Provincia di Latina




















































































Provincia di Latina
provincia



Provincia di Latina – Stemma Provincia di Latina – Bandiera

Provincia di Latina – Veduta
Palazzo del Governo, sede della Provincia.
Localizzazione
Stato
Italia Italia
Regione
Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Amministrazione
Capoluogo Latina
Presidente Carlo Medici (PD) dal 29-04-2018
Data di istituzione
1934 (come provincia di Littoria)
Territorio

Coordinate
del capoluogo

41°28′03″N 12°54′13″E / 41.4675°N 12.903611°E41.4675; 12.903611 (Provincia di Latina)Coordinate: 41°28′03″N 12°54′13″E / 41.4675°N 12.903611°E41.4675; 12.903611 (Provincia di Latina)
Superficie 2 256,16 km²
Abitanti 575 218[1](31-3-2018)
Densità 254,95 ab./km²
Comuni 33 comuni
Province confinanti
Roma, Frosinone, Caserta
Altre informazioni
Cod. postale 04100 Latina, 04010-04029 provincia
Prefisso
06, 0771, 0773
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-LT
Codice ISTAT
059
Targa LT
Cartografia
Provincia di Latina – Localizzazione
Sito istituzionale

La provincia di Latina è una provincia italiana del Lazio di 575 218 abitanti[1]. Si estende su una superficie di 2 256,16 km² e comprende 33 comuni.


Confina a nord con la provincia di Frosinone, a nord-ovest con la città metropolitana di Roma Capitale, a sud-est con la Campania (provincia di Caserta), e a sud con il mar Tirreno. Nella parte settentrionale della provincia di Latina si trova l'Agro Pontino.




Indice






  • 1 Storia


    • 1.1 Simboli


    • 1.2 Onorificenze




  • 2 Geografia fisica


    • 2.1 Morfologia


    • 2.2 Le acque interne




  • 3 Natura


  • 4 Economia


    • 4.1 Agricoltura




  • 5 Turismo e cultura


  • 6 Trasporti e vie di comunicazione


    • 6.1 Linee ferroviarie


    • 6.2 Linee stradali


      • 6.2.1 Strade statali e provinciali




    • 6.3 Porti


    • 6.4 Aeroporti




  • 7 Provincia pontina


  • 8 Dialetto


    • 8.1 Area dell'Agro Pontino


    • 8.2 Area Lepina


    • 8.3 Area meridionale della Provincia




  • 9 Comuni


    • 9.1 Comuni più popolosi




  • 10 Arcipelago delle Isole Ponziane


    • 10.1 Ponza


    • 10.2 Ventotene




  • 11 Società


    • 11.1 Etnie e minoranze straniere




  • 12 Galleria d'immagini


  • 13 Note


  • 14 Bibliografia


  • 15 Voci correlate


  • 16 Altri progetti


  • 17 Collegamenti esterni





Storia |




Stemma della provincia di Littoria


La provincia fu istituita con il nome di provincia di Littoria il 18 dicembre 1934 comprendendo il territorio appena bonificato della palude pontina e parte dell'antica provincia campana di Terra di Lavoro coincidente con l'area settentrionale del Circondario di Gaeta. La conformazione paesistica e territoriale dell'Agro Pontino risale quindi prevalentemente agli anni della bonifica (1929-1935) e delle conseguenti colonizzazione e appoderamento e fondazioni di nuovi centri (Littoria, poi Latina, Sabaudia, Pontinia, Aprilia, Cisterna di Latina), caratterizzati da un'architettura di tipo razionalista e una quindicina di borghi rurali.[2]


Tutto il territorio ha conosciuto successivamente una notevole crescita, con significative trasformazioni e ampliamenti delle aree strettamente urbane, e una conseguente evoluzione territoriale che però non ha significativamente alterato l'impianto originario.



