriceria, responsabile dei lavori di restauro e manutenzione degli immobili e dei beni mobili della fabbrica cattedrale.
Dalla Procuratoria dipende tutto il personale amministrativo, di custodia e vigilanza della basilica.
Dal 2015 il Primo Procuratore di San Marco è il Dott. Carlo Alberto Tesserin[3].
Note |
^ Frederic C. Lane, Storia di Venezia, Edizioni Einaudi, 1978, Torino, pag.117: "Il numero dei procuratori salì da uno nel secolo XII a quattro nel XIII; dopo che ebbero cessato di percepire uno stipendio furono portati generosamente a nove."
^ A seguito del Regio Decreto del 9 luglio 1931, le competenze di questa magistratura sono limitate alla tutela, alla manutenzione e al restauro della basilica di San Marco, del campanile e delle loro pertinenze (cfr. L’intervista: Carlo Alberto Tesserin, primo procuratore di S. Marco, in La Piazza, 14 luglio 2015.)
^ Parla Carlo Alberto Tesserin, il nuovo Primo Procuratore di San Marco, in Gente Veneta, nº 22, 21 Maggio 2015.
Bibliografia |
- Da Mosto, Andrea: L'Archivio di Stato di Venezia, Biblioteca d'Arte editrice, Roma, 1937.
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