Quercus
.mw-parser-output .nota-disambigua{clear:both;margin-bottom:.5em;border:1px solid #CCC;padding-left:4px}.mw-parser-output .nota-disambigua i{vertical-align:middle}
Quercia | |
|---|---|
Classificazione scientifica | |
Dominio | Eukaryota |
Regno | Plantae |
Sottoregno | Tracheobionta |
Superdivisione | Spermatophyta |
Divisione | Magnoliophyta |
Classe | Magnoliopsida |
Sottoclasse | Hamamelidae |
Ordine | Fagales |
Famiglia | Fagaceae |
Sottofamiglia | Quercoideae |
Genere | Quercus L., 1753 |
Specie | |
| |
Quercus (L., 1753) è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Fagacee, comprendente gli alberi comunemente chiamati querce.
Indice
1 Etimologia
2 Descrizione
3 Distribuzione e habitat
4 Tassonomia
4.1 Specie presenti in Italia
4.1.1 Sottogenere Quercus, sezione Quercus
4.1.2 Sottogenere Quercus, sezione Mesobalanus
4.1.3 Sottogenere Quercus, sezione Cerris
5 Legname
6 Usi terapeutici
7 La quercia e la letteratura
8 Simbolismo
9 Note
10 Bibliografia
11 Voci correlate
12 Altri progetti
13 Collegamenti esterni
Etimologia |
La parola latina quercus, da cui l'omologa italiana quercia (toscano querce), risale a una forma aggettivale (arbor) quercea[1], mentre molti dialetti italiani hanno una forma *cerqua[2][3] (presente anche in vari toponimi toscani). Il francese chêne risale invece al gallico cassǎnus[2][3], l'italiano meridionale ha il tipo carrillo[3]. Il greco presenta invece δρῦς drŷs "albero" e φήγος phḗgos "tipo di quercia", applicati anche ad altre specie botaniche[4].
Secondo un'altra interpretazione, comunemente accettata, il nome generico quercus deriverebbe dall'unione dei due termini celtici kaer, quer = "bello" e cuez = "albero"..mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}[senza fonte]
Descrizione |
Bosco di querce (Parco naturale lombardo della Valle del Ticino)
Il genere Quercus comprende molte specie di alberi spontanei in Italia. In molti casi il portamento è imponente anche se ci sono specie arbustive. Le foglie, alterne, sono talvolta lobate, talvolta dentate e sulla stessa pianta possono avere forme differenti, per la differenza del fogliame giovanile rispetto a quello adulto.
Le querce sono piante monoiche, ovvero la stessa pianta porta sia i fiori maschili che quelli femminili. I fiori maschili sono riuniti in amenti di colore giallo, quelli femminili sono di colore verde. Il frutto è la ghianda.
Una delle caratteristiche delle querce decidue è che le foglie secche cadono alla fine dell'inverno e non in autunno
Distribuzione e habitat |
L'areale del genere Quercus comprende buona parte dell'emisfero settentrionale, estendendosi dalla zona temperata a quella tropicale di America, Europa, Nord Africa e Asia.
In Europa durante l'ultima era glaciale le popolazioni di Quercus sono state confinate in tre zone rifugio situate in Spagna, in Italia e nei Balcani per poi ricolonizzare il territorio del continente europeo. Lo scienziato francese Antoine Kremer ha studiato, tramite il confronto dei dati genetici e dei dati palinologici dei pollini fossili delle due querce più diffuse in Europa, Quercus robur e Quercus petraea, le vie di colonizzazione intraprese dai vari lignaggi. I rilievi ed in particolare le Alpi hanno a volte rallentato o deviato l'avanzata ma la traiettoria sud-nord è resa costantemente visibile.
In questo modo le querce rifugiatesi nella penisola iberica e in Italia hanno colonizzato tutta la zona situata ad ovest lungo l'asse Tolosa-Colonia-Amsterdam, ed in maniera esclusiva le isole britanniche. Le querce rifugiatesi nei Balcani sono progredite verso l'Europa orientale e la Russia. Dall'analisi palinologica è emerso un dato sorprendente che riguarda la velocità di questa progressione: in media le querce sono avanzate di 380 m all'anno, con delle punte massime di 500 m all'anno in certi periodi.[5]
Tassonomia |
.mw-parser-output .vedi-anche{border:1px solid #CCC;font-size:95%;margin-bottom:.5em}.mw-parser-output .vedi-anche td:first-child{padding:0 .5em}.mw-parser-output .vedi-anche td:last-child{width:100%}
L'inquadramento tassonomico delle specie del genere Quercus è assai difficoltoso, in quanto sono frequenti i fenomeni di ibridazione tra specie che condividono lo stesso territorio, dando luogo ad individui dalle caratteristiche intermedie (ma talvolta anche molto diverse), che alcuni studiosi tendono a considerare nuove specie, mentre altri li ascrivono come sottospecie o varietà di specie già esistenti.