Simboli |




Gonfalone della provincia


Lo stemma della provincia, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica del 30 giugno 1954, ha la seguente descrizione:


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«campo di cielo, alla banda di verde bordata da due filetti d'argento, caricata di tre spighe di grano poste nel verso della banda, accompagnato: sopra da una torre aperta e finestrata di nero, fondata sulla cima centrale di tre monti, il tutto al naturale; sotto da un'ancora immersa in un mare fluttuoso»



Il gonfalone si presenta come un drappo partito di verde e di porpora.[3]



Onorificenze |











Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'oro al Merito Civile
«Territorio di rilevante importanza strategica, dopo l'8 settembre 1943, fu teatro di violenti scontri fra gli opposti schieramenti, subendo devastanti bombardamenti che causarono la distruzione di ingente parte del patrimonio edilizio, industriale e agricolo. Nel 1944 oggetto di feroci rappresaglie, deportazioni e barbarie ad opera dei Goumier marocchini inquadrati nell'esercito francese e al comando del generale Juin, la fiera popolazione pontina, sorretta da eroico coraggio, profonda fede nella libertà ed altissima dignità morale, sopportava la perdita di un numero elevato di concittadini ed indicibili sofferenze, offrendo un luminoso esempio di abnegazione, di incrollabile fermezza ed amor patrio.»
— 24 aprile 2006


Geografia fisica |



Morfologia |


La provincia di Latina si estende per 2.250 km² ed è compresa fra le foci del fiume Astura a nord e la foce del fiume Garigliano. Morfologicamente parlando, il territorio provinciale non è affatto unitario ma è formato da parti nettamente distinte. Da un lato i rilevi montuosi e collinari dei Monti Lepini, dei Monti Aurunci e dei Monti Ausoni che toccano i 1533 m con il Monte Petrella con al loro interno si aprono le piccole piane di Fondi e di Minturno e che raggiungono il mare con la penisola rocciosa di Gaeta, dall'altro la vasta pianura dell'Agro pontino, ricoperta in passato da estese e malsane paludi è stata bonificata negli anni trenta. Il clima è semicontinentale sui rilievi (anche se la temperatura scende raramente sotto lo 0 e solo sulle cime nevica ogni inverno) e mediterraneo, con estati calde e inverni miti sulla pianura.



Le acque interne |


Pochi e scarsi i laghi nella provincia. Lungo la costa si susseguono i laghi salati e costieri di Fogliano, Caprolace, dei Monaci, Paola (il più vasto), mentre alle spalle di Terracina si apre il lago di Fondi di origine carsica, uno dei pochi d'acqua dolce. Oltre all'Astura e al Garigliano, i principali corsi d'acqua sono prevalentemente i torrenti che scendono dai Monti Lepini e poi nella pianura vengono incanalati e portati fino al mare. Va segnalato, per il suo valore storico e naturalistico il Lago di Ninfa.



Natura |



Fa completamente parte della provincia di Latina il Parco Nazionale del Circeo, che tutela gli ultimi lembi della foresta e delle paludi che anticamente ricoprivano gran parte dell'area provinciale.




Campi coltivati presso Sabaudia


Nel territorio (Borgo Sabotino) è presente una centrale nucleare, dismessa dopo il referendum del 1987.



Economia |


L'economia della provincia si basa sulle attività agricole, che, grazie a ottimi investimenti in settori di qualità, continuano a ricoprire un ruolo centrale nell'economia provinciale e sul turismo. A Fondi è presente il secondo centro di distribuzione agroalimentare all'ingrosso d'Europa (MOF), secondo solo a quello di Parigi, che movimenta circa 1,20 milioni di tonnellate di prodotti ortofrutticoli all'anno. L'industria, che si era diffusa moltissimo negli anni settanta e ottanta, grazie alla presenza dell'area provinciale nei fondi della Cassa del Mezzogiorno, ha conosciuto una forte crisi negli anni novanta che ha toccato il fondo con la chiusura di storici marchi come "Pettinicchio", Goodyear, Barilla, Tetra Pak e molti altri. Hanno resistito le industrie chimiche, le cooperative di produttori agricoli e le industrie alimentari e casearie che conoscono una consolidata tradizione. In forte crescita il settore terziario, con un grande sviluppo di aziende informatiche, elettroniche, meccaniche, call-center, finanziarie. Conoscono un ruolo importante i porti commerciali di Terracina e Gaeta e la base navale NATO di Gaeta.



