Miseno (Bacoli)





















































Miseno
frazione

Miseno – Veduta
Il porto di Miseno, antico cratere vulcanico
Localizzazione
Stato
Italia Italia
Regione
Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitana
Provincia di Napoli-Stemma.svg Napoli
Comune
Bacoli-Stemma.png Bacoli
Territorio
Coordinate
40°47′11″N 14°05′11″E / 40.786389°N 14.086389°E40.786389; 14.086389 (Miseno)Coordinate: 40°47′11″N 14°05′11″E / 40.786389°N 14.086389°E40.786389; 14.086389 (Miseno)
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 80070
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Miseno

Miseno



Miseno (l'antica Misenum in latino, Μισήνον in greco) è una frazione del comune di Bacoli, nella città metropolitana di Napoli.
Il suo nome, derivato dal latino sinus militum, viene citato da Virgilio che ricorda il Miseno trombettiere di Enea, qui leggendariamente sepolto dopo aver sfidato Tritone: in effetti il Capo Miseno con la sua sommità piatta rammenta la forma di un antico tumulo.
Viene citato anche da Plinio il Giovane nell’epistola VI,16 lettera dedicata a Tacito dove narra dello zio Plinio il Vecchio deceduto durante l’eruzione del Vesuvio del 79, raccontando ciò che lui non ha potuto raccontare.




Indice






  • 1 Storia


  • 2 Monumenti e luoghi di interesse


  • 3 Voci correlate


  • 4 Altri progetti





Storia |


Il sito, frequentato già nell'età del ferro, diventò porto cumano nel IV secolo a.C.; nel III secolo a.C. vide la presenza di Annibale; nel II secolo a.C. divenne un fiorente centro residenziale. Con l'impraticabilità del Portus Iulius, fu colonia autonoma e trasformato in base della flotta pretoria romana del basso Tirreno.
In età augustea era il più importante sito militare romano della zona, e lo divenne ancora di più all'epoca di Marco Aurelio (161 d.C.), ma decadde con la caduta dell'Impero romano d'Occidente. Ospitava la prima flotta imperiale, la Classis Praetoria Misenensis.


Il porto sfruttava un doppio bacino naturale, quello più interno (detto Maremorto o Lago Miseno), in epoca antica dedicato ai cantieri e alla manutenzione navale, mentre quello più esterno era il porto vero e proprio.


La città romana, già in decadenza alla fine dell'impero, fu abbandonata definitivamente nell'840, dopo l'ultima di una lunga serie di incursioni di pirati saraceni. La maggior parte degli ultimi abitanti si rifugiò nella vicina isola di Procida.


Famosa ed apprezzata dai turisti la vista che si gode da Monte di Procida con capo Miseno, Posillipo e il Vesuvio sullo sfondo.




Veduta da Monte di Procida con la spiaggia di Miliscola, Capo Miseno e il bacino interno dell'antico porto di Miseno.



Monumenti e luoghi di interesse |


.mw-parser-output .vedi-anche{border:1px solid #CCC;font-size:95%;margin-bottom:.5em}.mw-parser-output .vedi-anche td:first-child{padding:0 .5em}.mw-parser-output .vedi-anche td:last-child{width:100%}



Magnifying glass icon mgx2.svg
Lo stesso argomento in dettaglio: Capo Miseno.

Capo Miseno attualmente ospita un faro (raggiungibile attraverso un tunnel), situato in una zona militare interdetta al pubblico.


Ai piedi del capo, si trova la spiaggia di Miliscola, frequentatissima località balneare durante il periodo estivo.


Sul promontorio si trovano un'antica torre anti-saraceni, chiamata "Torre Bassa", ed in cima sono ancora presenti ruderi di casematte e fortificazioni risalenti alla Seconda guerra mondiale.



Voci correlate |



  • Bacoli

  • Capo Miseno

  • Sacello degli Augustali

  • Rovine di Baia

  • Virgilio

  • Plinio il Vecchio

  • Marina militare romana

  • Classis Misenensis

  • Piscina mirabilis

  • Castra di Roma antica

  • Elenco di legioni romane



Altri progetti |



Altri progetti


  • Wikimedia Commons



  • Collabora a Wikimedia CommonsWikimedia Commons contiene immagini o altri file su Miseno


CampaniaPortale Campania: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Campania

.mw-parser-output .navbox{border:1px solid #aaa;clear:both;margin:auto;padding:2px;width:100%}.mw-parser-output .navbox th{padding-left:1em;padding-right:1em;text-align:center}.mw-parser-output .navbox>tbody>tr:first-child>th{background:#ccf;font-size:90%;width:100%}.mw-parser-output .navbox_navbar{float:left;margin:0;padding:0 10px 0 0;text-align:left;width:6em}.mw-parser-output .navbox_title{font-size:110%}.mw-parser-output .navbox_abovebelow{background:#ddf;font-size:90%;font-weight:normal}.mw-parser-output .navbox_group{background:#ddf;font-size:90%;padding:0 10px;white-space:nowrap}.mw-parser-output .navbox_list{font-size:90%;width:100%}.mw-parser-output .navbox_odd{background:#fdfdfd}.mw-parser-output .navbox_even{background:#f7f7f7}.mw-parser-output .navbox_center{text-align:center}.mw-parser-output .navbox .navbox_image{padding-left:7px;vertical-align:middle;width:0}.mw-parser-output .navbox+.navbox{margin-top:-1px}.mw-parser-output .navbox .mw-collapsible-toggle{font-weight:normal;text-align:right;width:7em}.mw-parser-output .subnavbox{margin:-3px;width:100%}.mw-parser-output .subnavbox_group{background:#ddf;padding:0 10px}








.mw-parser-output .CdA{border:1px solid #aaa;width:100%;margin:auto;font-size:90%;padding:2px}.mw-parser-output .CdA th{background-color:#ddddff;font-weight:bold;width:20%}



Controllo di autorità
VIAF (EN) 129051737 · GND (DE) 4282037-6 · BNF (FR) cb12037634q (data)



Popular posts from this blog

Ottavio Pratesi

Tricia Helfer

15 giugno