Specie presenti in Italia |
Sottogenere Quercus, sezione Quercus |
Stili corti; ghiande mature in 6 mesi, dolci o leggermente amare; interno della cupola della ghianda glabro.
Quercus ilex (leccio o elce), albero sempreverde maestoso, tipico delle zone submediterranee o mediterranee meno torride. Può raggiungere in condizioni ottimali i 20–30 m di altezza e si può trovare dalle macchie costiere fino in montagna (sull'Etna fino a 1800 m).
Quercus petraea (rovere), grande specie decidua, dal portamento regolare e chioma assai folta. Comune in tutte le regioni d'Italia (eccetto in Sardegna).
Quercus pubescens (roverella),è la specie di quercia più diffusa in Italia, tanto che in molte località è chiamata semplicemente quercia. Appartiene alla famiglia delle Fagaceae. Specie molto rustica, nelle zone settentrionali preferisce comunque zone protette dal freddo. Quercia decidua (ma spesso mantiene le foglie marroni anche d'inverno) di medie dimensioni a crescita è molto lenta, vive in genere 200-300 anni ed è tipica dell'Europa centroccidentale. Alcuni esemplari possono raggiungere età molto più avanzate: la roverella che vegeta a Tricarico, in località Grottone, ha un'età stimata di 614 anni, un tronco di 6,43 metri di circonferenza ed un'altezza di circa 20 metri; è inserita nell'elenco dei monumenti naturali (alberi padri) della regione Basilicata[6].
Quercus robur (farnia), grande quercia decidua, più frequente nelle zone settentrionali e più rara nel Sud, si differenzia dalla rovere soprattutto per i lunghi peduncoli delle ghiande, le foglie sessili e il portamento più irregolare. Alcuni autori consideravano Q. petraea, Q robur e Q. pubescens come tre sottospecie o varietà di un'unica specie.
Sottogenere Quercus, sezione Mesobalanus |
Simile al precedente: stili lunghi, ghiande mature in 6 mesi, dolci o leggermente amare; interno della cupola della ghianda glabro.
Quercus frainetto (it.: farnetto), specie decidua a rapido accrescimento, comune al Centro-Sud, ha foglie più grandi delle altre querce italiane, lobi più profondi e margini paralleli.
Quercus pyrenaica (it: quercia dei Pirenei), specie decidua con foglie dal colore verde intenso e lobi profondi e stretti; si trova nelle zone più miti del Piemonte.
Sottogenere Quercus, sezione Cerris |
Stili lunghi, ghiande mature in 18 mesi, molto amare; interno della cupola della ghianda glabro o leggermente peloso.
Quercus cerris (cerro), specie decidua a rapida crescita, originaria delle regioni sudorientali dell'Europa ma molto presente anche in Italia, dove è oggi la quercia più diffusa, grazie soprattutto alle estese foreste presenti in appennino; è una pianta maestosa dalla chioma ovoidale, molto decorativa; il legname non è particolarmente pregiato rispetto alle altre querce nostrane, per via della mancata presenza di tannini che ne determinano una scarsa resistenza alle avversità.
Quercus coccifera (quercia spinosa), diffusa solo in Liguria occidentale, in Sicilia e Sardegna, sempreverde, a portamento arbustivo (non supera i 2 m d'altezza).
Quercus gussonei (cerro di Gussone), endemismo della Sicilia, diffuso sul versante tirrenico dei Nebrodi e nel bosco della Ficuzza.
Quercus suber (sughera), specie sempreverde dall'aspetto simile al leccio, è invece botanicamente più vicina al cerro. Poco tollerante verso il freddo preferice le coste tirreniche e soprattutto la Sardegna; la corteccia è caratteristica e ricopre sia il tronco sia le maggiori ramificazioni; scortecciando periodicamente il tronco, si ricava il sughero che si riforma dopo qualche tempo.
Quercus trojana (fragno), specie semi-sempreverde e arbustiva diffusa solo nella Murgia barese, nel Salento e in Basilicata.