Agricoltura |


























































Pos. Utilizzazione dei terreni Ettari
1 Pascoli utilizzati 21.047,68
2 Olive per olio 9.372,96
3 Altra superficie boscata 7.369,75
4 Altri erbai 7.066,57
5 Ortive in piena aria 7.050,07
6 Mais a maturazione cerosa 5.825
7 Kiwi 5.691,78
8 Boschi cedui 5.552,03
9 Vite 4.001
10 Ortive protette 2.810,22

Secondo i dati ISTAT del 2010,[4] con riferimento alle coltivazioni legnose, superfici a pascolo e boschive escluse, preponderante è la coltivazione di Olive per Olio, coltivazioni ortive (sia all'aria aperta che in serra), mais e kiwi.


I terreni, sottratti negli anni trenta alle paludi, sono intensamente coltivati. Eccellenze sono le zucchine e le carote con foglia, nonché l'allevamento bovino e bufalino. Sviluppata è la frutticoltura, in particolare kiwi e la cultura della vite Moscato e Cacchione. Si producono i seguenti vini D.O.C.: l'Aprilia, il Castelli Romani, il Circeo, il Cori e il Moscato di Terracina.



Turismo e cultura |




La riviera di Sant'Agostino nel comune di Gaeta


La provincia di Latina offre al turismo una vasta gamma di scelte: si parte dalle celebri mete balneari di Sabaudia, del Circeo, di Sperlonga, di Gaeta e di Terracina, già conosciute e apprezzate ai tempi dei Romani. Oggi, queste coste sono assalite da turisti provenienti da tutta Italia, fra i quali molti protagonisti del mondo della politica, dello sport e dello spettacolo. Oltre alle spiagge, ci sono i gioielli naturalistici del Parco Nazionale del Circeo e dei Monti Lepini che offrono un patrimonio storico e architettonico notevole, con numerosi borghi medievali, dall'aspetto tranquillo e sereno, oltre alle Abbazie di Valvisciolo e Fossanova, ricche di storia e di cultura. Non ultime le "carissime meraviglie" delle isole ponziane. Tornando sulla terraferma anche Monte san Biagio è meta di molti turisti, ogni anno si tengono qui molte saghe fra cui quella della salciccia, delle castagne, della capra...



Trasporti e vie di comunicazione |



Linee ferroviarie |


La provincia è attraversata da due linee ferroviarie: la ferrovia Roma-Formia-Napoli classificata dalla RFI come parte della rete ferroviaria nazionale fondamentale e la Albano-Nettuno considerata invece parte della rete complementare. Prima del 2012 era attiva anche la Priverno-Terracina, linea a singolo binario, dismessa a causa di una "frana".



Linee stradali |



Strade statali e provinciali |


Il territorio provinciale è coperto dalle seguenti strade:



  • Strada statale 7 Via Appia


  • Strada statale 82 della Valle del Liri, che collega i comuni di Avezzano e Itri

  • Strada statale 213 Via Flacca

  • Strada statale 609 Carpinetana

  • Strada statale 630 Ausonia

  • Strada statale 637 di Frosinone e di Gaeta


  • Strada regionale 148 Pontina,

  • Strada regionale 156 dei Monti Lepini



Porti |


Il territorio è servito dal porto di Gaeta e dal porto di Formia.



Aeroporti |


È presente solo un aeroporto nella provincia: l'aeroporto di Latina. Esso è sede del 70º Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana.



Provincia pontina |


La provincia di Latina viene anche detta talvolta Provincia pontina, ma tale espressione è scorretta dacché l'aggettivo "pontino" è correttamente riferito in senso stretto alla sola pianura pontina ed all'agro che vi insiste, ed in senso lato tuttalpiù anche ai vicini monti Lepini, correlati dal punto di vista socioeconomico: come conseguenza ne risulta sicuramente escluso non solo tutto il territorio peninsulare situato a sud di Terracina, ma anche le isole ponziane e pure l'area di Aprilia, vicina a Latina ma geograficamente appartenente all'Agro Romano. Dal dopoguerra e soprattutto negli ultimi decenni i territori a sud dell'agro pontino, in contrapposizione ad esso, hanno guadagnato sempre più spesso l'appellativo generico di "sud-pontino", ossia territorio a sud del pontino, e lo stesso aggettivo pontino soprattutto in tempi recenti e nel linguaggio giornalistico viene associato sempre più spesso, anche se impropriamente, all'intero territorio provinciale.



Dialetto |



Area dell'Agro Pontino |


Comprende i comuni di Aprilia(posta a nord della stessa zona geografica), Latina, Sabaudia, Pontinia, creati dopo la bonifica degli anni trenta, a cui vanno aggiunte le già esistenti Cisterna, San Felice Circeo, Terracina e, per porzioni limitate dei rispettivi territori, Sermoneta e Sezze. Nelle aree urbane il dialetto parlato è sostanzialmente il romanesco ove le vocali sia toniche che atone sono in pratica le stesse della periferia di Roma ad eccezione del dialetto di Cisterna di Latina, oggi sostanzialmente di tipo romanesco ma con un substrato di tipo sabino-laziale, e di San Felice Circeo e zone confinanti, dove il dialetto è ancora collocabile saldamente nel gruppo laziale, simile alle parlate lepine. Il moderno dialetto cisternese si differenzia dal romanesco per poche caratteristiche, di cui le principali sono la sostituzione dell'articolo italiano il o lo con o (ad es. o camio = il camion) e per l'utilizzo generalizzato del verbo ausiliario essere in luogo di avere.
Escludendo i centri urbani, la cui composizione etnica è stata da sempre variegata, la pianura pontina è stata popolata con l'appoderamento voluto dal regime fascista in gran parte da immigrati dal Nord-est d'Italia, maggioritari soprattutto attorno ai paesi rurali tipici di quest'area chiamati Borghi, e per questo spesso definiti Comunità Venetopontine: in esse ha dominato fino agli anni settanta il dialetto veneto, affiancato in ambiti familiari dal friulano e dal ferrarese, successivamente l'uso veicolare del veneto (spesso condiviso anche dai non venetopontini nelle zone marginali o nei borghi abitati anche da famiglie laziali) si è progressivamente indebolito in favore del romanesco, a volte parlato con tratti fonetici settentrionali. Nelle comunità venetopontine solo le vecchie generazioni oggi utilizzano stabilmente le parlate originarie (per es. il veneto) in modo abbastanza generalizzato, mentre le giovani pur dimostrando larga capacità di comprensione orale solo in qualche caso ne dimostrano un uso attivo limitatamente a poche espressioni con valore gergale.
Accanto alle comunità venetopontine sono comunque presenti, anche nella pianura, zone dialettalmente lepine/laziali, in particolare nella fascia pedemontana (parte dei comuni di Sermoneta, Sezze, Pontinia e Terracina), ma anche litorale (parte del comune di Sabaudia, con parlate affini a quella del Circeo), nonché limitate zone in cui sopravvivono sporadicamente e a livello familiare esempi di dialetto marchigiano, anch'esso portato con la bonifica, ma anche vallecorsano legato alla presenza storica di allevatori vallecorsani nell'area dei monti Ausoni tra Terracina e Sonnino.



Area Lepina |


Angìma allo còtto l'acqua voglìta. (Sonnino).


Quanno te crìde de stà a cavàglio no stae mànco a pète. (Sonnino).


I 'mbo mangà no bottigliòno do vìno 'ngìma àgli tavolìno. (Roccasecca dei Volsci).


La léngua nosta è meije e ce scummette, de tutte le parlate de jù mùnne. (Terracina).


Lu uè ju uevë auejë? (San Felice Circeo).