Legname |
I legnami più pregiati di quercia sono generalmente chiamati rovere senza distinguere tra le specie botaniche. In enologia si preferiscono le seguenti varietà:
- rovere di Francia (Q. petraea) con produzioni ad Allier, Argonne, Borgogna, Nevers, Alvernia (Tronçais) e sui Vosgi, con caratteristiche differenti da zona a zona ma comunque ben bilanciato in tannini e aromi;
- rovere del Caucaso (Q. petraea), del tutto simile a quello di produzione francese ma dal prezzo leggermente più basso;
- rovere di Slavonia (Q. robur), grana del legno media, medio livello di tannini e pochi aromi;
- rovere del Limosino (Q. robur), grana del legno grossa, molti tannini e pochi aromi; usato per lo Chardonnay e il brandy;
- rovere del Portogallo (Q. garryana, d'origine americana); media grana del legno, buon aroma e prezzo molto economico.
Usi terapeutici |
.mw-parser-output .disclaimer{margin-bottom:.5em;border:1px solid #CCC;padding:2px 4px 3px}.mw-parser-output .disclaimer td:first-child{padding-right:8px}.mw-parser-output .disclaimer td:last-child{width:100%;padding-right:1em}
La quercia possiede proprietà astringenti, emostatiche, antinfiammatorie, analgesiche del cavo orale. Utilizzato come decotto o infuso per lavarsi, diminuisce la sudorazione.[7]
La quercia e la letteratura |
È celebre la quercia sotto cui Torquato Tasso si riposava e leggeva durante il suo soggiorno a Roma. A questo proposito l'umorista Achille Campanile scrisse un gustoso raccontino La quercia del Tasso, nella raccolta Manuale di conversazione.[8]
Giovanni Pascoli scrisse il poemetto La quercia caduta, dove la morte della quercia è pretesto per un'allegoria dell'egoismo umano.
Simbolismo |
- Il ramo di quercia era per i romani simbolo di virtù, forza, coraggio, dignità e perseveranza. Esso è sempre stato il simbolo della forza, della virilità e del valore in campo militare, come il ramo d'ulivo è simbolo della pace (entrambi compaiono nell'emblema della Repubblica Italiana).
- La quercia è stato il simbolo del Partito Democratico della Sinistra e poi dei Democratici di Sinistra.
Note |
^ Giacomo Devoto, Avviamento all'etimologia italiana, Milano, Mondadori, 1979.
^ ab Alfred Ernout, Antoine Meillet, Dictionnaire étimologique de la langue latine – Histoire de mots, Parigi, Klincksieck, 1979.
^ abc Carlo Battisti, Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950–57.
^ Franco Montanari, Vocabolario della lingua greca, Torino, Loescher, 1995.
^ Antoine Kremer, L'épopée des chênes européens (The long and short of European oaks) (PDF), Paris, Société d'éditions scientifiques, 2001.
^ R. Spicciarelli, Alberi Padri, Quaderni di Basilicata Regione, 1996.
^ Roberto Michele Suozzi, Le piante medicinali, Newton&Compton, Roma, 1994, pag.40
^ Achille Campanile, Manuale di Conversazione in: Opere - Romanzi e scritti stravaganti - 1932-1974, a cura di Oreste del Buono, Ed. Bompiani, Milano, 1994 ISBN 88-452-2048-6
Bibliografia |
- Gian Lupo Osti, La macchia mediterranea, Milano, Mursia, 1986.
Voci correlate |
- specie di Quercus
- Arboricoltura da legno
- Binchōtan
- Giardinaggio
- Silvicoltura
- Pianta ornamentale
- Pianta medicinale
- Specie botaniche in Italia
- Specie botaniche spontanee
Thaumetopoea processionea (Processionaria della quercia)- Ceratocystis fagacearum
Altri progetti |
Altri progetti
- Wikiquote
- Wikizionario
- Wikimedia Commons
- Wikispecies
Wikiquote contiene citazioni sulla quercia
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «quercia»
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Quercus
Wikispecies contiene informazioni su Quercus
Collegamenti esterni |
Quercus, su thes.bncf.firenze.sbn.it, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
(EN) Quercus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Oaks of the World Description of all species, subspecies and varieties of oaks in the world.
- Elenco delle principali specie di quercia, su verdiincontri.com.
- (EN) Oaks in Bialovieza, su deby.bialowieza.pl.
- (EN) Choose the most impressive oak in Europe, su greatoaks.eu.
- Le botti di legno e il vino, su tigulliovino.it.
.mw-parser-output .CdA{border:1px solid #aaa;width:100%;margin:auto;font-size:90%;padding:2px}.mw-parser-output .CdA th{background-color:#ddddff;font-weight:bold;width:20%}
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh85093565 · GND (DE) 4151140-2 · BNF (FR) cb12089056w (data) |
|---|