Essa comprende i comuni collinari dei Monti Lepini e della parte più settentrionale degli Ausoni, quindi il territorio oggi pontino appartenuto fino al 1870 allo Stato della Chiesa e da sempre compreso nel Lazio (Cori, Sermoneta, Norma, Sezze, Priverno, Sonnino). Tale territorio rientrava nell'antica "Provincia Romana Marittima"". In questa zona il dialetto parlato è di tipo "ciociaro/sabino", e va collocato inequivocabilmente nei dialetti mediani. Anche Terracina era una cittadina "pontificia", ma il suo dialetto, pur avendo vari elementi di quello ciociaro, risente anche di un apporto napoletano, dovuto sia ad immigrazioni a partire dal IX secolo (in particolare nella città bassa) sia a secolari scambi legati all'attività marinaresca, e presenta comunque un'evoluzione particolare. Il dialetto di San Felice Circeo è anch'esso influenzato dalle parlate campane sebbene con esiti diversi rispetto al dialetto terracinese: l'influsso napoletano in questo caso deriva anche da rapporti nei secoli recenti con l'isola di Ponza, di idioma napoletano, oltre che al forte isolamento rispetto alla terraferma vissuto dalla comunità sanfeliciana fino alla bonifica degli anni 30. Caratteristiche comuni a tutte le parlate sono l'avverbio aècco = qui (Sonnino, a Cori aecchi, a Sezze adecco), mentre a Terracina compare il tipo napoletano accà e a San Felice assà, talvolta con tipico rafforzativo laziale -ne: assàne ; poi ngìma = su, che a Terracina è sòpre; l'utilizzo dell'ausiliario "essere", nei verbi (es. té so dìtto, té so parlato, me sì sentito ecc.); nella maggior parte dei comuni Lepini, nella morfologia verbale, troviamo alla prima persona plurale forme come arrivìmo (arriviamo), vedìmo (vediamo), studìmo (studiamo) ecc. che, curiosamente, sono presenti nei dialetti dell'area "borbonica" a Formia e in parte di Gaeta; abbiamo poi la parola ùttero o mammòccio, per dire "ragazzo" e soprattutto la metafonesi ciociaro/sabina delle vocali all'interno della parola (porco, coglio ecc.). A Terracina vi è oscillazione tra la metafonesi ciociara e quella napoletana (es. lìette = letto), ma in questo secondo caso, a volte, è al di fuori delle condizioni regolari (es. buèno = buono). Gli articoli determinativi sono tipicamente "mediani": abbiamo ad es. glio (Sonnino, Priverno), gliù (Maenza), ju a San Felice ecc., come capita anche in quasi tutta l'area del Lazio "borbonico". È presente anche il genere neutro, con piena dignità in alcune aree (Sonnino, Priverno: glio beglio = il bello, maschile; lo beglie = la bellezza, neutro; la beglia = la bella, femminile) sebbene con molte eccezioni morfologiche, ed in forma residuale in altre zone. Le vocali finali sono percepibili in tutti i dialetti (in alcuni casi sono non etimologiche: prevale ad esempio la desinenza -o per il maschile anche dove il latino prevede la -e, ad esempio jo cano = il cane) ad eccezione ancora dei dialetti terracinese e sanfeliciano, ove registriamo le atone finali come molti dei dialetti meridionali; nel terracinese contemporaneo la vocale atona tende piuttosto ad una -e generalizzata ('nu casine = una gran confusione). È diffusa, inoltre la palatalizzazione del latino -ll- in -gl- o in -j- (es. béglio = bello, cavàglio = cavallo, o anche cavàjo), tipica di tutti i dialetti del Lazio meridionale (anche di quello appartenuto al Regno di Napoli), dell'Abruzzo e anche di qualche parlata della Campania settentrionale.


I dialetti di Sezze e, parzialmente, quello di Pisterzo, inoltre, sono gli unici dell'area in questione ove si verifica il fenomeno, tipico di gran parte delle parlate dell'attuale Provincia di Frosinone, della trasformazione della v in u (es. uìno = vino).


Nella zona Lepina vi sono influssi in generale "pontifici": per es. vi è la riduzione della rr in unica r, come rileviamo in core (correre, stai a core = stai correndo), attèra (giù, sotto) o anche nei tempi verbali aréscrìvo (riscrivo), arévèngo (rivengo), o ancora in qualche elemento lessicale (càllo =caldo, che però ritroviamo anche in qualche comune "borbonico" della Provincia di Frosinone). Ovviamente, è molto forte l'influenza lessicale del Latino, substrato principale di tutte le parlate: ricordiamo le frasi addémàne cétto (domani mattina presto, diffuso soprattutto a Sonnino e Priverno) ove cetto deriva dal latino citus, o anche la parola lancerta (dal latino lacerta, lucertola).


Altri substrati antichi del lessico sono ravvisabili solo in minima parte ed essenzialmente nella toponomastica territoriale o in rari vocaboli: in primo luogo derivano da lingue italiche (umbro-osco, probabilmente attraverso il volsco): ad esempio Tifata = bosco di faggi (erroneamente tradotto Monte Delle Fate in italiano); secondariamente dal greco (antico o bizantino) e dalle lingue germaniche (forse attraverso il longobardo).


In alcune zone (in particolare quella Ausona ed immediata pianura contermine), collocate in posizione intermedia tra Terracina e Sonnino, si parlano dialetti fortemente influenzati dal dialetto vallecorsano, portato da immigrati di Vallecorsa storicamente presenti per ragioni di economia rurale. Famiglie vallecorsane sono diffuse anche nell'area dell'Agro Pontino.



Area meridionale della Provincia |


Lùccicantèlla calla calla, mitti fuoco alla cavalla, la cavalla dé glio ré, luccicantèlla mmàgni a 'mmé. (Castelforte).


A muorz' a muorz, a cìga a cìga, m'assicuur' la vicchiàie. (Gaeta).


Quest'area è compresa tra Monte san Biagio e il confine regionale, cioè il fiume Garigliano. I dialetti di questa zona sono solitamente definiti campani: infatti lo "stacco" dialettale tra lo stesso Monte San Biagio (ultimo comune, provenendo da sud, dell'antico Regno di Napoli) e Sonnino (primo comune dello Stato Pontificio) è molto netto. La situazione linguistica, comunque, è molto frastagliata. In questi dialetti rileviamo molte affinità lessicali col napoletano, come i termini "ngoppa/e = sopra, vagliòne = ragazzo (a Fondi è vajone), "accà = qui (a Itri e Sperlonga acché, a Castelforte e Santi Cosma e Damiano accàne), ma anche qualcuna con i Dialetti mediani, ad es. bìa = soltanto, a Castelforte, Santi Cosma e Damiano e Minturno (a Formia è Schìtto', come nel comune lepino di Sezze). Registriamo in tutti i dialetti la metafonesi "napoletana" (es ciènto = cento, piètto = petto) ad eccezione di Lenola, Fondi, Minturno, e Spigno Saturnia, ove compare quella "sabina", già vista per i Dialetti mediani.
Per ciò che concerne il vocalismo, occorre dividere la zona in questione in tre sotto-aree: a) l'area intorno al Golfo di Gaeta, (con i comuni di Formia, Gaeta, Itri) e anche Sperlonga, ove abbiamo il conguaglio in "e" delle atone finali, come nella Campania occidentale, mentre le vocali all'interno delle parole rivelano un'affinità più con i dialetti pugliesi e molisani; b) La zona della piana di Fondi, con lo stesso Fondi e Monte San Biagio, ove oltre alla e finale, vi sono turbamenti anche delle vocali interne, che tendono addirittura a sparire nel discorso veloce e enfatico, con eccezione Lenola, che ha un sistema vocalico simile a quello dei Dialetti mediani; c) L'area all'estremo limite dei Monti Aurunci e del confine regionale e provinciale (Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Minturno, Spigno Saturnia). Qui le vocali "finali" sono nettamente percepibili e anche all'interno della parola abbiamo vocali simili a quelle dei dialetti mediani.


Gli articoli determinativi sono gli stessi dell'area "Lepina" (e dell'Abruzzo aquilano) cioè gliù o glio per dire "il", ad eccezione del dialetto del centro storico di Gaeta e delle Isole Ponziane. Rileviamo la presenza dell'antico genere neutro per materie, sostanze e altri sostantivi (ad es. a Castelforte e Santi Cosma e Damiano si dice glio motorino = il motorino, glio taòlino = il tavolino - notare l'assenza della v-, però poi abbiamo lo ggàsse = il gas, lo pà = il pane). L'articolo neutro non è presente nei dialetti di Gaeta vecchia e delle Isole Ponziane. Notiamo la palatalizzazione di ll in gl, già presente nelle parlate del Lazio mediano. A Castelforte e Santi Cosma e Damiano e Minturno vi è anche quella da nn, in gn (es. àgno = anno, suògno = sonno, mùgno = mondo ecc.). Queste ultime due caratteristiche non sono presenti, però, nel dialetto di Gaeta medievale e in quelli di Ponza e Ventotene. Per ciò che concerne la trasformazione di p in ch, essa è presente in quasi tutta l'area ad eccezione di Formia e Itri, ove vi è l'esito italiano (come nell'area "Lepina"). A Castelforte e Santi Cosma e Damiano vi è un'ulteriore accentuazione in ciù (più), uocci (occhi) ecc. È presente anche la trasformazione, nei vari dialetti di f in sc, ma solo in alcuni casi (es a Castelforte e Santi Cosma e Damiano troviamo soscià = soffiare, ma poi abbiamo gli fiùri = i fiori, che nel napoletano è e sciùre), poiché si stanno affermando, in tal caso, gli esiti della lingua italiana.


Gli unici tre dialetti di quest'area che possono esser definiti campani in maniera netta sono quelli del centro storico di Gaeta e delle Isole Ponza e Ventotene. Negli altri paesi vi è mescolanza lessicale, fermo restando che le parlate di tutta l'area sono chiaramente di natura altomeridionale.


Particolarità da considerare è, poi, l'esito delle persone plurali del verbo presente, che è profondamente diverso da dialetto a dialetto: a Formia e in parte del Comune di Gaeta, troviamo magnìme = mangiamo, parlìme = parliamo, dìme = diamo, e anche magnìte = mangiate, parlìte = parlate, in accordo con alcuni Dialetti mediani della Ciociaria; a Gaeta vecchia abbiamo magnaam, parlàam, vuje parlaat, dààm con una pronuncia delle vocali interne piuttosto allungata; a Castelforte, Santi Cosma e Damiano e Minturno vi è pranzàmo o magnàmo, poi parlàmo; sempre in questi ultimi tre comuni per dire "vediamo" è utilizzato vedèmo, per "gli diàmo" c'è gli dàmo, che sono voci tipiche del dialetto Romanesco.


Un ultimo aspetto che ricollega quest'area al napoletano è la "rotacizzazione" di d in r, (es. vèré = vedere) presente in quasi tutti i dialetti considerati, ad eccezione di quelli in prossimità del confine della Regione Lazio, cioè Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Minturno, e Spigno Saturnia ove la d diviene t (petale = pedale, pommatoro = pomodoro, tìci = dire, dici ecc.).


Il fatto che siano presenti anche negli idiomi dell'area pontina ci sono elementi che riconducono ai Dialetti mediani è probabilmente dovuto al contatto tra i due sistemi linguistici lungo il confine tra antichi Stato pontificio e Regno di Napoli, un areale dal punto di vista geografico piuttosto aperto agli scambi, ma anche, più generalmente, all'affinità strutturale tra i dialetti mediani e quelli meridionali. Tuttavia è possibile, come ipotizzato da alcuni studiosi, che nei dialetti di quest'area similmente a quelli di parte della zona meridionale della provincia di Frosinone la componente affine ai dialetti mediani agisca a livello di substrato, ossia che in tali territori si parlassero in epoche antiche dialetti schiettamente mediani, solo successivamente modificatisi in senso meridionale per l'azione di assimilazione linguistica derivante dall'appartenenza al regno borbonico: a favore di questa ipotesi vi sarebbe l'osservazione che le caratteristiche mediane sono maggiori non tanto nelle aree settentrionali ed in prossimità del confine storico-linguistico, quanto nelle aree montane e nei centri più isolati (generalmente più conservativi dal punto di vista linguistico) come Spigno o Castelforte, mentre le parlate più schiettamente campane si ascoltano nei centri di pianura (tipicamente più innovatori) come Formia, Gaeta o Fondi.



Comuni |


Appartengono alla provincia di Latina i seguenti 33 comuni:




  • Aprilia

  • Bassiano

  • Campodimele

  • Castelforte

  • Cisterna di Latina

  • Cori

  • Fondi

  • Formia

  • Gaeta

  • Itri

  • Latina

  • Lenola

  • Maenza

  • Minturno

  • Monte San Biagio

  • Norma

  • Pontinia

  • Ponza

  • Priverno

  • Prossedi

  • Rocca Massima

  • Roccagorga

  • Roccasecca dei Volsci

  • Sabaudia

  • San Felice Circeo

  • Santi Cosma e Damiano

  • Sermoneta

  • Sezze

  • Sonnino

  • Sperlonga

  • Spigno Saturnia

  • Terracina

  • Ventotene




Comuni più popolosi |




















Stemma Provincia
Comuni
(n°)
Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab./km²)
Prefissi tel

Provincia di Latina-Stemma.png
33
570.514
2.251
231,0
0773, 06, 0771






















Stemma
Capoluogo di provincia
Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab./km²)
Altitudine
m s.l.m.
Prefisso tel

Latina-Stemma.png

Latina
125.496
277
422,9
21
0773











































































































































Stemma
Città
Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab./km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Prefisso tel

Aprilia-Stemma.png

Aprilia
73.497
178,11
359
80
06

Terracina-Stemma.png

Terracina
45.682
136
315
22
0773

Fondi-Stemma.png

Fondi
39.773
142
246
8
0771

Formia-Stemma.png

Formia
38.264
73
505
19
0771

Cisterna di Latina-Stemma.png

Cisterna di Latina
36.742
142
234
77
06

Sezze-Stemma.jpg

Sezze
24.866
101
216
319
0773

Gaeta-Stemma.png

Gaeta
20.936
28
755
2
0771

Sabaudia-Stemma.png

Sabaudia
20.305
144
113
17
0773

Minturno-Stemma.png

Minturno
19.816
42
442
141
0771

Pontinia-Stemma.png

Pontinia
14.883
112
114
4
0773

Priverno-Stemma.png

Priverno
14.452
56
234
151
0773

Cori-Stemma.png

Cori
11.108
86
128
384
06

Itri-Stemma.png

Itri
10.724
101.15
105.63
170
0771

San Felice Circeo-Stemma.png

San Felice Circeo
10.018
32,63
307,02
98
0773



Arcipelago delle Isole Ponziane |




L'Arcipelago della Isole Ponziane


L'arcipelago è composto da due gruppi di isole.



Ponza |


Il Comune di Ponza ha la responsabilità amministrativa su 4 isole:



  • Isola di Ponza

  • Isola Palmarola

  • Isola Zannone

  • Isola di Gavi






















Stemma
Comune
Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab./km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Prefisso tel

Ponza-Stemma.png

Ponza
3.325
9,87
328
10
0771



Ventotene |


Il Comune di Ventotene invece amministra le sue due isole:



  • isola di Ventotene

  • isola di Santo Stefano






















Stemma
Comune
Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab./km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Prefisso tel

Ventotene-Stemma.png

Ventotene
746
1,54
411
18
0771



Società |



Etnie e minoranze straniere |


Al 31 dicembre 2014 nella provincia di Latina risultano residenti 45 749 cittadini stranieri, pari al 7,99% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:




  • Romania Romania: 18 842, 3,29%


  • India India: 9 138, 1,6%


  • Albania Albania: 2 158, 0,38%


  • Ucraina Ucraina: 1 761, 0,31%


  • Marocco Marocco: 1 376, 0,24%


  • Polonia Polonia: 1 229, 0,21%


  • Filippine Filippine: 1 115, 0,19%


  • Tunisia Tunisia: 1 010, 0,18%


Fonte: ISTAT.



Galleria d'immagini |




Note |




  1. ^ abDato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.


  2. ^ ww2ItalianNewsreels, MUSSOLINI INAUGURA LITTORIA, 12 giugno 2010. URL consultato il 5 maggio 2018.


  3. ^ Stemma e gonfalone della provincia di Latina, su provincia.latina.it. URL consultato il 7 ottobre 2010.


  4. ^ Istat:Censimento Agricoltura 2010



Bibliografia |



  • Gigi Nofi, Robba nosta - Uteme foije, Comune di Terracina, 1985

  • Francesco Avolio, Il confine meridionale dello Stato Pontificio e lo spazio linguistico campano in Contributi di filologia dell'Italia mediana IV, 1992

  • Alvise Schanzer, Per la conoscenza dei dialetti del Lazio sud-orientale: lo scadimento vocalico alla finale (primi risultati) in Contributi di filologia dell'Italia mediana III, 1989

  • Gaetano Massa, I dialetti della Ciociaria attraverso la poesia, Tecnostampa, 1990.



Voci correlate |



  • Agro pontino

  • Monti Lepini

  • Monti Aurunci

  • Comunità Montana dei Monti Aurunci

  • Parco naturale dei Monti Aurunci

  • Parco regionale di Gianola e del Monte di Scauri

  • Isole Ponziane

  • Sud pontino

  • Basso Lazio

  • Terra di Lavoro

  • Campagna e Marittima

  • Borgo Faiti

  • Armoriale dei comuni della provincia di Latina



Altri progetti |



Altri progetti


  • Wikimedia Commons



  • Collabora a Wikimedia CommonsWikimedia Commons contiene immagini o altri file su provincia di Latina


Collegamenti esterni |



  • Sito istituzionale della provincia di Latina, su provincia.latina.it.

  • Sito del sistema informativo lavoro provinciale, su co.provincia.latina.it.


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